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Formaggio tipico lombardo, lo Strachitunt è considerato da molti il precursore del gorgonzola, preparato con latte vaccino. È, per sapore e consistenza, una via di mezzo tra il taleggio e il gorgonzola, mescolando la dolce burrosità dell'uno e la gradevole nota piccante dell'altro.
Per un'esaltazione reciproca, con la mostarda e con alcuni tipi di miele, soprattutto d'acacia, robinia e castagno. Il tipo di pane giusto è la classica "michetta". In cottura si sposa con la frutta o con verdure dolci come la zucca e le carote.
1 Sbucciate gli scalogni, tritateli fini e fateli stufare con fiamma al minimo in un tegamino a fondo spesso con 20 g di burro per 10-15 minuti. Durante la cottura spegnete temporaneamente 2-3 volte la fiamma (o spostate la padella dal fuoco) per un paio di minuti, per evitare che gli scalogni prendano colore.
2 Sbucciate le pere, tagliatene 80 g a cubetti e mescolateli in una ciotola con 30 ml di vino e 1 cucchiaino di miele. Tagliate quelle rimaste a spicchi, trasferitele in una padella con il resto del vino e cuocetele per 2-3 minuti a fiamma vivace. Irroratele con il miele rimasto, aggiungete le noci e caramellatele leggermente, facendo attenzione che non si disfino.
3 Fate tostare il riso in 40 g di burro, unite gli scalogni e 2 mestoli di brodo bollente. Portate il riso a cottura aggiungendo altro brodo caldo a mano a mano che il riso lo assorbe. Unite i cubetti di pera verso metà cottura. Alcuni istanti prima di spegnere, incorporate lo Strachitunt sminuzzato e amalgamate bene. Salate solo se necessario, quindi mantecate con il burro. Servite il riso ben caldo completando il piatto con le pere caramellate disposte a raggiera, le noci e un po' di pepe macinato.
Febbraio 2026
Ricetta di Giovanna Ruo Berchera, foto di Laura Spinelli
Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera
Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera