Comfort food autunnale di cereali, ortaggi e guanciale. Per cuore e palato

Confortevole e corroborante primo piatto in brodo, questo minestrone, ricco di ortaggi e riso i fa ancor più ricco con i ceci e interessante con l'aggiunta delle castagne che nutrono senza appesantire. Naturalmente gluten free, è stato preparato con costine di maiale che possono essere sostituite dai verzini, piccole salsicce lombarde. Buona anche la variante con orzo.
La variante del minestrone alla casertana diventa quasi un piatto unico per l'aggiunta di riso, lardo e prosciutto; la variante genovese prevede l'aggiunta del pesto che rende la minestra profumatissima. Se invece preferite variare il cereale, provate il minestrone di farro al basilico.

1 
Lavate le castagne, mettetele in una pentola, copritele con un litro di acqua e cuocetele per 20-25 minuti (calcolati dall'ebollizione). Lasciatele intiepidire nell'acqua di cottura, quindi sbucciatele con un coltellino affilato togliendone poche alla volta dall'acqua per evitare che la buccia asciughi.

2 
Scaldate 4 cucchiai di olio in una casseruola, unite il guanciale a dadini, l'alloro, 1/2 porro affettato e 1 cipolla bianca tritata e fate insaporire tutto.

3 
Unire le verdure
Eliminate l'alloro, aggiungete tutte le altre verdure a pezzetti, bagnate con il brodo caldo e cuocete per circa 40 minuti.

4 
Aggiungete il riso e le castagne, proseguite la cottura per altri 20 minuti circa. Regolate di sale, pepate, suddividete la minestra in 4 piatti e condite con olio crudo.
Ricetta di Giovanna Ruo Berchera, foto Robedifood
Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera
Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera