Mangia meno grasso, sarai più felice

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Il grasso perturba l’armonia chimica dell’intestino, il nostro “secondo cervello” che ospita un micro-universo. Ansia e perdita di memoria tra gli effetti negativi

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Vuoi migliorare il tuo umore e sentirti più felice? Taglia il grasso alla tua dieta. Una recente ricerca dell’università della Louisiana, Usa, dimostra che un’alimentazione molto ricca di grassi non solo ci fa guadagnar peso e ci mette a rischio di problemi al cuore, ma comporta anche cambiamenti del comportamento e una tendenza alla depressione.

Lo studio (clicca qui), che rinforza le conclusioni scientifiche di altre ricerche, rivela che anche in assenza di obesità, una dieta ricca di grassi può alterare le funzioni cerebrali.

La spiegazione va ricercata nel microbioma delle nostre viscere, cioè la comunità di microrganismi che vivono nel nostro tratto intestinale fin dalla nascita. Un micro-universo che la scienza solo adesso comincia a esplorare e conoscere a fondo, capendone l'importanza. Nelle nostre trippe abitano tra i due e i tre chili di batteri dalla varietà straordinaria – un numero di specie 10 volte superiore alle tipologie di cellule presenti nel nostro organismo, e dalla varietà genetica 30 volte superiore alla nostra.

La maggior parte di questi bilioni di microbi sono benefici e necessari al funzionamento corretto del nostro metabolismo, in particolare proprio rispetto ai rischi che comporta un'alimentazione troppo ricca di grassi: ci aiutano infatti a prevenire obesità e malattie cardiovascolari, celiachia, diabete, asma, e alterosclerosi. L'alterazione del microbioma, e il suo impoverimento, può portare a problemi di salute. I ricercatori della Louisiana hanno voluto appurare se questo microbioma correlato all'obesità incida anche sul comportamento e sull'umore.

Gli esperimenti sono stati fatti sui topi: su topi adulti di peso normale e con un'alimentazione normale, è stato trasferito il microbioma prelevato da altri topi che erano stati nutriti con una dieta iper-grassa, oppure con una dieta controllata. I topi sono rimasti sotto osservazione, per studiarne gli eventuali cambi cognitivi e nel comportamento. Ebbene: il topi il cui microbioma era stato alterato da una dieta grassa, hanno mostrato evidenti segni di aumento dell'ansia e si rifugiavano in comportamenti ripetitivi e compulsivi. A livello cognitivo, la loro  memoria è risultata compromessa. A livello fisiologico, esprimevano il malessere e l'inquietudine con infiammazioni, anche nel cervello, che possono contribuire ai cambiamenti nel comportamento.

“Questo studio suggerisce che le diete ricche di grassi danneggino il cervello in parte perturbando la relazione simbiotica tra gli esseri umani e i microrganismi che occupano i nostri tratti gastrointestinali” ha commentato John Krystal, direttore di Biological Psychiatry, la rivista scientifica su cui è stato pubblicato lo studio (clicca qui).

L'intestino ha quasi un cervello completo al suo interno – ha spiegato Annadora Bruce-Keller, una delle autrici – Il sistema comprende neurometaboliti – neuroni e sostanze chimiche simili a quelle presenti nel cervello. Il grasso perturba l'armonia chimica nel nostro intestino, compreso quali neurobetaboliti vengono prodotti e come. Siccome questa categoria comprende stabilizzatori dell'umore come la serotonina e la noradrenalina – e siccome i neurometaboliti viaggiamo dall'intestino e funzionano senza soluzione di continuità nel cervello – le nostranze chimiche alterate nelle budella portano all'alterazione delle sostanze chimiche nel cervello”.

Carola Saibante Traverso
8 aprile 2015

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