Dai Capperi DOP delle terre laviche alla Malvasia sorseggiata sul set del nuovo film di Christopher Nolan: un viaggio sensoriale attorno alle sette sorelle, Patrimonio UNESCO, dove la cucina è un atto d’amore tra mare e vulcani
Esce oggi nelle sale cinematografiche, nel formato IMAX 70mm, Odissea: l'attesissimo film di Christopher Nolan che ha scelto proprio il fascino selvaggio e magnetico delle Isole Eolie per dare vita ad alcune delle sue scene più mozzafiato. L’arrivo di questo capolavoro sul grande schermo diventa l'occasione per lasciarsi ispirare e partire alla riscoperta dei paesaggi e dei sapori di questi luoghi incantati. Oltre la meraviglia del sole e del mare, più in là del respiro dei due vulcani, le Eolie meritano di essere vissute con un viaggio esperienziale per abbracciarne tutte le eccellenze. Un percorso dove si intrecciano natura, cultura, tradizione. E cibi squisiti. Da gustare nei sette piccoli gioielli Patrimonio UNESCO: Lipari, Salina, Panarea, Stromboli, Vulcano, Alicudi e Filicudi.
@Giancarlo D'Ambra Prima di sedersi a tavola, le Eolie offrono percorsi culturali unici.
I capperi (cioè i boccioli) e i cucunci (i frutti dell’arbusto) sono DOP dal 2020. Sono coltivati sui terreni vulcanici terrazzati, raccolti a mano e certificati lungo tutta la filiera, compresi lavorazione e confezionamento. Il suolo vulcanico, il clima e le nebbie marine, che apportano umidità anche in assenza di piogge, conferiscono a questo cappero una consistenza decisa (non si sfalda), un sapore particolarmente aromatico e un alto contenuto di acido oleico che ne rallenta l’ossidazione e garantisce un’ottima conservabilità. È una produzione di nicchia, come ci ha spiegato Lorenzo Cortese, Presidente dell'Associazione dei Produttori del Cappero delle Isole Eolie Dop, che riunisce 8 aziende ed è riconoscibile dal marchio azzurro sulle confezioni. Ma il sapore antico del cappero si presta anche a interpretazioni innovative. Di seguito i diversi utilizzi.
La Malvasia delle Lipari è Doc dal 1973 (una delle denominazioni storiche del Mezzogiorno) e si ottiene in condizioni di viticoltura eroica, su suoli vulcanici terrazzati, a forte pendenza. Il terreno vulcanico, i venti salmastri e l’influenza del mare conferiscono al vino aromi di frutta candita e una spiccata mineralità, con richiami salini e di macchia mediterranea. Mauro Pollastri, Presidente del Consorzio Malvasia delle Lipari, racconta le tipologie.
Valorizzare il pesce povero, le specie cioè con minor valore commerciale, alle Eolie non è una riscoperta, è una tradizione. Lampuga, costardella, aguglia, boghe, sugarelli vengono valorizzati in zuppe, fritture leggere e secondi agli agrumi o con altri ingredienti locali. I gamberetti di nassa, piccoli crostacei rosati che vivono in profondità in grotte e anfratti e che vengono pescati con apposite nasse, sono anche detti l’oro di Lipari. Specialità molto pregiate, sono segnalate dall'Arca del Gusto di Slow Food e serviti spesso crudi o appena saltati con olio, per un gusto dolce e salino. La pasta prodotta con i grani antichi Margherito e Janchedda costituisce un abbinamento particolare e ricercato per il pesce. I grani antichi, al centro di un progetto di recupero, sono oggi coltivati dall’azienda agricola Mandarano a Lipari, su fasce terrazzate oltre le ex cave di pomice.
Con il suo piccolo allevamento di capre, il caseificio La Vecchia Fattoria a Vulcano, in Strada Provinciale 179, è diventato un indirizzo del cuore per chi si trova sull’isola, L’azienda, ai piedi del cratere e a pochi minuti dal paese, è una tappa ideale per degustazioni informali e acquisti diretti che sostengono una filiera corta, autentica e stagionale.
La pasticceria eoliana è fatta di piccoli capolavori ancora oggi preparati in casa, che scandiscono feste e ricorrenze.
Brand Eolie, società specializzata nell’incoming (www.brandeolie.it), aiuta nell’organizzazione del viaggio attraverso una rete di portali tematici (EolieLive).
Barbara Galli
Foto copertina iStock