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La Torta Pasqualina faceva parte del gruppo di torte di verdura chiamate Gattafura, un termine buffo che i genovesi davano a quelle torte lasciate raffreddare sui davanzali e di cui i gatti randagi andavano ghiotti
Tipica della tradizione gastronomica genovese, per secoli le torte salate di verdura sono state un piatto tipico del popolo, diffuso in tutto il capoluogo ligure. Questa variante, a base di pasta brisée con un ripieno di bietole o spinaci, Parmigiano e uova, è stata preparata per noi da Nicoletta Atzeni, appassionata di cibo e di storia, una combinazione perfetta per raccontare tradizioni, abitudini e identità di popoli e culture, come potete scoprire anche nella rubrica Assaggi & Culture.
La ricetta tradizionale della torta Pasqualina prevede più strati di pasta sfoglia e la la prescinsoea (cagliata fresca genovese) o la ricotta fresca, spesso anche in una versione con i carciofi., di cui trovate una variante qui, con grana e prezzemolo, e una qui con uova di quaglia.
1 Tritate finemente metà cipolla e fate soffriggere pochi secondi in pentola con un filo d’olio. Aggiungete ora le bietole o gli spinaci e fate insaporire. Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua, abbassate la fiamma e lasciate appassire. Quando saranno morbide, togliete il coperchio, fate asciugare tutta l’acqua e poi fate raffreddare completamente.
2 Aggiungete la ricotta sgocciolata, il Parmigiano, sale e la maggiorana. Mescolate fino ad ottenere una consistenza densa e cremosa.
3  In una tortiera da 24cm di diametro, riponete il primo rotolo di pasta brisée, aggiungete il ripieno, disponetelo per bene e ricreate 4 incavi con il cucchiaio. All’interno di quegli incavi inserite le 4 uova. Ricoprite con la seconda pasta brisée e formate un cordoncino per unire le due paste.
4  Cuocete in forno caldo a 180° ventilato o 200° statico per 25 minuti.
Cuocete nella parte medio bassa del forno. Dopo 25 minuti, sollevate la tortiera e cuocete a 150° ventilato o 180° statico per altri 20 minuti. Lasciate raffreddare completamente prima di servire.
Aprile 2026
Ricetta, foto e video di Nicoletta Atzeni
Nicoletta Atzeni, per tutti Niky, dopo una laurea in comunicazione, ha lavorato per anni come documentarista e, durante i suoi viaggi, ha scoperto che l’identità di un luogo alloggia in cucina. Gli ingredienti, i gesti, le ricette custodiscono tracce di storia, geografia, economia e relazioni sociali. La cucina racconta chi siamo e come cambiamo, spesso in silenzio, da una generazione all’altra. Grand parte di questa ispirazione arriva dal Marocco, sua terra adottiva, dove ha sposato l’amore della sua vita. Ama i momenti lenti, le tavole dove si condivide senza fretta, per conoscersi, unirsi e volersi bene.
Nicoletta Atzeni, per tutti Niky, dopo una laurea in comunicazione, ha lavorato per anni come documentarista e, durante i suoi viaggi, ha scoperto che l’identità di un luogo alloggia in cucina. Gli ingredienti, i gesti, le ricette custodiscono tracce di storia, geografia, economia e relazioni sociali. La cucina racconta chi siamo e come cambiamo, spesso in silenzio, da una generazione all’altra. Grand parte di questa ispirazione arriva dal Marocco, sua terra adottiva, dove ha sposato l’amore della sua vita. Ama i momenti lenti, le tavole dove si condivide senza fretta, per conoscersi, unirsi e volersi bene.