James Bond, la spia che beveva troppo

James Bond, la spia che beveva troppo

Tra champagne, whiskey e cocktail Vesper Martini (che lui ordina “agitato, non mescolato”), l’agente 007 è sempre stato un accanito bevitore, ma negli ultimi film il suo vizio è persino peggiorato. A dimostrarlo una divertente ma precisa infografica pubblicata dal social network Reddit da cui si evince che…

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In un'epoca che presta tanta attenzione al bere e mangiare sano, un eroe come James Bond non poteva continuare a passarla liscia.

L'agente al servizio segreto di Sua Maestà britannica mostra da sempre un'eccessiva attitudine all'alcol che non solo dovrebbe affievolirne la prontezza di riflessi, guastarne l'alito e inibirne la virilità (tutte cose che i suoi film stranamente non riferiscono) ma ne fa un modello tutt'altro che virtuoso per le nuove generazioni.

I peccati dei personaggi di celluloide, si sa, non cadono mai in prescrizione e le bevute di Mister Bond sono tutte verificabili nelle pellicole di questi 53 anni di attività, in gran parte disponibili sul web. Se ne deduce che nessun pentimento o processo di disintossicazione è stato registrato nelle ultime puntate della saga. Anzi!

A calcolare con estrema precisione tutti i bicchieri tracannati da 007 è stato un utente del social network Reddit che, con il nickname Anticafard, ha firmato un'infografica che mette al muro il latente alcolismo della spia beona.

101405Di pellicola in pellicola, Anticafard elenca tipologia e numero dei drink arrivando a definire quante unità di alcol compaiano in ciascun film.

La prima osservazione che si può fare, avendo sott'occhio il volume delle bevute e la loro evoluzione, è che l'agente segreto più famoso del mondo tende ad aumentare la dose di alcol ingerita in modo inversamente proporzionale all'età dell'attore che lo interpreta. Il che ovviamente non gioca a favore dell'esempio morale fornito dal personaggio.

La seconda considerazione è che, se 50 anni fa le consumazioni si limitavano a occasioni speciali in cui l'agente si concedeva un sofisticato cocktail vodka Martini o un'elegante bottiglia di champagne, i film più recenti gli attribuiscono gusti più eterogenei e popolari e bevute praticamente continue. Così se in "Licenza di uccidere" Sean Connery si accontenta di due calici di champagne e un bicchiere di vodka Martini, in "Casino Royal" il suo successore Daniel Craig si scola un Mount Gay con soda, due whiskey, una bottiglia di vino rosso, due di champagne (più un altro bicchiere extra), due cocktail Vesper Martini e mezzo bicchiere di Vesper avvelenato che, se non fosse stato per il provvido intervento della Bond Girl Eva Green, gli sarebbe costato la vita.

Pensate che una simile lezione sia servita a qualcosa? Niente affatto, nel seguito del film, intitolato "Quantum of Solace", il nostro insiste sulla strada del vizio, aumentando i Vesper fino a quota sei e non disdegnando neppure, per la prima volta, di rinfrescarsi l'ugola con un'economica birra. Attitudine confermata e premiata da "Skyfall" dove è anche perfettamente visibile l'etichetta Heineken.

Una terza e ultima considerazione riguarda il fatto che le ordinazioni di James Bond paiono seguire le mode e ispirarsi al Paese in cui il film è stato girato. Così se Sean Connery in "Goldfinger" (1959) era soprattutto schiavo del brandy, Pierce Brosnan è stato il primo a ordinare un mojito in "La morte può attendere" del 2002; se in "Dalla Russia con amore" compare il raki (un'acquavite sovietica), "Si vive solo due volte" risponde con il whiskey Sontury. La pellicola d'altronde spedisce James Bond a Tokyo dove il nostro ha la fortuna di collaborare con i servizi segreti locali. E naturalmente non può fare a meno di sbevazzare con loro.

Daniela Falsitta,
23 giugno 2015

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