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News ed EventiNewsCinema e cibo: le ricette tratte dai film d'autore

Cinema e cibo: le ricette tratte dai film d'autore

Un sodalizio tutto all'italiana. Ma come è cambiata con gli anni la percezione del cibo all'interno del cinema italiano?

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Cinema e cibo. Siamo partiti da qui, ci siamo chiesti che tipo rapporto esista tra il cibo e il cinema nelle pellicole italiane, soprattutto quelle degli ultimi 20 anni, e indovinate un po’? Il cinema italiano è una grande testimonianza della passione e della cultura culinaria del nostro Paese, e le opere cinematografiche dell’ultimo ventennio riflettono un grande cambiamento: l’amore per il cibo ha sostituito la necessità di nutrirsi. Per raccontarvi il nuovo modo di concepire la tavola nei film italiani ci siamo ispirati a 6 grandi pellicole. Iniziamo.

Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek

Locandina Le Fate ignoranti di Ferzan Ozpetek

A venticinque anni esatti dall’uscita del film, le polpette de Le fate ignoranti sono ancora un must del cinema a tavola: speziate e profumate di arancio nella versione cucinata sul set da Gianni Romoli, co-sceneggiatore del film, nel menù di Ferzan Ozpetek sanno anche di peperoncino e mela grattugiata ma, soprattutto, di trasgressione. Antonia (Margherita Buy) le scopre quando spuntano, nella doppia vita del marito, morto in un incidente, un amore gay e gli amici segreti della terrazza della domenica.

Polpette speziate

Polpette speziate

Ingredienti:

  • 300 g di polpa di vitello macinata
  • 300 g di polpa di pollo macinato
  • 100 g di robiola
  • 1 piccola cipolla bionda
  • 1 mela
  • 1 peperoncino fresco
  • 1 cucchiaino di paprika
  • 2 uova
  • 50 g di grana padano Dop
  • il succo di un'arancia
  • vino bianco
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe

Procedimento:

  • Tritate finemente la cipolla, sbucciate e grattugiate la mela. Riunitele in una ciotola con le due carni, la robiola, il grana, le uova sgusciate, sale, pepe e la paprika. Impastate il tutto fino a ottenere un composto non troppo umido (se occorre asciugarlo unite qualche cucchiaio di pangrattato) e, con le mani umide, formate tante polpette poco più grandi di una noce.
  • Scaldate qualche cucchiaio d'olio in una larga padella antiaderente, unite le polpette e rosolatele bene su tutti i lati a fiamma moderata. Quando saranno dorate sfumatele con il succo d'arancia, e mezzo bicchiere di vino, lasciate evaporare, sgocciolatele su carta da cucina e servitele calde.

Pranzo di Ferragosto di Gianni Di Gregorio

Per Gianni, figlio unico, cinquantenne, il Ferragosto con una madre adorabilmente tiranna, in una vecchia casa romana, diventa un bell’incubo quando l’amministratore del condominio, in cambio di spese condominiali non pagate, gli propone, per il weekend festivo, di tenere in casa anche sua madre e arriva pure con la zia. Anche un amico medico gli parcheggia in casa sua madre. E le quattro irresistibili ottuagenarie tra mille capricci pretenderanno, col pesce al forno, una bella teglia di lasagne.

Lasagne al forno

Lasagne al forno

Ingredienti:

  • 8 sfoglie di lasagne fresche
  • 400 g di mozzarella
  • 120 g di grana padano Dop grattugiato
  • basilico
    per il ragù:
  • 600 g di carne macinata mista per ragù (manzo e maiale)
  • 800 g di polpa di pomodoro finissima
  • 150 ml di vino bianco secco
  • 2 carote medie
  • mezza cipolla
  • qualche foglia di basilico
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe

Procedimento:

