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Panna cotta alle mandorle e sciroppo di rose

Preparato con panna fresca e latte alle mandorle, è lo sciroppo di rosa che lo rende unico

Lo sciroppo di rose è un antico preparato a base di petali di rosa, acqua e zucchero, a volte limone. Tradizionalmente gustato in acqua fredda o calda nelle proporzioni di 1 a 5, è perfetto anche con lo yogurt, su gelato, granite e panna cotta.

La panna cotta per dessert

Tra le monoporzioni la panna cotta alla melagrana, la panna cotta cuor di lampone e la panna cotta al carbone; più smart gli stecchi ai lamponi, finger food perfetto per la merenda dei bambini. In tempo di vendemmi, provate la panna cotta con uva sciroppata al limone e papavero, con l'aroma intenso della vaniglia.

Ingredienti

Come preparare la panna cotta

1 Fate ammorbidire i fogli di gelatina in acqua fredda per 5 minuti. Versate la bevanda alle mandorle e la panna in una casseruola, unite lo zucchero e portate a leggera ebollizione. Spegnete, aggiungete la gelatina strizzata, mescolate per scioglierla, unite i petali di 2 rose, coprite per 10 minuti e filtrate con un colino.

2 Profumate la panna cotta filtrata con lo sciroppo di rose e fatela intiepidire mescolando di tanto in tanto per evitare che si formi la pellicina in superficie. Se volete accelerare i tempi, fate raffreddare la panna cotta appoggiando la ciotola su acqua e ghiaccio e mescolando quasi continuamente affinché non gelatinizzi intorno ai bordi del recipiente. Versatela in 6 stampi da budino unti con olio di mandorle e fatela rassodare in frigo per almeno 3 ore.

3 Immergete gli stampi con la panna cotta, uno alla volta, per 2 secondi, in acqua bollente facendo attenzione a non lasciare entrare acqua. Capovolgeteli sui piatti, completate con la gelatina di rose, qualche petalo di rosa e servite.

Ricetta di Antonella Pavanello, foto di Michele tabozzi

Giovanna Ruo Berchera
Giovanna Ruo Berchera

Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera

Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera

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