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News ed EventiConsigli praticiFarine per il pane: quali scegliere per l'impasto perfetto

Farine per il pane: quali scegliere per l'impasto perfetto

Dalla classica farina bianca alle alternative integrali e senza glutine: la guida per scegliere quella giusta e preparare a casa un pane da vero fornaio

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È l’alimento dalla ricetta più semplice, ma dal valore simbolico più complesso: quanti ricordi e quante emozioni, ma anche quanta storia e quanti significati accompagnano il pane, un cibo così umile, fatto com’è solo di tre ingredienti: acqua, lievito e farina. Eventualmente anche sale. Ed è proprio l’essenzialità della sua ricetta, però, a renderlo un alimento “complicato”. Basta scegliere materie prime scadenti, lavorarle male oppure aggiungere altri (inutili) ingredienti per rovinare il sapore e il piacere di un buon pane.
È un’esperienza che abbiamo fatto tutti quella di farsi conquistare da filoni e michette esposti in negozio e poi trovarsi delusi dal sapore o sconcertati dal veloce indurimento di crosta e mollica. Ed è anche per questo che molti preferiscono farsi il pane in casa. Già, ma con quale farina? Che sia integrale o raffinata, di frumento o di segale, in ogni caso è bene sceglierla bene e sapere come usarla al meglio. Scopriamo come orientarsi nel dedalo delle decine di farine che si trovano in commercio.

Il ruolo fondamentale del glutine

L’ “agente segreto” che trasforma l’impasto di acqua, farina e lievito in fragranti pagnotte è il glutine. È questo complesso di sostanze proteiche, contenuto nella farina, a dare forza ed elasticità all’impasto, perché imprigiona i gas della fermentazione e permettendo così di ottenere un pane ben lievitato e una mollica soffice. Ma non tutte le farine contengono glutine. E quelle che ne sono prive non sono utilizzabili per fare il pane, perlomeno in purezza.

Le migliori farine panificabili

quattro palline di impasto, realizzate con farine differente, su una griglia con affianco un cucchiaio colmo di farina bianca

Fortunatamente sono tante le farine panificabili. Ma non tutte danno gli stessi risultati. La farina migliore per fare il pane è quella di grano tenero, ricca di amido ma povera di fibre e proteine. Per un pane di qualità meglio miscelarla con una farina più ricca di glutine (come la farina di manitoba). In commercio ne esistono diverse tipologie indicate sulle confezioni da un numero che indica il grado di raffinazione. La più bianca e raffinata è la farina 00, che è anche la più usata dai fornai negli ultimi decenni. Ma oggi si preferiscono farine meno raffinate (come la 1, la 2) o integrali, perché apportano più fibre (di cui l’alimentazione moderna è carente) e minerali, e danno un pane che sazia di più e fa alzare di meno la glicemia. Se non si ama il gusto particolare della farina integrale si può scegliere la farina 2: praticamente semi-integrale, ha un buon profilo nutrizionale ed è più facile da lavorare rispetto alla farina integrale. Quindi è un buon compromesso per una panificazione naturale.

Grano duro e cereali: quale scegliere?

Ci sono cereali con cui si possono preparare pani deliziosi ma serve un aiutino. È il caso del grano duro, dalla cui macinazione si ottiene la semola, uno sfarinato ruvido e granuloso, di colore giallo ambrato, con una struttura proteica più compatta che la rende perfetta per la produzione della pasta secca. Sottoponendo la semola a una seconda macinazione si ottiene la “rimacinata”, chiamata anche “farina di grano duro”, usata per produrre il pane dorato e dalla lunga durata, tipico dell’Italia centro-meridionale. La "rimacinata" è ricca di proteine (e quindi di glutine) e assorbe molta acqua: quindi ha un’ottima resa. È un grano duro anche il kamut, con la cui farina si ottiene un pane delizioso (provate il nostro con quinoa nera), dal caratteristico aroma di noce.

