A Milano le possibilità sono infinite in fatto di pizza, avrete solo l'imbarazzo della scelta: ogni locale ha il proprio carattere e i propri tratti distintivi. Noi ne abbiamo mappati alcuni per voi.
Milano capitale della pizza? Forse sì, perché è proprio il capoluogo meneghino che i maestri di tutta Italia hanno scelto come approdo dove esercitare la propria arte.
Da Sasà Martucci a Gabriele Bonci a Pier Daniele Seu, e poi Paolo De Simone, Vincenzo Capuano, Luca Pezzetta, Lorenzo Sirabella: magari questi nomi non dicono molto alla maggioranza delle persone, ma si tratta di coloro che stanno facendo la tradizione della pizza odierna, e che hanno scelto Milano per riuscirci.
Diversi maestri chiamano diverse pizze e per questo a Milano la scelta è quasi infinita. Come volevasi dimostrare: la città della Borsa conta circa 9300 esercizi che distribuiscono pizza. Solo Roma con 16 mila la supera. Mentre Napoli, suo luogo di nascita, ne vanta 8200. Inoltre, l’ambitissima classifica di 50 Top Pizze in Italia annovera vari locali milanesi (Confine, di cui vi parleremo, è al 2° posto).
Ad ogni modo, Milano non è solo dove c’è più scelta, ma è anche dove per una pizza si paga di più: da Confine equivale a una cena stellata, da Crazy Pizza quella al Patanegra costa 69 euro. Sicuramente la città ha più facce: si va dal democratico trancio di quartiere alla gourmet da fine dining.
Nonostante queste mille sfaccettature, restiamo d'accordo su una cosa: la pizza è un bene comune, un mangiare che significa aggregazione. Che si tratti di napoletana, romana, al taglio, alta, o croccante, a Milano troverete sempre qualcuno che ha messo passione e intenzione nel proprio progetto e nella propria reinterpretazione del piatto italiano per antonomasia.
Noi abbiamo raccolto alcuni suggerimenti per voi, così che possiate godere a 360° dell'esperienza milanese.
Le proposte di pizza al taglio di Pantera Pizza Rustica Milano è la città che corre e, non a caso, molte delle pizzerie storiche, quelle che la gente ricorda con affetto, sono al trancio o al taglio. Un pranzo al volo, popolare e di tutti.
Difficile competere con il fascino e la nostalgia di un locale storico, ma queste aperture più recenti hanno saputo difendersi con e stile e reinventiva:
La pizza dal cornicione alto di Biga Napoletana, gourmet, rivisitata... comunque la vogliamo chiamare, il comune denominatore è uno: il cornicione alto. Lievitato e invitante, negli ultimi anni ha saputo rubare la scena del contesto gastronomico milanese.
La pizza croccante e senza lievito di Amami Alla romana, croccante e fragrante, non passa mai di moda. Che vogliate gustarla senza pretese con gli amici, o che siate in vena di esperienze singolari, questi locali hanno ciò che cercate.
La proposta di Eataly Fino all'ultimo non riuscite a scegliere? Allora questi ristoranti vi faranno impazzire: propongono due basi differenti, un'esperienza ottimale per accontentare i gusti di tutti!
Francesco Velluzzi, per quasi tutti Bibi, è nato a Cagliari nel 1966. A Milano dal 1992 per scrivere di basket, dal 1997 è alla Gazzetta dello Sport ma ha scritto e lavorato anche per Corriere della Sera, Radio Rai e Rtl 102,5. Giornalista per passione, si occupa tanto di calcio, ma per non vivere di solo pallone, adora imparare con il food! Ama – da buon sardo – il maialetto arrosto, ma pure il ragù, il polpo e la zuppa inglese. Ha scritto anche due libri: “Mio marito è un calciatore” edito Sonzogno e “I peccati di gola dei campioni” per Trenta Editore
Francesco Velluzzi, per quasi tutti Bibi, è nato a Cagliari nel 1966. A Milano dal 1992 per scrivere di basket, dal 1997 è alla Gazzetta dello Sport ma ha scritto e lavorato anche per Corriere della Sera, Radio Rai e Rtl 102,5. Giornalista per passione, si occupa tanto di calcio, ma per non vivere di solo pallone, adora imparare con il food! Ama – da buon sardo – il maialetto arrosto, ma pure il ragù, il polpo e la zuppa inglese. Ha scritto anche due libri: “Mio marito è un calciatore” edito Sonzogno e “I peccati di gola dei campioni” per Trenta Editore