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Luoghi e PersonaggiLocalitàCammino Balteo: itinerario goloso tra castelli, mocetta e vini eroici

Cammino Balteo: itinerario goloso tra castelli, mocetta e vini eroici

Un affascinante viaggio a tappe lungo i sentieri della Valle d'Aosta, dove la maestosità di castelli e borghi storici si intreccia con l'autenticità dei vini eroici e dei sapori tradizionali della cucina di montagna

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La montagna delle basse quote, dove la storia ha lasciato le sue testimonianze e dove si mantengono le antiche tradizioni: un lungo percorso tra castelli e vigneti, tra borghi antichi e salumi rari, tra panorami rilassanti e gustose specialità. Non solo alta montagna: la Valle d’Aosta è un territorio tutto da scoprire anche alle quote più basse, un mondo al di fuori dei grandi circuiti turistici e ricco di storia, arte, cultura e tradizioni.

Questa l’idea su cui è nato il Cammino Balteo, un itinerario ad anello che in 350 chilometri, suddivisi in 23 tappe, si sviluppa lungo la valle della Dora Baltea mantenendosi quasi esclusivamente a bassa e media quota. Un percorso, quindi, che pur essendo in ambiente montano non richiede particolari doti atletico-alpinistiche, ma solo un po’ di allenamento al cammino. Le due tappe che vi proponiamo sono tra le meno impegnative dal punto di vista fisico e sono facilmente raggiungibili perché ben collegate dal servizio pubblico di autobus. Un affascinante viaggio lento, che vi permetterà anche di conoscere da vicino la straordinaria ricchezza enogastronomica di questa piccola regione.

Questo mese vi portiamo in Valle D'Aosta con la rubrica Cammina con gusto in collaborazione con Starbene, dove vi rimandiamo per i consigli tecnici sull'itinerario. Qui potete trovare i prodotti da assaggiare sul territorio e da portare nello zaino come ricordo di quest'esperienza.

Cammina con gusto

Prima tappa

L'eccellenza della viticoltura valdostana a km zero

Calice in primo piano con vino rosso corposo valdostano Petit Rouge, con piatto sfocato sullo sfondo.

Seppur esigua per quantità prodotta, la viticoltura valdostana è riconosciuta come una tra le più rappresentative dell’arco alpino. Del milione di litri di vino prodotti ogni anno, il 90% possiede una certificazione di origine (DOC). E nel centro della città di Aosta si trova l’Azienda Agricola Taema che con la sua pur ridotta produzione di 10mila bottiglie contribuisce a rendere sempre più apprezzata l’enologia della valle. Le uve prevalenti nei vigneti sono Petit Rouge e Cornalin dai quali si ottengono vini fini, eleganti e dall’impronta montana come il Rouge Farouche. Azienda

Dove: Agricola Taema Via Vevey, 23 Aosta Telefono 3341822471 Web tanteunemarietta.it

I frutti della montagna: lotta integrata e maturazione naturale

Due patate novelle di montagna su un tavolo di legno rustico.

Pomme et pomme de terre, mele e patate. La montagna è spesso avara, ma sa dare i propri frutti, spesso di una genuinità ignota altrove. Qui il metodo migliore per la coltivazione di frutta e verdura è infatti attraverso la lotta integrata, facendo buone pratiche agricole e intervenendo solo in caso di necessità. Per quanto riguarda le mele, la raccolta viene inoltre effettuata solamente a maturazione avvenuta sulla pianta nel corso di più stacchi e valutando ogni singolo frutto. Dal canto loro le patate richiedono un terreno soffice, ben drenato e ricco di sostanza organica. Per questa ragione una buona preparazione iniziale risulta fondamentale. Le mele vengono trasformate anche in succo e aceto.

Dove: La Brenva Charvensod (AO) Telefono 3391439967 Web labrenva.it

L'orto ecologico e la tradizione delle conserve

Primo piano ravvicinato del bordo e del coperchio di vetro di un vasetto di conserva artigianale di frutta.

La stagionalità e il rispetto della natura sono due elementi che vengono spesso sottovalutati nelle corsie dei supermercati. Non così hanno deciso di fare Alessio e Mattia, che hanno puntato tutto sull’aspetto ecologico delle loro produzioni agricole, cresciute senza le forzature dei fertilizzanti di sintesi e con rispetto dei cicli della natura. La grande varietà di frutta e verdura di stagione viene anche mantenuta in vasetto: sono nati dal 2009, anno della fondazione, a oggi salsa di pomodoro, confettura di fragole, sugo alle melanzane e un’altra dozzina di conserve. Chi vuole, può acquistare anche uova del proprio piccolo allevamento e, su richiesta, polli cresciuti con le stesse cure riposte nelle verdure.

Dove: Au Potager de Grand-Mère Fénis (AO) Telefono 3334614185 Web aupotagerdegrandmere.com

Sapori storici all'ombra delle mura romane

Pentola in terracotta con fonduta valdostana cremosa e crostini di pane visti dall'alto.