Le farine alternative: segale, farro e avena

Pane con impasto di segale

Nei panifici sono comparsi alcuni anni fa, in sordina, e da allora sono diventati molto richiesti. Sono i pani realizzati con farine alternative, come quelle di segale o di farro. Un’idea da copiare anche a casa, visto che si tratta di cereali di buon valore nutrizionale.

Farina di farro

La farina di farro apporta più proteine e sali minerali (in particolare magnesio, a effetto antistress) rispetto al frumento. Miscelata con quella di grano tenero dà pane e focaccia delicatamente aromatici. Come nel caso del pane di farro alle carote. Per un pane particolarmente salutare e nutriente la si può mescolare con la farina di avena, ricca di proteine e di particolari fibre (i betaglucani), efficaci nel controllo del colesterolo. Interessante da replicare a casa il pane ai cereali di montagna con porridge di avena e segale (foto sopra), consigliato da Elena Cinelli, esperta di panificazione.

Farina di segale

La farina di segale è l’ingrediente di base per il pane tedesco, aromatico e acidulo, che dura a lungo e che ha un alto potere saziante. Ricca di fibre, energetica ma poco calorica, è stata associata alla riduzione del colesterolo nel sangue perché riduce l’assorbimento dei grassi. Il suo limite è che contiene poco glutine e quindi, per panificarla, va miscelata con la farina di grano tenero.

Le farine gluten free

Il pane si può preparare anche partendo da cereali privi di glutine, come il mais, la cui farina, miscelata con quella di grano tenero, dà pani rustici e tendenzialmente dolci. È priva di glutine anche la farina di riso, che rappresenta un’ottima base perché ha la capacità di “stemperare” il gusto e il carattere degli ingredienti a cui viene abbinata (ad esempio, mitiga l’amaro della farina di lupini o il dolce scottato della farina di soia). Queste farine possono essere utilizzate anche da sole, seguendo le ricette specifiche dei pani senza glutine, che includono più ingredienti rispetto al pane comune, e applicando i trucchi degli esperti, come quelli forniti da Cécile Decaux e Florence Solsona nel libro Pane con semi e farine salutari.

Anche per chi non è celiaco

In realtà le farine gluten free andrebbero valutate anche da chi non ha problemi di celiachia perché, unite in piccole dosi all’impasto del pane tradizionale, gli danno un gusto nuovo e particolare. Una dote che possiedono soprattutto la farina di grano saraceno e la farina di teff (scopriamo insieme di cosa si tratta e come si usa qui): basta aggiungerle alla farina di riso per ottenere un pane dal gusto rustico, simile a quello delle pagnotte caserecce. Se al grano saraceno aggiungete una piccola quantità di farina bianca potete anche creare dei pancake delicati.

Gli abbinamenti perfetti

paletta di legno contenente farina di ceciFarina di ceci

Un abbinamento riuscito è anche quello con la farina di legumi (come quella di ceci, piselli, lupini o lenticchie): dal loro impasto nasce un pane fragrante e dall’ottimo sapore. Chi ama i gusti dolci non sarà deluso dal pane fatto con miscelando la farina di riso con la farina di castagne, naturalmente ricca di zuccheri e dall’aroma intenso. Sorprendente è la farina di canapa, dal leggero sapore di nocciola, che va usata in piccole quantità insieme alla farina di riso. La redazione vi consiglia di provare la crostata alla canapa e mele con cannella. Dosi minime sono consigliate anche per la farina di amaranto, il cui gusto rustico è enfatizzato dall’aggiunta di semi di girasole o di papavero.

Manuela Soressi
Manuela Soressi

Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi

Curiosa e gioiosa, non a caso è emiliana, lavora come giornalista freelance specializzata nel settore consumi e food di cui scrive per molte testate di settore (economiche e gourmand). Tra un reportage e l’altro trova anche il tempo di scrivere dei libri. Uno, per esempio, è dedicato ai limoni e un altro ai radicchi e ha ricevuto dall’Accademia italiana della cucina il Premio Gianni Fossati per l’impegno nella promozione e divulgazione della buona tavola tricolore. @manuelasoressi

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