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News ed EventiBenessereAnguria: dolce, ipocalorica e ricca d'acqua, un'alleata per l'estate

Anguria: dolce, ipocalorica e ricca d'acqua, un'alleata per l'estate

Con la sua polpa succosa e profumata, è il frutto più dissetante dell’estate. Squisita per piatti dolci e salati

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L'anguria è il frutto più rappresentativo dell'estate italiana, ma la sua storia nel Mediterraneo è lunga e stratificata: originaria dell'Africa subsahariana, dove cresce ancora allo stato selvatico nelle savane dello Zambia e del Botswana, raggiunse l'Egitto almeno 5000 anni fa (ne esistono raffigurazioni nelle tombe dei faraoni) e si diffuse poi lungo le rotte commerciali verso il Medio Oriente e l'Europa meridionale.

L'anguria in Italia

Nel nostro paese, attecchì con particolare fortuna al Sud e in Sicilia, dove la tradizione del 'mellone (come la chiamano ancora in molti dialetti meridionali) è parte integrante della cultura estiva. Oggi la coltivazione si è estesa verso nord: Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia sono le regioni più produttive, ciascuna con varietà locali adattate al proprio clima. Si va dalla Crimson Sweet, con la buccia a strisce chiare e scure e la polpa particolarmente dolce, alla compatta Sugar Baby, dalla scorza verde scuro uniforme, ideale per i frigoriferi di dimensioni standard.

Le proprietà

Ciò che rende l'anguria eccezionale dal punto di vista nutrizionale è il paradosso tra sapore e composizione: dolce al palato ma con meno di 4 grammi di zucchero per 100 grammi (l'uva ne contiene più del triplo), è composta per oltre il 90% di acqua e fornisce appena 15 calorie per etto. Quindi, nonostante quello che si potrebbe pensare dato il suo sapore, l'anguria è molto povera di zuccheri, meno di 4 g/100 g (contro gli 11dell'uva, per esempio) e priva di grassi. Per questo è molto poco calorica (15 cal/100 g) e indicata per chi è a dieta grazie al suo effetto saziante.

  • Il potere antiossidante: la vera sorpresa è il licopene, il pigmento carotenoide responsabile del colore rosso vivo, presente nell'anguria in concentrazioni più alte che nel pomodoro crudo e dotato di documentata attività antiossidante. Interessante notare che, a differenza del licopene del pomodoro — che si assimila meglio cotto — quello dell'anguria è biodisponibile già a crudo, il che rende il frutto fresco un veicolo nutrizionale particolarmente efficace.
  • Riserva d’acqua anti-caldo: è il frutto che ne contiene la percentuale più alta in assoluto, fino al 95% (le arance più succose non superano l'87%). Per questo è molto dissetante e aiuta a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, rendendola uno spuntino ideale nelle ore più calde della giornata, senza appesantire la digestione.
  • Potassio e benessere cardiovascolare: spesso trascurato, il contenuto di potassio dell'anguria (circa 112 mg per 100 g) contribuisce alla regolazione della pressione arteriosa e alla funzione muscolare. Insieme alla citrullina — un aminoacido presente in quantità significative soprattutto nella parte bianca vicino alla buccia — sostiene la circolazione e riduce il senso di affaticamento muscolare post-attività fisica, caratteristica che la rende apprezzata anche dagli sportivi.
  • Vitamina C e idratazione cellulare: l'anguria è una discreta fonte di vitamina C (circa 8 mg/100 g), che contribuisce alla formazione del collagene e al mantenimento delle difese immunitarie. Abbinata all'altissimo contenuto idrico, questa combinazione supporta l'idratazione non solo sistemica ma anche cutanea, rendendo la polpa un ingrediente apprezzato anche in preparazioni cosmetiche naturali (maschere rinfrescanti e tonificanti).

Consigli pratici

L'acquisto

Per riconoscere un'anguria matura al momento dell'acquisto, battete con le nocche sulla buccia: un suono sordo e profondo indica una polpa ben formata e piena di succo, mentre un suono metallico o vuoto segnala una maturazione ancora incompleta. Controllate anche la macchia gialla sulla parte inferiore — quella che era a contatto con il terreno durante la crescita: più è intensa e dorata, più il frutto è maturato lentamente e sviluppato zuccheri complessi.

La conservazione

Una volta tagliata, conservatela nella parte meno fredda del frigorifero (non a contatto con il ripiano del freezer), coperta con pellicola alimentare a contatto con la polpa per limitare l'ossidazione e l'assorbimento di odori. Consumatela entro 3-4 giorni.

Attenzione ai semi

Non masticateli né frullateli, poiché contengono cucurbitina, una sostanza dall'effetto lassativo particolarmente marcato. Per comodità, potete scegliere le moderne varietà senza semi, diffuse ormai in tutti i supermercati.

L'anguria in cucina: usi dolci e salati

Oltre alle preparazioni più classiche (a fette, in macedonia, in granita)  l'anguria si presta a usi creativi, anche per ricette salate come sandwich, insalate e gazpacho: la sua polpa può essere grigliata per pochi minuti: il calore caramellizza gli zuccheri superficiali e crea una crosta leggermente affumicata che contrasta piacevolmente con la freschezza interna, diventando una base interessante per insalate con formaggio di capra e riduzione di aceto balsamico.

In Sicilia, la tradizione vuole il gelo di mellone, un dolce al cucchiaio preparato con succo di anguria addensato con amido, profumato con gelsomino e cannella, servito freddo e decorato con pistacchi, cioccolato fondente e scorza d'arancia candita: una preparazione di origine araba che sopravvive intatta nelle pasticcerie palermitane.

Per saperne di più  su questo frutto, e per idee di ricette con cui impiegarlo in cucina, leggete la nostra guida anguria: occhio alla taglia e alle nuove varietà.

A cura della redazione

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