Più alimenti vegetali, meno salumi e zero alcol: ecco le novità dei nutrizionisti Sinu
Vi siete accorti che c’è una nuova piramide? È stata costruita da pochi mesi non a Gaza o in altre zone dell’Egitto ma in Italia. A realizzarla sono stati gli esperti della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), che hanno elaborato la nuova piramide alimentare della dieta mediterranea tradizionale, il popolare sistema che rappresenta in modo semplice e immediato il modello di una corretta alimentazione, ispirata ai principi della dieta mediterranea. La prima piramide alimentare targata Sinu risale al 1992 e da allora è stata regolarmente rivista alla luce delle nuove evidenze scientifiche in ambito nutrizionale. Quest’ultimo aggiornamento recepisce, in particolare, il tema dell'impatto della produzione alimentare, dei cambiamenti climatici e, in generale, dell'ambiente poiché le diete salutari del terzo millennio devono basarsi su sistemi alimentari sostenibili per il nostro pianeta. Dunque, la nuova piramide Sinu si è tinta di verde: se le rispettassimo, oltre a nutrirci meglio, ridurremmo di oltre un terzo la produzione di CO2. Un beneficio non solo per la nostra salute ma anche per l’ambiente.
La piramide alimentare Sinu riassume in un modo immediato, efficace e facilmente comprensibile sia i documenti ufficiali italiani sulla nutrizione (come le Linee guida per una sana alimentazione del Crea) sia le più recenti evidenze scientifiche con l’obiettivo di educare alla sana alimentazione mediterranea - la più efficace per prevenire le malattie croniche non trasmissibili - e di promuovere uno stile di vita sostenibile. Guardando la piramide se ne coglie subito l’”inclusività”. La sua filosofia è che in una dieta sana c’è spazio per tutti gli alimenti, purché consumati nelle giuste proporzioni. E per aiutare tutti a farlo basta verificare la loro posizione nei diversi livelli della piramide. Alla base, quindi, troviamo gli alimenti da consumare di più e con una frequenza giornaliera. Salendo ci sono gli alimenti da consumare progressivamente in maniera più attenta fino ad arrivare all’apice della piramide, dove stanno gli alimenti da consumare solo in modo occasionale.
Niente dosi o misure. La piramide alimentare non è una dieta rigida o uno schema fisso, ma uno strumento pratico che aiuta a capire quali alimenti consumare più spesso, quali portare in tavola con moderazione e quali solo sporadicamente, in un’ottica di salute e sostenibilità.
La prima novità della più recente piramide alimentare Sinu è il rafforzamento del ruolo degli alimenti di origine vegetale con la conferma del ruolo da protagonisti di frutta e verdure e la promozione di cereali integrali e legumi come principali fonti nutritive. Pasta, pane o riso integrali vanno consumati ogni giorno mentre i legumi vanno portati in tavola 3-4 volte a settimana.
Sono tutti alimenti vegetali quelli collocati alla base della piramide e che, quindi, vanno consumati ogni giorno perché associati alla riduzione del rischio di patologie cardiovascolari, diabete e altre malattie croniche:
Anche il secondo livello della piramide è occupato da alimenti vegetali. Anch’essi vanno consumati ogni giorno ma in dosi inferiori rispetto a frutta, verdura e olio extravergine di oliva. Sono:
La nuova piramide alimentare ridefinisce anche la frequenza di consumo di alcuni alimenti. Tra quelli che ci guadagnano ci sono latte e yogurt di cui viene consigliato un consumo giornaliero. E siccome sono prodotti a basso contenuto di grassi, la versione parzialmente scremata va preferita solo se ci sono rischi di sovrappeso o obesità. Occhio anche a sostituire il latte con le bevande vegetali. “Le bevande vegetali hanno un profilo nutrizionale diverso rispetto al latte e possono contenere zuccheri aggiunti – ha spiegato Laura Rossi, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità – Quindi è bene leggere le etichette, preferendo prodotti a minore contenuto di zuccheri e fortificati con il calcio, che non è presente nei prodotti vegetali se non vi viene aggiunto”.
Al contrario di latte e yogurt, le uova e le patate sono penalizzati dalla nuova piramide alimentare perché il suggerimento è quello di ridurne i consumi, da giornalieri a settimanali, e in dosi controllate, al pari di quanto consigliato per formaggi stagionati e carne bianca. Nel nuovo menu dei cibi da consumare una volta a settimana, ma in quantità maggiori, ci sono legumi, pesce e formaggi freschi. Nella piramide ancora non entrano prodotti più recenti, come le alternative vegetali alla carne e ai formaggi. “Non sono né raccomandati né sconsigliati – precisa Rossi - Consigliamo però di leggere bene in etichetta il contenuto, per esempio, di sale e di grassi, per evitare di introdurre in eccesso sostanze non salutari per l’organismo”.
La carne rossa e i salumi salgono all’apice della nuova piramide alimentare per cui si suggerisce di consumarli in modo occasionale per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e tumori. Idem per tutti i prodotti dolciari, dai biscotti alle caramelle, dalle bibite zuccherate agli snack. Ma con dei distinguo. “Non esiste una controindicazione al consumo di carne rossa una volta alla settimana – aggiunge Laura Rossi - Invece per i salumi non c’è una dose minima “sicura” e quindi il consumo andrebbe limitato il più possibile. Idem per i dolci, soprattutto per quelli fortemente calorici, ricchi di zuccheri e grassi”.
Un messaggio chiaro della nuova Piramide Alimentare SINU riguarda zucchero, sale e alcol, collocati al di fuori della piramide.
Anche gli Usa hanno la loro nuova (e rivoluzionaria e discussa) piramide alimentare: è quella costruita in base alle linee guida nutrizionali elaborate dal ministro della Salute Robert F. Kennedy e che rappresenta la base su cui costruire i menù serviti nella ristorazione collettiva, dalle scuole agli ospedali.
Come spiegare queste scelte, che sembrano incomprensibili? Gli esperti suggeriscono che si tratta di un compromesso tra un’alimentazione sana e un’alimentazione praticabile. Questi suggerimenti mirano a spingere gli americani a preferire i cibi poco trasformati (come carni, latticini, frutta e verdura) rispetto a quelli ultraprocessati, che oggi sono alla base dell’alimentazione statunitense.
Manuela Soressi,
gennaio 2026
Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi
Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi