Seguici su Facebook Seguici su Instagram

Marocca di Casola con lardo di Colonnata

Antipasto o rustica merenda con un pane rustico e pregiati salumi e formaggi

Condividi
VOTA

Questo pane rustico è preparato con farina di castagne, purea di patate e pasta madre: un pane rustico, sodo, morbido, che si sposa con le fettine di lardo di Colonnata, i caprini, il pecorino e il miele, di acacia e di castagno, della Lunigiana. Un tagliere, o un paniere, ricco di eccellenze, tra Marocca di casola, salumi e formaggi, da gustare come antipasto o per una merenda all'aperto tra amici.

Le alternatine alla Marocca di casola

Le eccellenze della panificazioni sono tante: pane ai cereali di montagna con porridge di avena e segale, con i fiocchi d'avena il pane di semi fatto senza farina, rustico e compatto, pane e olive per un sapore mediterraneo.

Ingredienti

Come preparare la marocca di casola

1 Lavorate la farina di castagne con circa 180 ml d'acqua calda, poi aggiungete le altre farine, la purea di patate e iniziate a impastare. Unite quindi la pasta madre stemperata con il latte e, se necessario, ancora un po' di acqua tiepida (oppure il lievitino). L'impasto dovrà risultare morbido ma abbastanza consistente.

2 Formate una palla, mettetela in una ciotola leggermente oliata e coprite con la pellicola senza toccare l'impasto (a questo scopo usate una ciotola ampia); fate lievitare in luogo caldo per 2-3 ore.

3 Dividete l'impasto a metà e formate due pagnotte rotonde, mettetele su un tagliere o in un cestino per lievitazione e lasciatele ancora lievitare per circa 40 minuti. Cuocete le 2 marocche in forno caldo a 220° per i primi 10 minuti, poi alzate a 200-210° e proseguite per altri 30-35 minuti.

4 Lasciate raffreddare le marocche su una gratella, coprendole con un telo, poi affettatele e servitele su un tagliere con 400 g di lardo di Colonnata, 300 g di caprini freschi o semistagionati, 300 g di pecorino toscano stagionato e le noci, accompagnando il tutto con le due varietà di miele Dop della Lunigiana.

Giugno 2026
Ricetta di Giovanna Ruo Berchera, foto di Laura Spinelli

Giovanna Ruo Berchera
Giovanna Ruo Berchera

Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera

Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera

Iscriviti alla newsletter di sale&pepe

Iscriviti ora!

Abbina il tuo piatto a