6 regole per riordinare la cucina. Con gioia

6 regole per riordinare la cucina. Con gioia

È la stanza al cuore della casa: 6 regole, 6 vantaggi e i consigli di una scrittrice per riorganizzarla e prenderci cura anche di noi stessi

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Il vecchio motto delle nostre nonne recitava: un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto. Un principio che troppo spesso dimentichiamo, con il risultato che le nostre case sono stracolme di oggetti, spesso lasciati alla rinfusa. Negli ultimi tempi si sta però diffondendo una vera e propria mania: quella di mettere in ordine, ribattezzata dagli anglosassoni decluttering, ovvero liberarsi delle cose inutili.

Complice di questa moda, un libro di successo di un paio di anni fa, Il magico potere del riordino (Vallardi, 13,90 €), scritto dalla giapponese Marie Kondo, che ha insegnato ai suoi lettori in tutto il mondo ad arrotolare i calzini e infilare le borse una dentro l'altra. Ma, soprattutto, a individuare gli oggetti capaci di trasferire emozioni, quindi da conservare, scartando tutto il resto.

Il manuale nipponico si occupava del guardaroba, della libreria, della camera da letto. Ma mancava quasi del tutto il locale che, per la nostra mentalità occidentale, è il vero cuore della casa: la cucina.

137475A colmare questa lacuna la scrittrice, giornalista e critica gastronomica Roberta Schira con il suo La gioia del riordino in cucina (Vallardi, 12,90 €). Quello di Schira è un approccio che definisce mediterraneo: "Per gli orientali ordine significa vuoto, mentre noi amiamo tenere in vista le piantine delle aromatiche, i disegni dei bimbi sul frigo, vasi e barattoli in mostra sugli scaffali. È giusto e bello personalizzare la propria cucina. Quel che dobbiamo fare, allora, è creare armonia nello spazio e fra gli oggetti".

Molti dei quali sono - come si diceva - emozionali, ci riportano alla mente ricordi conviviali, profumi e sapori dimenticati: sistemare lo spazio intorno a loro diventa così persino un modo per raggiungere una nuova serenità interiore.

"Fare piazza pulita ci fa bene: mettendo a posto una stanza, in questo caso la cucina, mettiamo a posto anche noi stessi", garantisce l'autrice. Che ci suggerisce 6 facili regole, ricavate dal libro, da mettere in pratica per riordinare e mantenere i risultati a lungo.

1. La regola del capo
Questa regola riguarda chi vive in famiglia e diventa ancor più importante se si tratta di un nucleo numeroso: infatti, prevede che sulla gestione della cucina comandi una persona sola.

Non deve essere necessariamente chi cucina, ma chi è dotato di maggior senso pratico, indispensabile per stabilire le "direttive" cui tutti dovranno attenersi, per organizzare con logica gli spazi, distribuire i ruoli e dividersi i compiti.

Sempre con leggerezza: quello dell'ordine deve essere un piacere condiviso, non un obbligo imposto da eseguire di malavoglia.

2. La regola del prima e dopo
Ci siamo: è il momento di prendere la situazione di petto e accingersi al riordino vero e proprio. "Prima, però, scattiamo qualche fotografia della nostra cucina, dei banconi, dell'interno dei mobili, del frigo", consiglia la scrittrice. Basterà guardarle per renderci conto a colpo d'occhio dei punti in cui sono accumulati più oggetti, delle accozzaglie di cose diverse, degli incastri impossibili. Alla fine del lavoro di decluttering scatteremo altre foto: il confronto sarà sorprendete, garantisce Roberta.

3. La regola del fuori tutto
Fatte le foto, il momento più difficile: "Occorre togliere tutto, svuotare interamente la cucina e ripartire da zero, rimettendo le cose al posto giusto".

Forse l'idea può fare un po' paura, ma è l'unico modo per creare un ordine logico, premessa indispensabile perché sia duraturo. Quindi, armatevi di pazienza (e tempo: l'ideale è avere a disposizione un weekend) e siate risoluti, prendendo in mano la situazione una volta per tutte e facendo tabula rasa, prima di rimettere tutto in riga.

Agire per zone, infatti, non è mai una buona idea. Vi facciamo un esempio: decidete di svuotare il pensile di tazze e bicchieri, dove però hanno trovato posto, nel tempo, anche un vecchio pentolino, un barattolino di pepe in grani, un vasetto di confettura posato lì da chissà quando. Una volta levati, pulireste e rimettereste le cose dove stavano, perché non avete ancora liberato uno spazio alternativo per ciò che con le tazze e i bicchieri non c'entra nulla. Non avrete fatto ordine, solo pulizia.

4. La regola degli elementi
È quella che consiglia di ripartire idealmente lo spazio in aree. "Il mio metodo suggerisce la suddivisione secondo gli elementi naturali: terra, aria, acqua e fuoco", spiega l'autrice.

