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Gli antenati dei nostri bar? Sono nati a Istanbul, in Turchia! Ecco la ricetta semplice e originale
Il caffè turco è stato preparato per noi da Nicoletta Atzeni, che ama la tavola, ma soprattutto le storie che raccontano attraverso ricette e ingredienti tradizioni, abitudini e identità di popoli e culture, come potete scoprire anche nella rubrica Assaggi & Culture. Questa ricetta, semplice ma fedele a quelle che si preparano a Istambul, capitale della Turchia, è il racconto dei primi caffè nati in Medioriente, quando, nel 1554, due mercanti siriani aprirono le prime caffetterie di Costantinopoli. Con due monete d'argento, ti sedevi allo stesso tavolo di ceti sociali diversi per degustare un buon caffè. Grazie ai mercanti veneziani questa meravigliosa invenzione è arrivata da noi, è poi entrata nelle abitudine degli Italiani e lì rimasta per sempre. È turco l'antenato del bar come noi lo conosciamo.
Tagliate 6 datteri medjoul per lungo, in modo da eliminare il nocciolo. Al posto del nocciolo, aggiungete la frutta secca che più preferite, noci, come nella nostra ricetta, ma anche mandorle o nocciole. Con la varietà di datteri medjoul Nicoletta consiglia l’utilizzo delle noci, per un sapore più deciso che accompagna al meglio la dolcezza del dattero. Qui vi raccontiamo il piacere del caffè nel mondo e qui nel nostro Paese.
1 Nell’ibrik per 2 persone, la caffettiera turca, aggiungere due tazzine d’acqua e due cucchiaini di caffè turco. Mescolate per bene in modo da evitare la formazione di grumi. Aggiungete lo zucchero a piacere e riponete l’ibrik sul fuoco a fiamma dolce.
2 In pochi minuti inizierà a formarsi la crema del caffè in superficie.
Fate attenzione, nel momento in cui vedete la crema formarsi togliete l’ibrik dal fuoco e prelevate la crema con il cucchiaino e distribuitela in parti uguali nelle tazzine.
3 Rimettete l’ibrik sul fuoco fino a bollore. Raggiunto il bollore, potete versare il caffè nelle tazzine. Servite con i datteri alle noci (ricetta in descrizione).
Maggio 2026
Ricetta, foto e video di Nicoletta Atzeni
Nicoletta Atzeni, per tutti Niky, dopo una laurea in comunicazione, ha lavorato per anni come documentarista e, durante i suoi viaggi, ha scoperto che l’identità di un luogo alloggia in cucina. Gli ingredienti, i gesti, le ricette custodiscono tracce di storia, geografia, economia e relazioni sociali. La cucina racconta chi siamo e come cambiamo, spesso in silenzio, da una generazione all’altra. Grand parte di questa ispirazione arriva dal Marocco, sua terra adottiva, dove ha sposato l’amore della sua vita. Ama i momenti lenti, le tavole dove si condivide senza fretta, per conoscersi, unirsi e volersi bene.
Nicoletta Atzeni, per tutti Niky, dopo una laurea in comunicazione, ha lavorato per anni come documentarista e, durante i suoi viaggi, ha scoperto che l’identità di un luogo alloggia in cucina. Gli ingredienti, i gesti, le ricette custodiscono tracce di storia, geografia, economia e relazioni sociali. La cucina racconta chi siamo e come cambiamo, spesso in silenzio, da una generazione all’altra. Grand parte di questa ispirazione arriva dal Marocco, sua terra adottiva, dove ha sposato l’amore della sua vita. Ama i momenti lenti, le tavole dove si condivide senza fretta, per conoscersi, unirsi e volersi bene.