Al via Ristoranti contro la Fame: per fare del bene a tavola

Al via Ristoranti contro la Fame: per fare del bene a tavola

Riparte per il quinto anno consercutivo l’iniziativa di Azione contro la Fame: un progetto che ha già raccolto fondi per trattamenti salvavita che hanno aiutato oltre 12.000 bambini nel mondo

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chef ristoranti contro la fame
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Nel mese in cui si celebra il World Food Day, che punta ad attirare l'attenzione sulle emergenze alimentari nel mondo, riparte Ristoranti contro la fame, l'iniziativa dell'organizzazione umanitaria internazionale Azione contro la fame presente in Spagna, Regno Unito, Francia, Perù, Colombia, Bolivia, Guatemala e, dal 2015, anche in Italia.

COME FUNZIONA
Il meccanismo è semplice e collaudato. I ristoranti che aderiscono al progetto (per l'elenco completo, clicca qui) possono donare direttamente 2 euro per ciascun piatto o menu "solidale" abbinato all'iniziativa. Ma anche organizzare serate speciali o eventi dedicati devolvendo l'incasso, in tutto o in parte, ad Azione contro la Fame. Inoltre, possono invitare i clienti a fare una donazione, aggiungendo 2 euro al conto finale, magari "approfittando" del "Tartufo della felicità", il cioccolatino limited edition realizzato per l'occasione da La Perla di Torino.

UN PO' DI CIFRE
La 5ª edizione nel nostro Paese è anche il momento di tirare le somme. In numeri, i risultati raggiunti sono significativi: 600 ristoranti coinvolti, 500.000 clienti, 350.000 euro raccolti. E, soprattutto, 12.000 bambini del mondo che hanno ricevuto cibo terapeutico salvavita.
Purtroppo, altrettanto significative sono le cifre relative alle crisi in atto, che mettono a rischio malnutrizione 40 milioni di persone, di cui 5 milioni di piccoli. Le popolazioni coinvolte sono concentrate in realtà difficili come Yemen, Repubblica Democratica del Congo e Afghanistan, ma anche in regioni come il Sahel e l'Africa Orientale. E la prima causa scatenante sono guerre e violenze, endemiche in molte aree e direttamente responsabili dell'aumento della fame, delle carestie, delle carenze di acqua.
LA PAROLA AGLI CHEF
"Abbiamo aderito a questa azione concreta perché in questo momento, come non mai, abbiamo bisogno di essere uniti ed educare alla compassione, un valore di vita troppo spesso ignorato.” A dichiararlo, Cesare Battisti del Ratanà, uno degli chef milanesi coinvolti nell'iniziativa sin dagli albori insieme a tanti colleghi impegnati su questo fronte per tutto il periodo della campagna, e anche oltre.
"Noi siamo promotori di diverse iniziative legate ad Azione contro la fame", racconta Andrea Provenzani del Liberty. "Abbiamo subito sposato la causa, contribuiamo come ristorante e cerchiamo di sensibilizzare la nostra clientela, invitandola a donare. È un dovere morale nei confronti di chi è meno fortunato".

Sulla stessa lunghezza d'onda Tano Simonato: "Per noi, che abbiamo tutto, dovrebbe essere un gesto automatico fare la nostra parte per aiutare chi non ha le nostre possibilità. Azione contro la Fame è un'associazione seria, con una credibilità alta. Per questo ho deciso di aderire da subito e con immenso piacere. E quest'anno dedicherò alla raccolta fondi la serata inaugurale del mio nuovo locale". Il nuovo Tano passami l'olio aprirà infatti il 24 novembre, spostandosi dai Navigli a via Petrarca.
Nel suo ristorante, Claudio Sadler ha deciso di legare l'iniziativa al menu degustazione: "È quello che vendo di più, così sono sicuro di dare un buon contributo. È importante partecipare per dare da mangiare anche a chi altrimenti non ne avrebbe".
Come nota Felice Lo Basso, del Felix Lo Basso Restaurant, "i nostri locali richiamano il lusso e potrebbe sembrare un controsenso parlare di fame nel mondo. Ma, al contrario, questa è l'occasione di dimostrare tutti che abbiamo un cuore, e lo sappiamo aprire a chi ne ha bisogno".
"Tutti dovremmo avere diritto a un pasto sano e completo al giorno ed è vergognoso che ci siano milioni di bambini che muoiono di fame quando noi navighiamo nel cibo", sottolinea Elio Sironi del Ceresio 7, che conferma come il pubblico, nel tempo, abbia sempre dato un buon riscontro. Quest'anno, il suo piatto solidale sarà un risotto con 'nduja e zafferano fermentato: "Il risotto va sempre, questo in particolare incuriosisce pur restando vicino alla tradizione e scommetto che porterà un buon risultato".

UN COINVOLGIMENTO COSTANTE
L'entusiasmo degli chef è merito anche del fatto che i ristoranti vengono costantemente tenuti aggiornati sugli obiettivi raggiunti da Azione contro la Fame. "Così, siamo davvero coinvolti e diventa più facile sensibilizzare chi si siede ai nostri tavoli. E poi, fare del bene fa bene anche a noi", constata Daniel Canzian che dal menu del ristorante Daniel ha scelto di proporre un suo bestseller, il minestrone di verdure contemporaneo: "Che oltretutto ha anche un bel valore simbolico, essendo piatto della cucina popolare semplice e nutriente".
Anche Tommaso Arrigoni di Innocenti Evasioni ha scelto uno dei primi che vanno per la maggiore, gli gnocchetti di barbabietola e farina di castagne con sugo di anatra al vino rosso. "Partecipare a un'operazione solidale fa bene al cuore. Ed è bello vedere che con tanti colleghi si fa squadra durante tutta l'iniziativa e alla fine, quando ci ritroviamo per l'evento conclusivo. Dove si cucina, si ride e si scherza ma, soprattutto, si condivide qualcosa di importante".

Francesca Romana Mezzadri
Ottobre 2019

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