Dove mangiare a Cracovia? Guida ai migliori indirizzi gourmet, allo street food tradizionale e ai souvenir golosi (come l'Oscypek e il caviale polacco). Un percorso tra tradizione e innovazione
Elegante e sorprendente, Cracovia è una meta perfetta per chi ama viaggiare inseguendo il gusto. Tra originali ristoranti gourmet, street food da scoprire al volo e mercati per uno shopping gastronomico autentico, la città conquista al primo assaggio. Un percorso di gusto che unisce tradizione e creatività, dal piatto stellato alla ciambella IGP. Ecco cosa assaggiare, dove mangiare e cosa portare a casa.
Per molti è la più bella città della Polonia, elegante come una capitale (lo è stata fino al 1596) con un centro storico ben conservato, tanti volti da scoprire e altrettante specialità gastronomiche da assaggiare. E se nei caffè storici affacciati sulla grandiosa piazza Rynek Glowny si respira aria di Mittel Europa, sulla vicina collina del maestoso Castello di Wawel, si fa un viaggio nel medioevo ripercorrendo la storia del grande Regno di Polonia. Qua e là riaffiorano le atmosfere dell’epoca sovietica nei nostalgici Milk Bar, tavole calde spartane con il menù sulla lavagna (come il Bar Mleczny in Grodzka 43), mentre le stradine romantiche dell’ex ghetto ebraico Kazimierz ricordano un po’ la Berlino di una volta. Ecco i nostri magnifici 5 fra ristorantini da scoprire, shopping goloso e street food da provare.
A Cracovia – e più in generale in tutta la Polonia – negli ultimi anni c’è una vera rinascita della cucina tradizionale, riletta con tecnica, creatività e una buona dose di orgoglio identitario. Ecco cinque indirizzi gourmet che raccontano al meglio questo nuovo corso, tra memoria, contaminazioni e grande personalità.
Punta su bancone, cucina a vista e piatti pensati per la condivisione, la brasserie moderna collegata alla Bottiglieria 1881 dello chef Przemyslaw Klima, che è anche giudice del Master Chef Polacco. In menu la riscoperta di specialità antiche come la kaszanka (sanguinaccio polacco), griglia sempre accesa e una cucina che gioca con la memoria. Emozionante il dessert “La Karpatka di mia madre”, omaggio alla tradizione di famiglia (qui la ricetta originale). Di grande tendenza, meglio prenotare con anticipo.
All’interno dell’Hotel Indigo Krakow, questo ristorante elegante unisce arte, design e gastronomia. Alle pareti le iconiche grafiche della Polish School of Poster, mentre nella cucina a vista chef Marcin Sołtys propone un percorso gastronomico raffinato che rilegge i classici della cucina polacca con tecnica contemporanea e grande precisione.
Nel cuore del quartiere Kazimierz, uno dei ristoranti più interessanti della nuova scena cracoviana. Il giovane chef Wiktor Kowalski propone una cucina creativa di ispirazione ebraica, con molti piatti vegetariani e una filosofia conviviale che invita a condividere (anche il conto, grazie ai prezzi onesti).
Qui si viene per mangiare, ma soprattutto per capire. Kapłony i Szczeżuje è il progetto di Agnieszka Kraszewska e Aleksander Baron, protagonisti della serie tv Rosół Polski. Il menu è è un vero racconto gastronomico che accompagna l’ospite nella storia della cucina polacca e degli ebrei polacchi con piatti identitari come il caviale di melanzane e funghi porcini.
Affacciato sulla Rynek Główny, Wesele è il posto giusto per chi vuole assaggiare la vera cucina polacca, senza filtri. Pierogi Ruskie fatti come una volta e la celebre zuppa Żurek servita nel pane: comfort food autentico, in una delle location più scenografiche di Cracovia.
Tradizionalmente i polacchi fanno una prima colazione e cenano presto. Per pranzo preferiscono qualcosa di veloce. Così anche a Cracovia lo street food è parte della vita quotidiana: si mangia camminando, chiacchierando, spesso in piedi. Ecco cinque specialità imperdibili da provare, veloci ma piene di storia.
