L'11 e 12 aprile torna a Barcis la Festa del Pestith e dei fermentati. Scoprite il Presidio Slow Food, laboratori, showcooking e ospiti internazionali in Valcellina
Amanti della fermentazione unitevi e partite perché dall’11 al 12 aprile si terrà lungo il bellissimo lago color smeraldo di Barcis (Pordenone), la terza edizione della Festa del Pestith e dei fermentati, organizzata e pensata da Slow Food Pordenone su richiesta dei comuni della Valcellina.
Il festival, che gode della cornice scenografica del Parco Naturale delle Dolomiti friulane, patrimonio Unesco, è un vero e proprio progetto culturale che, partendo dal pestith (un fermentato di rape Presidio Slow Food dal 2022), rende la manifestazione un punto di riferimento nazionale per l’antichissima pratica culinaria e si pone l’obiettivo di promuovere le tradizioni locali, la cucina contemporanea e il territorio con un turismo slow.
Un festival unico, che si può fregiare degli aggettivi antico e moderno senza porli in antitesi. Antico perché in Valcellina e in Val Vajont, il pestith, è stato per secoli un alimento importante: festeggiarlo vuol dire far conoscere e tramandare una tradizione che non deve andare perduta. Moderno perché la pratica della fermentazione è tornata in auge da qualche anno ed è l’unica tecnica culinaria che accomuna trasversalmente tutti i continenti. Non a caso al Mercato della Terra, cuore della manifestazione, oltre a produttori locali e nazionali parteciperanno ospiti provenienti da Corea e Giappone.
Una storia di ingegno rurale e biodiversità, un semplice prodotto ottenuto dalla fermentazione della rapa viola, ortaggio che con patate e fave secche, costituiva l’unica componente vegetale invernale del pasto. Le rape, seminate ad agosto venivano raccolte in novembre dopo le prime due gelate che le rendevano più croccanti, lavate e fatte sbollentare in acqua e poi disposte a strati in un contenitore con l’acqua di cottura, sale grosso, una spruzzata di aceto e qualche chicco di mais.
Una volta chiuso il contenitore maceravano per 45 giorni sino al periodo natalizio, infine venivano pestate con una sorta di accetta su un grosso tagliere duro la pestassa o pestatha da cui il nome della preparazione. A quel punto il fermentato veniva cotto una mezz’oretta e aggiunto a carni grasse e polenta morbida per un piatto unico che si usava nei giorni di festa e dato che era corroborante anche per svolgere i duri lavori nei campi.
Il festival che si svolgerà nella piccola Barcis (230 abitanti) offrirà mille spunti per avvicinarsi al mondo della fermentazione e scoprire quanto fa bene alla nostra salute. Potrete fare degustazioni guidate, laboratori pratici, partecipare a showcooking e a momenti di divulgazione, sentirete parlare di miso e di shoyu, kimchi, kombucha, kefir e potrete imparare che cos’è il koji, la muffa nobile che è alla base di prodotti come la salsa di soia e il sakè.
Oltre a riscoprire i crauti, le brovade, la colatura di alici, le olive in salamoia, tutti i panificati e tanti altri prodotti della nostra cucina che non sono altro che alimenti fermentati, nati dalla sapienza popolare per trasformare e conservare a lungo quello che la terra offriva di stagione in stagione. Naturalmente ovunque troverete il pestith: da gustare in loco anche in versione contemporanea o da acquistare e portare a casa.
Laura Maragliano,
aprile 2026
Direttore editoriale di Sale&Pepe (di cui è stata direttore responsabile dal 2008 e dove lavora dal 2005, dopo aver seguito il tema food, anche come direttore, in diverse testate), è giornalista e grande appassionata di cibo. Poco la entusiasma quanto sperimentare una delle (rare) ricette che ancora non conosce, studiarne la storia e scoprire usi e costumi delle persone che la preparano (o preparavano). Ligure – o meglio genovese – di nascita e cultura, per lavoro e per diletto gravita da oltre da trent’anni su Milano, ma è Lodi (a una manciata di chilometri da dove ha messo le sue nuove radici) la cittadina lombarda che l’ha catturata.
Direttore editoriale di Sale&Pepe (di cui è stata direttore responsabile dal 2008 e dove lavora dal 2005, dopo aver seguito il tema food, anche come direttore, in diverse testate), è giornalista e grande appassionata di cibo. Poco la entusiasma quanto sperimentare una delle (rare) ricette che ancora non conosce, studiarne la storia e scoprire usi e costumi delle persone che la preparano (o preparavano). Ligure – o meglio genovese – di nascita e cultura, per lavoro e per diletto gravita da oltre da trent’anni su Milano, ma è Lodi (a una manciata di chilometri da dove ha messo le sue nuove radici) la cittadina lombarda che l’ha catturata.