Vecchia oliera, addio

Vecchia oliera, addio

Da oggi, per gli esercizi pubblici, è in vigore la legge che impone l’uso del tappo antirabbocco. Una norma “salva-olio” che prevede multe fino a 8.000 euro per ristoranti, bar, pizzerie e mense che non la rispettano

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Spanish government forbids refillable oil in restaurants
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Da oggi la vecchia oliera va in pensione in ristoranti, pizzerie, bar e mense. Una disposizione europea approvata dal Parlamento italiano prevede che l'olio d'oliva vergine ed extravergine venga presentato in contenitori dotati di tappo antirabbocco (qui sotto nella foto Coldiretti) allo scopo di evitare che il prodotto possa venire aggiunto di volta in volta a quello stagnate sul fondo o, addirittura, essere allungato con oli di qualità inferiore.

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Fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, l'olio deve quindi venire proposto ai clienti degli esercizi pubblici in contenitori etichettati conformemente alle normative, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa venire modificato senza che la confezione sia visibilmente aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l'esaurimento del contenuto originale indicato nell'etichetta. Per i contravventori sono previste sanzioni fino a 8.000 euro e la confisca del prodotto.

Oltre a questo, dovranno essere fornite informazioni sulla provenienza dell'olio che viene portato in tavola dal ristoratore: per esempio colorazioni diverse delle etichette dovranno rendere riconoscibili gli oli che siano prodotti con miscele provenienti da uno o più Stati, così da mettere in guardia il consumatore sulla diversa qualità e composizione merceologica del prodotto.

"Va detto anche che le modifiche introdotte nel corpo della cosiddetta legge salva-oli" sostiene il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo "ne assicurano ora la più ampia operatività richiedendo a tutti gli organi di polizia giudiziaria un rafforzato impegno su tutti i fronti, dal controllo del traffico di perfezionamento attivo a quello delle modalità di vendita sottocosto. In una situazione in cui la produzione nazionale è crollata quest’anno del 35% a circa 300.000 tonnellate, occorre adottare tutte le misure necessarie per garantire trasparenza negli scambi, combattere i rischi di frodi e assicurare la possibilità di fare una scelta di acquisto consapevole ai consumatori italiani”. Serve dunque “una task force coordinata di controllo per l’immediata attuazione delle norme contenute nella legge salva-olio approvata dal Parlamento”.

Alessandro Gnocchi
24 novembre 2014

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