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News ed EventiEventiOlimpiadi 2026: cosa si mangia tra Case e Villaggio Olimpico

Olimpiadi 2026: cosa si mangia tra Case e Villaggio Olimpico

Un viaggio tra i sapori delle Olimpiadi Milano-Cortina: dalle eccellenze stellate dei fratelli Cerea alla cucina internazionale dei villaggi olimpici e delle Case nazionali

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Milano-Cortina è per 20 giorni l’ombelico del mondo. Perché l’Olimpiade unisce, include, regala emozioni, sprigiona cultura, esalta luoghi e paesaggi e fa trionfare anche la gastronomia. D'altra parte l’Italia gode davvero dell’apprezzamento mondiale. La pizza e la pasta hanno fatto innamorare chiunque. La nostra cucina è patrimonio Unesco.  E il cibo invade l’evento.

Dal treno di cioccolato al panettone dedicato ai Giochi

TRENO DI CIOCCOLATO_WinterGamesExpress

Milano è invasa dalle iniziative e un po' anche Cortina. A Milano si è partiti con un record (e Regione Lombardia e Malta a far da padrini), il treno di cioccolato più lungo del mondo: 55,27 metri e 28 quintali. Sarà esposto all’aeroporto di Orio al Serio fino al 20 febbraio. Anche molti brand storici celebrano l'evento. La Leone, celebre per le sue pastiglie, ha realizzato una serie di scatolette brandizzate con i loghi ufficiali dell’evento. C’è anche il panettone ufficiale: lo ha firmato il panificio bergamasco Marchesi in tre versioni: classico, cioccolato e veneziana mandorlata… Il pasticcere Nicola Giotti ha dedicato alle gare le sue sfere olimpiche di cioccolato realizzate con la tecnica dell'aerografia indiretta speculare lucida (in alto, nella nostra copertina). 

Tra Corso Como e il Castello: la Milano dei Giochi

In città, oltre agli store ufficiali, c’è di tutto. Ci si può divertire a due passi da Corso Como con i Looney Tunes e scambiarsi le mitiche pin: ogni giorno ne esce una diversa e i collezionisti sono in fila dal mattino. Davanti al Castello Sforzesco è aperta Casa Esselunga, un’esperienza immersiva tra percorsi interattivi e installazioni multimediali. Grana Padano si è aggiudicata la pole position del formaggio: in Piazza XXV aprile basta rispondere a un quiz per ricevere un gadget e una merenda.

È il vino a raccontare l'Italia con 26 etichette selezionate dall'esperto Luciano Ferraro. Per la cena inaugurale dedicata ai Presidenti, tra cui Sergio Mattarella, sono state scelte eccellenze come Ca’ del Bosco e Donnafugata ad accompagnare i piatti dei tristellati fratelli Cerea: dai celebri paccheri alla cotoletta allo zafferano fino ai tiramisù e ai mignon. Una sintesi golosa tra Lombardia e Veneto.

Il tour delle "Case": dal Giappone a Villa Necchi

power gyoza don - cibo per atleti giapponesi olimpiadi

Ma sono le suggestioni che vengono da altri Paesi a stuzzicare il palato di Milanesi e visitatori. Si parte dal Giappone con il Victory Project (Ajinomoto e chef Tokuyoshi): per gli atleti sono stati ideati i Power Gyoza Don, ravioli proteici con dieci tipi di verdure in brodo di pollo, protagonisti della Power Gyoza Don Festa sabato 7 alla Katsusanderia Izakaya e disponibili per tutto febbraio nei ristoranti Ramen Shifu e Gyozeria.

Ogni nazione ha il suo avamposto, la sua Casa: la Corea ha scelto la splendida Villa Necchi Campiglio per unire gastronomia e cosmetica, mentre la Svezia occupa la sala Liberty della storica Osteria del Treno.

Il tour prosegue tra glamour e tradizione:

  • USA e USA: Ralph Lauren ospita gli americani nel suo palazzo di via San Barnaba tra hamburger e patatine.

