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Luoghi e PersonaggiCime del gusto: itinerario in Alta Valtellina olimpica

Cime del gusto: itinerario in Alta Valtellina olimpica

Oltre alle piste dei campioni, tante attività sportive e culturali a misura di famiglia

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L’alta Valtellina è il paradiso della neve, con Bormio e Livigno sedi di gara delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Tra le stazioni sciistiche c’è anche Aprica, che offre 50 km di piste tra Monte Palabione, Magnolta e Baradello, oltre a 14 km per il fondo. Qui si assaggia il tradizionale pan vì (pane abbrustolito con burro, zucchero e vino rosso). Lungo l’Adda si trova Grosio, dove si può fare un tuffo nel passato visitando la rupe magna con incisioni rupestri di oltre 3000 anni fa. Più a nord si incontra Sondalo, celebre località di cura per le patologie respiratorie, che ospita la chiesa di Santa Marta con affreschi quattrocenteschi.

Bormio: arte, terme e la sfida dello Stelvio

Da Sondalo si raggiunge Bormio, che ospiterà le gare olimpiche di sci maschile e scialpinismo. La cittadina vanta capolavori d’arte come la trecentesca chiesa di Santo Spirito e la Torre della Bajona, con affreschi nell'antico quartiere Combo. Qui si acquistano souvenir gastronomici come la slinzega (salume dal sapore marcato) e lo scimudin (formaggio fresco), oltre all'immancabile bisciola. Grazie alle sue acque termali note fin dall'epoca romana, i tre stabilimenti (Terme di Bormio, Bagni Nuovi e Bagni Vecchi) offrono relax e benessere. Meritano una visita anche le Cantine Braulio, dove invecchia il celebre amaro la cui valle (del Braulio) si inerpica sui 48 tornanti del Passo dello Stelvio, meta ambita dai ciclisti.

Valfurva e Livigno: dallo scialpinismo al quadrilatero della moda

Livigno, il comune più settentrionale della Lombardia. Credit: Cuboimages

La Valfurva, sebbene non sede ufficiale dei Giochi, offre discese adrenaliniche a Santa Caterina e percorsi per scialpinismo nella Val dei Forni (all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio). Per l’estate 2026 è in programma il Sentiero geologico dell’alta Val Zebrù, un percorso affascinante a quasi 3000 metri di quota. Anche Livigno è stata scelta come sede olimpica per freestyle e snowboard. Rinomata per gli sport invernali (in particolare lo sci da fondo), offre turismo frizzante tutto l'anno: dal canottaggio sul lago del Gallo allo shopping di lusso sulla Via Plan (il quadrilatero della moda ad alta quota). I sentieri di montagna si estendono per oltre 1500 km.

Sapori e antiche tradizioni di Livigno

La bisciola, dolce della Valtellina. A destra, lo scimudin, formaggio a pastmorbida di Bormio.

Per l’acquisto di formaggi locali, si consiglia la Valle delle Mine, un sentiero con pannelli informativi su flora e fauna, che porta all'Alpe delle Mine (2141 metri) con vista sul ghiacciaio del Bernina. Nelle vetrine si trovano liquori, salumi e formaggi. Più rara è la ricerca della lughenia de pàsola, una salsiccia preparata con rifilature di carni suine e piccole rape (pàsole), insaporita con spezie come cannella e noce moscata. Questo prodotto rappresenta un mondo fatto di privazioni, che Livigno e l'Alta Valtellina si sono lasciati alle spalle, evolvendosi verso un'offerta turistica ricca e variegata.

Vini eroici: lavoro e ingegno per grandi soddisfazioni

I vigneti della valtellina. Credit: Getty Images

Ci sono molti modi per esplorare il grande mondo dei vini di Valtellina. Uno di questi è percorrere in auto o in bicicletta la Strada del Vino della Valtellina (stradadelvinovaltellina.it): 67 km che collegano Ardenno a Tirano snodandosi tra le vigne e i terrazzamenti a mezza costa.La viticoltura qui ha avuto la propria consacrazione con il riconoscimento, nel lontano 1968, della DOC Valtellina e della DOCG Valtellina Superiore. Dal 2020 l’IGT Terrazze Retiche di Sondrio tutela anche vini bianchi, rossi, rosati, passiti e da vendemmia tardiva. Lungo il tragitto della Strada, grazie a percorsi segnalati che si immergono nel silenzio dei vigneti, si attraversano le cinque sottodenominazioni del Valtellina Superiore DOCG che corrispondono alle zone geografiche di produzione: Maroggia (nel Comune di Berbenno), Sassella (tra Castione Andevenno e Sondrio), Grumello (a nord est di Sondrio), Inferno (a est del Grumello) e Valgella (tra Teglio e Tirano). Sono circa 2500 i chilometri di muretti a secco che sorreggono la viticoltura valtellinese fatta in grandissima prevalenza di Nebbiolo, che in loco prende il nome di Chiavennasca. Esito di un’armoniosa relazione tra uomo e natura, lo straordinario susseguirsi dei terrazzamenti percorre la valle come un esempio vivo di architettura primitiva e attuale nel contempo, tanto da essere stati riconosciuti come Paesaggio Rurale Storico, Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Il percorso permette di scoprire quanto la Chiavennasca si sia perfettamente adattata alle località montane, soleggiate e riparate dai venti freddi. Ricco di tannini e profumato, il Nebbiolo si ammorbidisce con l’invecchiamento. Lungo la Strada, i vini Valtellina DOC e DOCG accompagnano alla perfezione le merende a base di Bresaola della Valtellina IGP, gli esili prosciutti di capra (violini) accompagnati da pane di segale imburrato e i formaggi Valtellinesi, con il Bitto DOP primo fra tutti.

Credit foto in apertura: Adobe Stock

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