Dalle antiche "Vie del Sale" al palcoscenico del Teatro Regio: come Delicius racconta il legame storico tra le acciughe di Parma e il mito di Giuseppe Verdi nel nuovo numero di Alici&co
C’è un paradosso geografico che a Parma è diventato eccellenza: quello di un distretto conserviero unico al mondo nato lontano dal mare. Se oggi le acciughe sono un simbolo della città ducale è per una curiosa convergenza di storia industriale e rotte commerciali. È questo il punto di partenza di "Oltre il sipario", la nuova monografia di Alici&co., il progetto editoriale di Delicius che trasforma la partnership con il Teatro Regio di Parma in un racconto.
Tutto comincia lungo le "Vie del Sale". Per secoli, i pescatori e i commercianti liguri (gli anciuì) hanno risalito l'Appennino con i barili di pesce azzurro sotto sale, merce preziosa e moneta di scambio. Parma, con la sua secolare maestria nella conservazione dei cibi, si rivelò l'approdo perfetto.
Alla fine dell’Ottocento, la città non si limitava a ricevere le acciughe, ma iniziava a lavorarle. Grazie all’incontro tra la tecnologia del vetro e della latta e le filiere locali (come quella dell'olio e delle erbe aromatiche), Parma ha saputo trasformare il pesce in un prodotto raffinato, capace di viaggiare senza perdere il sapore del Mediterraneo.
In questo scenario di fermento industriale, irrompe la grandezza di Giuseppe Verdi. (che era, tra l'altro, un grande appasionato di cucina, come vi raccontiamo qui). Nell’Italia post-unitaria, l’opera non era lusso ma vera cultura popolare. Verdi era un personaggio capace di parlare a tutti, dai nobili nei palchi ai contadini analfabeti.
Gli imprenditori parmigiani dell'epoca ebbero un'intuizione: legare la fiducia nel prodotto all'immagine del Maestro. Debuttarono così le leggendarie scatole di “Alici alla Falstaff” o l’“Antipasto Rigoletto”. Mettere Verdi sulla confezione significava dare una garanzia di "italianità" e qualità immediata, comprensibile a colpo d'occhio.
Un legame che ancora oggi il Club dei 27 continua a celebrare. Questa storica associazione parmigiana è composta da soli 27 soci, ognuno dei quali porta il nome di un’opera di Verdi: sono i custodi della memoria del Maestro, impegnati a mantenere vivo il fuoco del suo genio in tutto il mondo.
Oggi questa eredità è narrazione contemporanea: la partnership tra Delicius e il Teatro Regio va oltre il semplice sostegno al Festival Verdi; è un progetto culturale che trova nel magazine Alici&co. la sua voce ufficiale.
Realizzato in doppia lingua, il volume monografico "Oltre il sipario" è un palcoscenico di carta. Qui, un'acciuga curiosa guida il lettore nei meandri del Regio, tra lo sfarzo della sala e l'intimità dei retroscena. Il cibo è il protagonista dei momenti conviviali di artisti, spettatori e imprenditori.
Il progetto si completa con la profondità degli scatti di Stefania Giorgi. La fotografa storica di Delicius - e anche di Sale&Pepe - documenta la magia del Teatro e intracconta un prodotto antico e contemporaneo come le acciughe come fosse un'opera d'arte.
redazione Sale&Pepe
marzo 2026