Esiste un hotel dove si mangia come nell'Antica Grecia, grazie a una ricerca tra archeologi, professori universitari e antropologi oggi si può rivivere l'esperienza a Matera
Quando la colazione non è più solo cibo, ma viaggio nel tempo. Il primo pasto del mattino come un rito, il vino come parola, il convivio come esperienza culturale. Nel cuore dei Sassi di Matera, un nuovo paradigma dell’ospitalità sta prendendo forma: oltre i canonici servizi di un albergo, Moyseion propone un museo vivente, dove ogni gesto, ogni sapore e ogni rituale è concepito come ponte tra presente e passato antico.
Per capire il progetto è utile tornare al concetto di dieta nell’antichità classica. Gli antichi Greci nutrivano il corpo e l’anima con alimenti semplici ma significativi: pane di orzo, miele, olive, formaggi freschi, fichi e frutta secca, accompagnati da vino diluito con acqua nei pasti quotidiani. Mangiare significava condividere non soltanto calorie, ma tempo, discussione, rito e socialità — un’idea che trova sorprendente risonanza nella proposta del Moyseion.
Qui il primo gesto del mattino, l’akrátisma, viene reinterpretato con una colazione rituale che riscopre ingredienti e sapori documentati dalle fonti storiche (ad esempio grazie agli studi su testi classici e reperti archeologici), portando in tavola focacce aromatiche, dolci con ricotta, formaggi di capra, uova di quaglia e creme come quella di ceci, il tutto accompagnato da contesti sensoriali che richiamano pratiche antiche.
Inaugurato nella primavera del 2025 nei Sassi — sito UNESCO celebre per la sua storia millenaria — Moyseion non è un semplice hotel, né un museo tradizionale, ma un’opera culturale immersiva: 16 abitazioni ricavate nelle grotte tufacee, tutte tematizzate secondo diverse epoche storiche — dal Neolitico agli Enotri fino alla Magna Grecia — consentono agli ospiti di vivere letteralmente all’interno di spazi che evocano secoli di vita e cultura del Sud Italia.
Il nome stesso, Moyseion, richiama l’idea di luogo della conoscenza e della memoria. Al posto di receptionist e concierge tradizionali, gli ospiti sono accolti da archeologi, antropologi, storici dell’arte, filologi e persino musicisti specializzati in strumenti antichi, che accompagnano la permanenza con narrazioni, performance, e attività sensoriali incentrate anche sul cibo.
La giornata tipo al Moyseion si articola come un ciclo di rituali, intessendo antico e contemporaneo. Si parte dalla xenia: già all’arrivo si celebra l’antico rito greco dell’ospitalità con il lavaggio purificatorio delle mani, accompagnato da musica e narrativa archeologica, un segno di grande accoglienza. L'ospite, da ovunque venisse e qualsiasi ceto rappresentasse, doveva essere accolto e sfamato. Avrebbe potuto essere Zeus o un altro Dio travestito da viandante. Poi il santuario delle acque: un ambiente su due livelli ricavato in grotta, ispirato ai templi termali ellenistici, dove l’acqua diventa simbolo di rigenerazione attraverso performance e immersioni sensoriali (una danza di rinascita che viene simboleggiata anche con frutta e verdura, in particolare il melograno). Punto centrale è l' akràtisma: il pasto mattutino, dove la colazione si trasforma in rito e narrazione, rafforzando il legame tra sapore e memoria storica. Infine il simposio: la sera, dalle 19:00 in poi, gli ospiti partecipano a una sorta di “apericena rituale” ispirato ai banchetti dei simposi greci: vino del luogo, piccoli piatti ispirati alla cucina antica e musica dal vivo con strumenti come l’aulos e la lira creano un’atmosfera che trascende il semplice convivio. In questi momenti il cibo e la bevanda non sono meri elementi gustativi: diventano linguaggio, simbolo e pretesto per riscoprire connessioni tra storia, miti, società e ritualità quotidiana.
Oltre all’esperienza quotidiana dei rituali, il Moyseion si propone come luogo di ricerca culturale e dialogo interdisciplinare. La struttura ospita periodicamente simposi e conferenze che esplorano temi antichi con riflessi sul presente — un esempio recente è stato il convegno sul cibo nell'Antichità.
Questo duplice ruolo di spazio culturale e luogo di soggiorno distingue il progetto Moyseion come un laboratorio vivente dove l’esperienza dell’ospite diventa essa stessa conoscenza incarnata, trasformando il patrimonio culturale in qualcosa di attuale, partecipativo e profondamente immersivo. Così, nei Sassi di Matera, dove ogni pietra custodisce millenni di storia, Moyseion invita a fare un passo oltre il turismo: non più visitare, ma abitare il passato, per comprendere il presente con occhi nuovi. Anche all'insegna di come si mangiava (e come si festeggiava) allora.
Camilla Rocca,
gennaio 2026