Il panino simbolo della città: carne di maiale stufata, sottaceti, senape e cipolle in pane a lievitazione naturale, generosamente bagnato dalla salsa di carne. Un parente del pulled pork e dell’hamburger, impacchettato ben stretto nella carta per non fare uscire il sugo. Attenzione a non macchiarsi i vestiti: si mangia in piedi a gambe aperte!
La ciambella IGP di Cracovia, bollita e poi cotta in forno. Croccante fuori, morbida dentro, con sale, sesamo o semi di papavero. Costa poco ed è ovunque.
Il bombolone polacco ripieno di marmellata di rose, glassato e profumatissimo. Simbolo del Giovedì Grasso, ma buonissimo tutto l’anno. Si trova nelle pasticcerie, contrassegnate dalla scritta Cukiernia.
Mezza baguette farcita e passata in forno, nata negli anni Ottanta e oggi chiamata da tutti “pizza polacca”. Classica con formaggio e funghi, oppure in mille varianti.
Salsiccia Lisiecka DOP cotta allo spiedo e servita solo di notte dal mitico furgoncino blu vintage Niebieska Nyska. Si mangia in piedi, tutti i giorni dalle ore 19 fino a notte fonda ed è un vero rito cittadino.
Per un viaggiatore amante del buon cibo i migliori ricordini di Cracovia da mettere in valigia prima di tornare a casa non si trovano nei negozi di souvenir, ma tra i banchi dei mercati. Qui la campagna arriva in città con i contadini dai volti antichi e le mani grandi, e ogni acquisto racconta una storia. Il centralissimo Stary Kleparz, aperto tutti i giorni tranne la domenica dal 1335, è il più grande e il più famoso ma ancora molto autentico, perfetto per trovare le specialità tipiche della cucina popolare. Ecco cosa comprare per preparare un’autentica cena polacca una volta tornati a casa.
Profumati e a buon prezzo i funghi porcini secchi si trovano di varie forme e misure, dai classici sacchetti, alle ghirlande fatte soltanto di cappelle da mettere nelle zuppe. Più difficili da trasportare, ma irresistibili, i barattoli dai mille colori di verdure fermentate, come cetrioli e cavoli.
Ingrediente base delle zuppe tradizionali, lo zakwas è ciò che regala quel tipico retrogusto acidulo alla cucina polacca. Al mercato si trova fatto in casa, venduto in bottiglie semplici, spesso senza etichetta: poco instagrammabile, ma assolutamente vero.
Riconosciuto come Presidio Slow Food, l’Oscypek è uno dei prodotti più iconici della Polonia. Arriva dai Carpazi, al confine con la Slovacchia, ed è affumicato, con almeno il 60% di latte di pecora. Venduto in piccole forme ovali che sembrano sculture o in pratici dischetti monoporzione, tradizionalmente si mangia alla piastra con gelatina di frutti rossi.
Per chi invece preferisce uno shopping più sofisticato da vero gourmand, merita una visita la gastronomia di lusso al piano seminterrato di Deli 13 (@delikatesy.13, aperto anche la domenica) in piazza Rynek Glowny. Fra le molte specialità raffinate, molte internazionali, si trovano anche quelle rigorosamente “made in Poland”. Ecco cosa cercare.
Ottimo rapporto qualità prezzo per il caviale prodotto soprattutto nel centro-nord vicino a Konin con tecniche artigianali e sostenibili, selezione rigorosa e metodo tradizionale con poco sale Malossol (il marchio più noto è Antonius). La trota affumicata in scatola, invece, è quella allevata nel Parco di Ojcówski e proposta al naturale o aromatizzata naturalmente agli agrumi. Due chicche eleganti e inaspettate, perfette anche da regalare.
Il primo è un liquore di ciliegie artigianale, con maturazione in botte che regala un profilo morbido, fruttato e caldo. È molto più di un souvenir: è un pezzo di Polonia da godersi con cioccolato, formaggi o semplicemente da bere liscio, leggermente fresco. La vodka di patate giovani, più morbida e sempre più di tendenza, è un prodotto premium che racconta il volto contemporaneo della tradizione polacca. Si possono degustare anche da Hedwig’s, (@hewigs.club) lo scenografico cocktail bar dell’hotel Stradom House in un’ex cappella barocca. Fra le etichette da provare Chopin e Luksusowa.
Laura Sommariva,
gennaio 2026