Le sue fondamenta sono plurimillenarie: le mura stesse delle Porta Pretoria di Aosta. E anche la cucina è ben legata alla storia e al patrimonio produttivo della valle. Ianua è la porta d’ingresso in un mondo fatto di sapori gustosi e decisi in un contesto affascinante che Paolo Louvin ha creato tra scavi, su e giù di antri e salette e opere che si rifanno alla storia sabauda e valdostana. Al tavolo, con una ben orchestrata carta dei vini locale, scegliere la fonduta con crostini, la polenta concia e la cotoletta alla valdostana.

Dove: Ristorante Ianua Aosta Telefono 01651911004 Web ianua.it

Seconda tappa

Tra vigne storiche, castelli e arte contemporanea

Dettaglio di un calice di vino bianco fermo dai riflessi dorati appoggiato su una tovaglietta blu.

A mezza costa e seguendo in parte il tracciato della Via Francigena, lungo la tappa si possono apprezzare vasti appezzamenti di vigneto. Il Vien de Nus e il Moscato di Chambave sono infatti alcuni dei vitigni che hanno fatto la storia enologica della Valle d’Aosta. Lungo il tragitto si può visitare la cappella di Marseiller, del Quattrocento ma dove gli affreschi sono ancora il pezzo forte. Il castello di Cly si apprezza alzando lo sguardo nei pressi di Chambave mentre gli amanti dell’arte contemporanea fanno sosta a castello Gamba, a Breil, sede della collezione regionale.

Il miele millefiori e la tutela delle api

Un dito umano che tocca il miele fresco direttamente dalle celle di un favo coperto di api.

Il miele di millefiori di montagna è il prodotto di punta dell’apicoltura Lo Brechou di Chatillon, borgo che sta per realizzare un centro studi sul miele finanziato dal programma Interreg Italia-Svizzera. Nella banca dati confluiranno, entro giugno del 2027, le informazioni relative alla salute delle api e alla qualità dell’ambiente in Valle d’Aosta e nel cantone del Vallese. Il miele millefiori di montagna possiede di norma sfumature giallo ambrate o rossicce a seconda della fioritura prevalente. Le api svolazzano infatti intorno a trifoglio, lampone, timo serpillo o rododendro in base alla altitudine a cui sono posizionati gli alveari. In bocca rivela un gusto balsamico e di malto.

Dove: Apicoltura Lo Brechou Chatillon (AO) Telefono 3358316721 FB Apicoltura Lo Brechou

Quattro generazioni di pascolo, Fontina DOP e salumi tipici

Intera forma di Fontina DOP con marchio impresso e uno spicchio tagliato appoggiato sopra.

Chi dice Val d’Aosta dice formaggio. Da quattro generazioni la famiglia Peraillon alleva bovini e caprini e il loro latte viene trasformato in squisite forme. Durante buona parte dell’anno gli animali pascolano a fondovalle, ma con l’avvicinarsi dell’estate le mandrie si spostano in alpeggio. Un rito che si rinnova ogni volta e affascina sempre più i turisti: la transumanza. Il formaggio senz’altro più rappresentativo è la Fontina DOP, ma sono particolarmente apprezzati anche gli yogurt e l’erborinato di capra. A disposizione di chi non si accontenta ci sono anche mocette (carne bovina essiccata) e lardo suino secondo tradizione valdostana.

Dove: Azienda Agricola Lo Copafen Frazione Septumian 60 Chambave (AO) Telefono 3495178368 Web locopafen.it

La tradizione della macelleria di fiducia e i pronti a cuocere

Fette sottili di mocetta valdostana disposte su carta alimentare accanto al pezzo intero di carne essiccata.

Le macellerie d’antan non perdono mai il loro fascino: chi sta al di là del banco conosce sempre il taglio ideale per il piatto che il cliente vuole preparare. Di suggerimento in suggerimento la macelleria Ernesto ha attraversato decenni di storia, ma sempre con carne selezionata di origine valdostana e ha inserito negli ultimi anni una sezione di preparati per chi non ha tempo da dedicare ai fornelli: coppa marinata, tramezzini di vitella e spiedini si cuociono in pochi minuti con la certezza che la materia prima è di prim’ordine. Per antipasti gustosi ci sono i salumi, preparati nel retrobottega: dalla mocetta alle salsicce secche.

Dove: Macelleria Luca Ernesto Via Emilio Chanoux, 93 Chatillon (AO) Telefono 016661355

L'accoglienza schietta dell'osteria di montagna

Ciotola scura con fumante polenta concia valdostana condita con pepe nero.

Quello che ci si deve aspettare da un’osteria è la genuinità dell’accoglienza e la cura nella preparazione dei piatti: il tempo nella preparazione dei cibi gioca un ruolo fondamentale. Se anche l’ambiente circostante e gli interni accolgono i passanti in maniera semplice e naturale, il quadro è ancora più stuzzicante. Avviene tutto questo all’Osteria dei Cacciatori di Bellecombe, nel bel mezzo di un castagneto e con la sala da pranzo dalle pareti ricoperte in legno, in schietto stile montano. Per quanto riguarda i piatti si va sul sicuro con le tagliatelle fatte in casa ai funghi e la polenta concia con spezzatino di selvaggina. Scegliere quello di cervo, se disponibile. Puntare su una porzione di formaggio locale per chiudere.

Dove: Osteria dei Cacciatori Località Bellecombe Chatillon (AO) Telefono 3385831106

Riccardo Lagorio

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