  • Sbucciate la cipolla, raschiate le carote, tritatele finemente e rosolatele in un tegame dal fondo spesso con 4 cucchiai d'olio e un pizzico di sale per 2-3 minuti . Unite la carne, fatela rosolare bene finché risulterà croccante, sfumate con il vino, fatelo evaporare completamente e unite la polpa di pomodoro, il basilico spezzettato con le mani e un bicchiere d'acqua. Salate, pepate, portate a bollore, abbassate la fiamma al minimo e fate sobbollire dolcemente e a pentola coperta per circa un'ora e mezza mescolando di tanto in tanto e controllando che il ragù non si asciughi troppo. A fine cottura dovrà risultare morbido ma non troppo asciutto né troppo acquoso. 
  • Tagliate la mozzarella a fettine, fatele sgocciolare in un colino e tamponatele con carta da cucina per asciugarli. Spennellate d'olio una pirofila rettangolare. Stendete un velo di ragù e una spolverizzata di grana sul forno della pirofila e copritela con 2 sfoglie di lasagna. Condite con ragù, mozzarella, qualche foglia di basilico, grana grattugiato e ripetete gli strati fino a esaurire gli ingredienti. Terminate con un'abbondante spolverizzata di grana.
  • Coprite la pirofila con un foglio di carta da forno e uno di alluminio e cuocete per circa 25 minuti in forno già caldo a 180°. Eliminate carta da forno e alluminio e cuocete per altri 10 minuti. Se volete una crosticina dorata azionate il grill per alcuni minuti. Sfornate e fate riposare la lasagna 10 minuti fuori dal forno. Decorate con foglie di basilico fresco e servite.

La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino

Nel film Oscar® di Paolo Sorrentino, interpretato da Toni Servillo che incarna la mondanità di Jep Gambardella, è Roma la protagonista di un mondo che, dietro la sua bellezza, nasconde una Dolce Vita senza più fascino. E tra i nuovi parvenu, i falsi nobili, gli intellettuali salottieri e gli artisti di tendenza, ecco a tavola pure un cardinale che sciorina, invece del Vangelo, la ricetta del coniglio alla ligure con pinoli, rosmarino, timo, una foglia di alloro e olive, rigorosamente taggiasche.

Coniglio alla ligure

Coniglio alla ligure

Ingredienti:

  • 1 coniglio da 1,5 kg
  • 1/2 cipolla
  • 1 spicchio d'aglio
  • qualche rametto di timo
  • 2 rametti di rosmarino
  • 1 foglia d'alloro
  • 100 g di olive taggiasche denocciolate
  • 50 g di pinoli
  • 150 ml di vino rosso tipo Rossese di Dolceacqua
  • olio extravergine d'oliva ligure
  • sale
  • pepe
    per il brodo:
  • mezza cipolla bionda
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 4 grani di pepe
  • un cucchiaino di sale grosso

Procedimento:

  • Tagliate il coniglio in 12 pezzi tenendo da parte la testa, il fegato e i reni (o fatevelo preparare dal vostro macellaio). Lavate la testa del coniglio, mettetela in una casseruola con le verdure e il prezzemolo lavati; versate acqua fino a coprire tutto di due dita, unite il sale e il pepe e portate a ebollizione, abbassate al minimo, coprite e fate sobbollire per almeno 40 minuti. Filtrate il brodo e tenetelo in caldo.
  • Lavate i pezzi di coniglio per eliminare i residui di sangue, asciugateli perfettamente, staccate ogni parte di grasso e tritatela. Tritate la cipolla e, separatamente, le foglie di timo con gli aghi di rosmarino. Scaldate il grasso del coniglio e 2 cucchiai d'olio in una casseruola bassa che possa contenere i pezzi di coniglio in un unico strato; quando il grasso sarà sciolto unite lo spicchio d'aglio schiacciato e la cipolla e fateli rosolare 3 minuti mescolando spesso. Aggiungete il coniglio e lasciatelo dorare, girando ogni pezzo su tutti i lati ma meno spesso possibile.
  • Unite le erbe tritate, la foglia di alloro, le olive e i pinoli; regolate di sale e aggiungete una generosa macinata di pepe, alzate la fiamma e sfumate col vino. Fate evaporare la parte alcolica e bagnate con 2 mestoli di brodo caldo. Coprite la pentola, abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere per circa 1 ora. Controllate di tanto in tanto la cottura e se vedete che il fondo si sta asciugando troppo unite ancora un po' di brodo caldo. Un quarto d'ora circa prima del termine aggiungete il fegato e i reni ben puliti e portate a cottura. A scelta potete lasciare il fondo di cottura leggermente fluido oppure, se preferite una carne più asciutta e caramellata, fate restringere il fondo scoperchiando la pentola 5 minuti prima di spegnere in modo da far rapprendere il sugo.

