Tofu: qualche dritta per gustarlo al meglio

Tofu: qualche dritta per gustarlo al meglio

Che non si dica che è triste. Basta saperlo servire e abbinare.

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Sale&Pepe

Triste, insipido, monotono: quanti giudizi cattivi nei confronti del tofu che si devono leggere. Semplicemente per la sua analogia con i latticini che fa sì che (ovviamente) in termini di gusto e appeal il povero tofu è destinato a sfigurare se paragonato a un pecorino, a un gorgonzola o a una mozzarella.

179540Oltre l’Asia
In realtà “il formaggio di soia” ha da tempo valicato i confini dell’Asia ed è divenuto una valida alternativa alla carne e ai formaggi in tante diete vegan friendly o meno. Anche perché a parte la filosofia cruelty free il tofu ha un profilo nutrizionale che lo rende vincente: povero di grassi e calorie e privo di colesterolo, il tofu è anche ricco di proteine (anche se incomplete).

Sdoganato dalla macrobiotica
Scientificamente si tratta di un prodotto di latte di soia cagliato e viene utilizzato al posto della ricotta o del mascarpone in molte ricette vegetariane. In Occidente è arrivato grazie alla macrobiotica, verso gli anni Sessanta. E da lì in poi, nonostante i detrattori, la sua ascesa è stata inarrestabile. Si è imposto negli Stati Uniti, dove ormai ha acquisito una notorietà consolidata, e anche in Europa, sbaragliando concorrenti robusti e molto nutrienti. Ma nonostante il gusto delicato può vantare una certa versatilità e le ricette che lo vedono protagonista non sono per nulla tristi.

179543Basta saperlo abbinare
Il tofu è infatti fra i più comuni derivati della soia e vanta un gusto delicato che fa sì che si sposi con molti altri alimenti senza stridere. Il segreto è ovviamente insaporirlo con spezie e aromi e abbinarlo a cibi più corposi. Può essere proposto in marinatura per esempio, utilizzando olio, salsa di soia, spezie e agrumi. Cucinato in padella farà la sua figura. Per avere invece un secondo a tutti gli effetti basta infilarlo nel forno, magari adornato con una salsa verde a base di capperi. Inoltre c’è la versione strapazzata, realizzabile sbriciolandolo con le mani e condendolo con un sugo, verdure di stagione o in insalata.

La vellutata, la morte sua
Come non citare inoltre l’abbinamento tofu-vellutata, dove il formaggio di soia viene tagliato a dadini o striscioline per impreziosire la vellutata o la zuppa con un tocco magistrale. Ultimo ma non per ultimo il tofu può essere proposto ripieno, creando una tasca dove inserire verdure saltate in padella o salse di legumi o semplicemente quinoa.

Emanuela Di Pasqua,
novembre 2019

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