Arrivano i primi no all’uso alimentare dell’olio di palma

Arrivano i primi no all'uso alimentare dell’olio di palma

Stop all’olio di palma: in etichetta è un po’ nascosto nella voce “oli vegetali” e, per quanto controverso, è largamente impiegato nell’industria alimentare. Ora però molte catene della grande distribuzione iniziano a dire no al suo utilizzo

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Malaysia - Business - Palm Cooking Oil
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Basta con l’olio di palma, per motivi etici, ambientali e di salute. Le grandi catene iniziano a dire no all'utilizzo di questo ingrediente controverso negli alimenti che producono direttamente. I primi segnali arrivano da Coop, Ikea, Ld market e Md discount.

L’olio di palma è largamente impiegato nelle preparazioni industriali, specie quelle dei prodotti da forno, perché si lavora bene ed è poco costoso. Il problema però è nei grassi polinsaturi che sono presenti per il 10% e che, data la loro instabilità in presenta di calore, si degradano facilmente durante la cottura.

A sensibilizzare su questo argomento è stata la petizione “Stop all’invasione dell’olio di palma” (clicca qui), lanciata da Il Fatto Alimentare e da Great Italian Food Trade.  Il bilancio della campagna è oggi più che positivo: 73 mila firme raccolte e molti brand del settore agro-alimentare hanno già promesso che ridurranno la presenza di questi elementi nelle loro produzioni. L’appello contro quella sostanza normalmente travestita sotto la scritta generica di “olii e grassi vegetali” (e protagonista della maggior parte delle merendine, biscotti, creme e snack) è chiaro e invita i grandi marchi a sostituirlo con altri oli vegetali non idrogenati o burro, riformulando i propri prodotti in modo da evitarne l’impiego.

Le ragioni addotte sono altrettanto chiare e decisamente trasversali, chiamando in causa l’ambiente, i diritti umani e la salute. Innanzitutto l’olio di palma è correlato al famigerato land grabbing, ovvero il furto di terre in Africa e Asia che sta causando la deportazione di molte famiglie. L’olio di palma è inoltre una della cause primarie di deforestazione e quindi di emissione di CO2. Infine, last but not least, questa sostanza è di grande nocumento alla salute a causa della presenza di grassi saturi.

La petizione sta avendo successo e i media (clicca qui) parlano già di “fuga dall’olio di palma” e di una svolta imminente.
In particolare Coop, che già aveva ridotto drasticamente l’olio di palma, si impegna a diminuirlo ulteriormente, mentre Ikea inizierà a ridurre l’olio di palma nei suoi prodotti alimentari a partire dal dicembre 2015. Ld market e Md discount infine hanno già programmato di eliminare questo grasso, entro il 2015, in buona parte dei biscotti e dei prodotti da forno.

Emanuela Di Pasqua
15 dicembre 2014

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