Mine vaganti di Ferzan Ozpetek

In una famiglia di pastai del Salento irrompe all’improvviso come una tempesta la rivelazione di un doppio coming out che sconvolge gli equilibri familiari. E un pranzo di festa apre irrimediabilmente nuovi scenari: in famiglia ci sono molte mine vaganti, non solo gay, considerati l’anticonformismo di una nonna eccezionale e le mezze verità di una zia irresistibile. Tutti a tavola… e dai Cantone si mangia il piatto tradizionale di Lecce, ovviamente una pasta e ceci speciale come “ciceri e tria”.

Ciceri e tria

Ciceri e tria

Ingredienti:

  • 200 g di ceci secchi
  • 4 spicchi d'aglio
  • 1 peperoncino
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 5 pomodorini
  • 2 foglie di alloro
  • 2 ciuffi di prezzemolo
  • olio extravergine d'oliva
    per la pasta:
  • 400 g di farina di semola + quella per la spianatoia
  • sale

Procedimento:

  • Il giorno precedente mettete i ceci a bagno in acqua fredda e impastate la semola con circa 220 ml d'acqua e 8 g di sale. Formate un panetto, lasciatelo riposare coperto per 30 minuti e stendetelo allo spessore di 2,5 mm. Con una rotella dentellata ricavate strisce lunghe 10/12 cm e larghe 1,5. Attorcigliatele, unite le due estremità ad anello e fatele seccare per tutta la notte su un vassoio cosparso di semola.
  • Trascorse almeno 10 ore, scolate i ceci, sciacquateli e trasferiteli in una pentola coperti d'acqua. Portate a bollore ed eliminate la schiuma. Mondate la carota e i pomodorini e tagliateli a pezzetti, tritate la cipolla sbucciata e il prezzemolo, sbucciate 2 spicchi d'aglio. Unite tutto ai ceci insieme all'alloro e a una generosa macinata di pepe. Cuocete i ceci a pentola coperta per circa 2 ore e mezza versando, se necessario, poca acqua calda perché risultino ancora brodosi a fine cottura. Salate e spegnete.
  • In una padella fate scaldare abbondante olio fino a raggiungere 175° e friggetevi un terzo della pasta. Quando è dorata, scolatela su carta da cucina. Lessate la pasta rimasta in acqua bollente salata per 6-8 minuti. Scolatela, trasferitela nella pentola con i ceci e lasciateli insaporire sul fuoco per un paio di minuti; nel frattempo scaldate 100 ml d'olio con l'aglio rimasto schiacciato e il peperoncino a fettine.Trasferite la pasta con i ceci in una zuppiera, guarnitela con la pasta fritta e condite con l'olio all'aglio e peperoncino.

Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese

Nel film italiano più venduto nel mondo e già replicato con decine di remake c’è la chiave di lettura delle nostre “nuove” abitudini: quelle più intime e insieme più social che hanno trasformato il telefono cellulare nella “scatola nera” della nostra vita. Storie privatissime, amori, tradimenti, incomprensioni, amicizie e bugie, troppe bugie si svelano mentre una scommessa tra amici trasforma una cena in un gioco al massacro. Tra gnocchi e tiramisù, i fiori di zucca sono meglio fritti o al forno?

