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Ragù alla napoletana: la ricetta della tradizione

Un taglio di carne, gli aromi, il vino rosso, il concentrato di pomodoro e la lunga cottura sono gli ingredienti del sugo che si fa a Napoli. Verace, profumato e intenso

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Le origini del termine "ragù" sono francesi - dal ragoût settecentesco, intingolo di carni e verdure - ma la cucina partenopea lo ha trasformato in qualcosa di inconfondibilmente proprio. Eduardo De Filippo, che ne era cultore appassionato, sosteneva che il ragù napoletano richiedesse almeno un giorno intero di preparazione: la sera si metteva su il soffritto, la mattina si aggiungeva la carne, e a mezzogiorno il sugo era pronto. Ogni famiglia ha la sua versione: c'è chi usa solo lonza, chi aggiunge braciole ripiene di uvetta e pinoli, chi preferisce il vino bianco al rosso. La versione qui proposta, con lonza fasciata di pancetta e costine, rispecchia la tradizione più diffusa nella cucina domestica campana.

Il segreto tecnico del ragù napoletano sta tutto nel far sobbollire a fuoco bassissimo con il coperchio appena scostato, così il vapore si disperde senza disperdere i profumi. Aggiungere il concentrato a cucchiaiate, sciogliendolo via via nel fondo di cottura, permette di costruire il corpo del sugo per gradi, evitando che l'acidità del pomodoro prenda il sopravvento. Noi di Sale&Pepe consigliamo di prepararlo il giorno prima: dopo una notte di riposo, i sapori si amalgamano meglio e il sugo guadagna in profondità. 

Perché il ragù deve cuocere così a lungo?

La lunga cottura non è un capriccio: serve al collagene delle carni di maiale di trasformarsi in gelatina, che dà al sugo quella consistenza densa e setosa impossibile da ottenere in poco tempo. Le cipolle, stracotte, si dissolvono completamente e diventano il corpo del fondo. la cottura lenta garantisce inoltre che l'acqua evapori gradualmente senza bruciare il fondo. Un ragù cotto in fretta sarà sempre più acido e meno profondo di uno cotto per ore.

Ingredienti

Procedimento

Preparate la lonza 

Fasciate la lonza con le fette di pancetta e legatela con refe da cucina, in modo che il grasso rilasci sapore durante la lunga cottura.

Fate appassire le cipolle

Versate l'olio in una casseruola dai bordi alti, aggiungete le cipolle tritate finemente e fatele soffriggere coperte a fuoco bassissimo per almeno 30 minuti, mescolando spesso. Le cipolle devono quasi disfarsi e diventare trasparenti: questo è il fondamento aromatico del ragù.

Rosolate la carne

Aggiungete la lonza e le costine di maiale alle cipolle sfatte. Coprite e rosolate a fuoco medio-basso per circa 30 minuti, girando la carne spesso per evitare che attacchi al fondo. Aspettate che si formi una crosticina scura su tutti i lati: è lei che darà profondità al sugo.

Sfumate con il vino

Quando la carne è ben rosolata, alzate la fiamma e bagnate con il vino rosso. Lasciatelo evaporare quasi completamente prima di abbassare di nuovo il fuoco.

Prima fase di cottura coperta

Riportate la fiamma al minimo, coprite la casseruola e proseguite la cottura per un'ora e mezza, mescolando di tanto in tanto.

Fate sobbollire il ragù

Con il coperchio appena scostato, lasciate sobbollire il ragù a fuoco bassissimo per altre 2 ore, mescolando di tanto in tanto. Il sugo deve fremere appena - il cosiddetto pippìare - senza mai bollire vigorosamente.

Completate la cottura con acqua

Unite 2-3 mestoli di acqua calda, coprite e proseguite la cottura su fuoco molto basso per altre 2 ore. Verificate periodicamente che ci sia ancora liquido a sufficienza e aggiungetene se necessario. Il ragù è pronto quando il sugo è denso, lucido e nappante.

Separate e servite

Togliete la carne dalla casseruola. Servite la lonza affettata come secondo. Tenete il sugo in caldo e usatelo per condire ziti spezzati a metà, paccheri, maccheroni o rigatoni.

Qual è il taglio di carne migliore per il ragù alla napoletana?

La lonza di maiale è il taglio più usato nella tradizione, perché tiene bene le lunghe cotture senza sfaldarsi. Noi di Sale&Pepe preferiamo affiancarla alle costine, che cedono più collagene durante la cottura e arricchiscono il sugo di corpo. Chi vuole un risultato ancora più ricco può aggiungere braciole napoletane ripiene di uvetta, pinoli e formaggio: è la versione festiva per eccellenza.

Si può usare la salsa di pomodoro al posto del concentrato?

Sì, molte versioni tradizionali usano la salsa di pomodoro rafforzata da qualche cucchiaio di concentrato. Il concentrato puro, come in questa ricetta, dà un sugo più denso e intenso, con una dolcezza concentrata che si sposa bene con la lunga cottura. Se usate la salsa, aumentate le quantità (almeno 700 g) e riducete l'acqua aggiunta a fine cottura.

Come si conserva il ragù napoletano?

Il ragù si conserva in frigorifero per 3-4 giorni in un contenitore ben chiuso, e migliora con il riposo - il giorno dopo è ancora più buono. Potete anche congelarlo in porzioni in contenitori di vetro: si mantiene fino a 3 mesi. Scongelate lentamente in frigorifero e riscaldate a fuoco basso con un goccio d'acqua se si è addensato troppo.

Con quale formato di pasta si serve il ragù napoletano?

I ziti spezzati a metà sono il formato canonico: la pasta si rompe a mano e si cuoce nel sugo allungato con acqua di cottura, amalgamandosi perfettamente. In alternativa funzionano bene paccheri, rigatoni e maccheroni, che trattengono il sugo nelle cavità. Per un'occasione ancora più speciale potete usare il ragù come base per un sartù di riso, il timballo di riso napoletano che è tra le preparazioni più maestose della cucina campana.

A cura di Matteo Tognini

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