  • Birra e convivialità: La Repubblica Ceca ha scelto il Ristorante del Barrio, mentre il Belgio è al Pils di via Bertani.

  • Location iconiche: La Slovacchia (con Peter Sagan) è alla Galleria Meravigli, l'Olanda al Superstudio e il Brasile alla Casa degli Artisti in corso Garibaldi.

  • Tra Milano e Cortina: se la Svizzera festeggia tra cioccolato e raclette in via Palestro, a Cortina si trovano l'Austria, la Germania al Golf Club e la Slovenia al Bar Janbo.

Casa Italia: il quartier generale azzurro tra Milano e la neve

Può esistere un’Olimpiade senza Casa Italia? Certo che no. Quella di Milano-Cortina è posizionata alla Triennale dove, da maggio scorso, è stato creato un polo gastronomico al piano -1 e un ristorante sulla terrazza aperto ogni sera. Insomma, la base già c’era. T’a Milano, che cura parte della ristorazione nella quotidianità, è licenziataria ufficiale e ha prodotto una linea di panettoni e creazioni al cioccolato. A Casa Italia dominano i prodotti del territorio, soprattutto lombardi. E si celebrano le vittorie azzurre.  E Casa Italia? C’è anche sulla neve: Acqugranda a Livigno e Galleria Farsetti a Cortina. Si mangia e si beve, naturalmente.

Dieta da campioni: cosa mangiano gli atleti al Villaggio Olimpico

La culla dell’Olimpiade milanese è il Villaggio, che ospita fino a 1.700 atleti di 42 delegazioni e diventerà lo studentato più grande della città. Qui vengono serviti 3.400 pasti al giorno. Al mattino dominano le uova (tremila al giorno) e il porridge, mentre a pranzo e cena la protagonista è la pasta: se ne cucinano 450 chili al giorno in tre versioni, bianca, pomodoro e ragù. Ma anche le lasagne sono molto apprezzate.

La pizza resta amatissima, incluse le varianti con salsiccia o tonno e cipolla, con un'attenzione crescente alle opzioni senza glutine e lattosio. Tra le proteine, il pollo è la carne più consumata, insieme a tonno e salmone. I dolci andrebbero consumati con attenzione eppure la torta tenerina al cioccolato ha spopolato e le scorte sono andate esaurite nei primi tre giorni. Anche il presidente Sergio Mattarella è stato ospite del villaggio, dove lavorano instancabilmente 100 membri dello staff e 208 volontari.

Francesco Velluzzi,
febbraio 2026

Francesco Velluzzi
Francesco Velluzzi

Francesco Velluzzi, per quasi tutti Bibi, è nato a Cagliari nel 1966. A Milano dal 1992 per scrivere di basket, dal 1997 è alla Gazzetta dello Sport ma ha scritto e lavorato anche per Corriere della Sera, Radio Rai e Rtl 102,5. Giornalista per passione, si occupa tanto di calcio, ma per non vivere di solo pallone, adora imparare con il food! Ama – da buon sardo – il maialetto arrosto, ma pure il ragù, il polpo e la zuppa inglese. Ha scritto anche due libri: “Mio marito è un calciatore” edito Sonzogno e “I peccati di gola dei campioni” per Trenta Editore

Francesco Velluzzi, per quasi tutti Bibi, è nato a Cagliari nel 1966. A Milano dal 1992 per scrivere di basket, dal 1997 è alla Gazzetta dello Sport ma ha scritto e lavorato anche per Corriere della Sera, Radio Rai e Rtl 102,5. Giornalista per passione, si occupa tanto di calcio, ma per non vivere di solo pallone, adora imparare con il food! Ama – da buon sardo – il maialetto arrosto, ma pure il ragù, il polpo e la zuppa inglese. Ha scritto anche due libri: “Mio marito è un calciatore” edito Sonzogno e “I peccati di gola dei campioni” per Trenta Editore

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