Fiori di zucca ripieni

Fiori di zucca ripieni

Ingredienti:

  • 12 fiori di zucca
  • 400 g di ricotta vaccina
  • 40 g di pecorino romano grattugiato + 2 cucchiai
    per la panatura:
  • 12 acciughe sott'olio
  • 10 foglie di basilico
  • 8 foglie di mentuccia romana
  • 1 limone non trattato
  • 3 cucchiai di pangrattato
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe

Procedimento:

  • Sgocciolate le acciughe e tritatele con il basilico e la mentuccia. Setacciate la ricotta in una ciotola, unite il trito preparato, il pecorino, la scorza grattugiata del limone e una macinata di pepe. Mescolate bene e trasferite il composto in una tasca da pasticciere. Private i fiori di gambo e pistillo e farciteli con il composto preparato.
  • Ungete d'olio una pirofila. Mescolate i 2 cucchiai di pecorino al pangrattato, unite un pizzico di sale e pepe. Richiudete i fiori attorcigliando la punta dei petali e allineateli nella teglia. Spennellateli delicatamente con un filo d'olio, spolverizzateli con la panatura e cuoceteli per circa 12 minuti in forno già caldo a 200°. Lasciateli gratinare per qualche minuto azionando la modalità grill e sfornateli. Attendete che si intiepidiscano per 10 minuti prima di servirli.

A Bigger Splash di Luca Guadagnino

Orata al sale

In questo liberissimo remake de La Piscina del 1969 Tilda Swinton è una cantante in convalescenza a Pantelleria, dopo un’operazione alle corde vocali. È con lei il suo giovane fidanzato e quando nella loro tranquillità irrompe l’ex di Marianne con la figlia l’esuberanza di lui che cerca di riprendersi Marianne e la sensualità adolescente di lei sono un tema che esploderà dopo una cena molto tesa. Un vero trionfo di convivialità, con una splendida orata al forno.

Orata al sale

Ingredienti:

  • 1 orata da 1,4 kg (eviscerata ma non squamata)
  • 2 albumi grandi
  • un ciuffo di finocchietto selvatico
  • un ciuffo di origano fresco
  • un ciuffo di salvia
  • 2 rametti di rosmarino
  • 1 limone non trattato
  • 1,5 kg di sale grosso
  • 1,5 kg di sale fino
  • pepe nero in grani
  • pepe rosa in grani
    per la salsa ai capperi:
  • 2 cucchiai di capperi sotto
  • sale
  • 10 pomodorini
  • 1 cucchiaio di mandorle
  • un ciuffo di basilico
  • un limone non trattato
  • vino bianco
  • olio extravergine d'oliva
  • pepe

Procedimento:

  • Lavate l'orata e asciugatela perfettamente dentro e fuori. Grattugiate la scorza di mezzo limone e tagliate 2-3 fettine dalla metà limone con la scorza intatta. Farcite l'orata con le fettine di limone, il finocchietto, l'origano, la salvia, il rosmarino, il pepe nero e il pepe rosa macinati grossolanamente.
  • In una ciotola versate 200 ml d'acqua, i due tipi di sale e la scorza di limone grattugiata. Montate a neve gli albumi e incorporateli al sale fino a ottenere un composto omogeneo e modellabile. Foderate una teglia con carta da forno e fate uno strato di sale della misura del pesce, appoggiatevi l'orata, copritela con il sale rimasto e infornatela a 200° per 50 minuti circa.
  • Dissalate i capperi sciacquandoli ripetutamente sotto l'acqua fredda e metteteli a bagno in un dito di vino bianco per 15 minuti. Scolateli e frullateli con i pomodorini, il basilico e le mandorle. Profumate con la scorza grattugiata del limone e una macinata di pepe; allungatela a piacere con un fio d'olio e assaggiatela. Salate solo se necessario; i capperi sono già abbastanza saporiti. Spaccate la crosta di sale con un cucchiaio direttamente a tavola, sfilettate il pesce e servitelo con la salsa.

Laura Delli Colli,
aggiornato 2026
foto @Francesca Moscheni

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TAG: #cibo

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