La terra corrisponde a tutto quel che posa sul pavimento, quindi il frigorifero e il freezer, con le scorte fresche e surgelate, la credenza e i mobili più capienti, con i prodotti voluminosi e le stoviglie.

L'aria, al contrario, comprende cassetti alti, mensole e armadietti in cui riporre oggetti piccoli, posate, spezie e condimenti vari.

L'acqua è la zona in cui trovano posto non solo il lavello, ma anche l'area dedicata ai rifiuti e ai prodotti per la pulizia.

Il fuoco, infine, riunisce fornelli, forno e tutti gli oggetti strettamente connessi alla preparazione dei cibi, dalle presine agli spargifiamma.

Le aree in alcuni casi si toccano e si intersecano: così, per esempio, sopra quella del fuoco può esserci una zona d'aria dove tenere il sale grosso, sotto una di terra dove riporre le pentole.

5. La regola degli scatoloni
Prendete due scatoloni robusti. Nel primo, mettete quel che non usate perché "a fine corsa": padelle graffiate, caffettiere coi manici bruciati, stoviglie sbeccate, coltelli che non tagliano più e così via. Questo sarà lo scatolone delle cose da buttare, senza ripensamenti.

Nel secondo scatolone mettete quel che non adoperate ma è ancora in buono stato: lo scaldapappe dei bambini ormai cresciuti, il macinino del caffè che avete sostituito con le cialde, il terzo servizio di posate, il secondo schiaccianoci eccetera eccetera. Questo sarà lo scatolone delle cose da regalare, magari a un figlio ormai grande che va a vivere da solo o, perché no, a un'associazione o a una mensa pubblica.

Se vi assale il dubbio su qualcosa, approntate un terzo scatolone: "Lo possiamo chiamare scatolone-limbo e metterci gli oggetti che non usiamo quasi mai ma da cui facciamo fatica a separarci", spiega Roberta.

Questo scatolone va riposto in un angolo dandogli un "tempo limite": se nel mese successivo non ci viene mai in mente di andarci a frugare in cerca di qualcosa possiamo, secondo i casi, donare il suo contenuto o destinarlo al cassonetto.

6. La regola dell'armonia
Una volta svuotata la cucina e stabilite le aree cui destinare ogni oggetto, vale la pena di riflettere su cosa riporre in stipetti e cassetti e cosa lasciare a vista. "In generale, consiglio di richiudere più oggetti possibile, lasciando fuori solo quelli di uso frequente".

A questo proposito, Schira suggerisce di ragionare sui piccoli elettrodomestici domandandosi se non sia meglio farli fuori tutti (nello scatolone del regalo) in favore di un unico, grande modello multifunzione che sminuzza, frulla, spreme, impasta e, seppure di dimensioni importanti, occupa meno spazio di un mixer a immersione più uno spremiagrumi più una macchina della pasta più un frullatore a bicchiere...

In un colpo solo, avrete fatto spazio sul bancone. Che può essere (ma solo in parte!) occupato anche da oggetti decorativi. A patto di accostarli con gusto e senso estetico: "Raggruppate le suppellettili per stile, colore, forma. Se, accanto a un tostapane giallo, mettete un vasetto di fiori giallo e un portatovaglioli giallo, create un angolo bello da vedere, che mette allegria. Se viceversa mescolate materiali e tonalità diversi, l'effetto finale sarà di accumulo e, quindi, di disordine, invece che di armonia".

Riordinato? Ecco i 6 vantaggi immediati
Mettendo in guardia dagli eccessi ("Troppo ordine è pericoloso!"), Roberta racconta che una cucina organizzata porta almeno 6 vantaggi.

1. Abbatte l'ansia che ci assale quando ci troviamo in un ambiente confuso, che non ci mette a nostro agio.

2. Azzera i sensi di colpa, soprattutto quello di non essere all'altezza di prenderci cura dei nostri cari.

3. Porta un reale beneficio al benessere psicologico dell'intera famiglia, perché la cucina è il luogo in cui ci si riunisce per i pasti, sul tavolo i bambini fanno i compiti o ci si attarda a bere un caffè con un'amica che è passata a trovarci. E va da sé che, se è accogliente, rende tutti questi momenti più piacevoli.

4. Aiuta, naturalmente, a cucinare meglio, perché avere sott'occhio o sapere a colpo sicuro dove prendere quel che ci serve permette di eseguire le ricette nel modo migliore.

5. Favorisce il risparmio, evitandoci di ricomprare utensili o prodotti che avevamo, ma semplicemente non riuscivamo più a trovare (o finivano per scadere), nascosti dietro a montagne di altre cose.

6. Permette di ridurre il tempo per rigovernare: sapere dove riporre le cose velocizza le operazioni quotidiane, avere meno oggetti in giro semplifica le pulizie.

E se, una volta fatto seriamente decluttering, tutti si impegnano a collaborare e a mantenere l'ordine, non ci penserete per almeno un anno o forse... non dovrete rifarlo mai più!

Roberta Fontana
Foto: Filckr/Xynn Tii

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