In partenza per le vacanze? Metti una moneta in freezer!

In partenza per le vacanze? Metti una moneta in freezer!

Un trucco semplice e geniale che può salvarci da…

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moneta congelata
Sale&Pepe

Un euro è perfetto da mettere nel congelatore. E con quel solo euro ci assicuriamo di non correre pericoli al nostro rientro in termini di salute, almeno per quanto concerne il cibo che mangiamo a casa nostra. Non è nemmeno un prezzo irrisorio, è un non-costo, dato che la moneta verrà prestato al nostro freezer per la sola durata delle nostre vacanze.

Stiamo per partire, dunque? Tipicamente, si svuota il frigo. Ci organizziamo con la spesa giusta giusta negli ultimi giorni prima di mollare gli ormeggi, per non lasciare avanzi alimentari. Il cibo che non si congela è il primo a essere consumato – le uova diventano una frittata, magari da portarci dietro durante il viaggio; ci ingozziamo con l’ultima frutta e verdura. Tutto il resto finisce in freezer – compresi alimenti, come l’ultima mozzarella della vaschetta, che normalmente non congeleremmo - e va a ingrossare le fila delle nostre preziose scorte alimentari irrigidite dalle basse temperature. Aprendo adesso il vano frigo, non resta che qualche desolato barattolo di senape o cetriolini nello sportello, e magari ciò che è stato cautamente spostato da pensili e dispensa, come confezioni aperte di farina, che lì non subiranno l’attacco delle “farfalline”.

Ottimo. Possiamo partire. E al rientro? Se siamo cauti, inizieremo a ispezionare con sospetto ogni cibo lasciato in freezer per capire da consistenza&forma se per caso ha subito qualche alterazione dovuta al nemico n.1 dei cibi rimasti a casa ad aspettarci:il famigerato blakout. Che in piena stagione estiva non è affatto escluso: l’uso smodato dei condizionatori ha molto a vedere con tutto ciò.

Ed ecco allora la moneta. O meglio, la prova della moneta. Come metterla in atto? Semplicissimo: prima di partire per le vacanze mettiamo in freezer un bicchiere pieno d’acqua e aspettiamo che congeli. A quel punto posizioniamo una moneta in cima al bicchiere, adagiata sulla superficie del liquido congelato.

Al rientro, andiamo a ispezionare come si è comportata la moneta: riposa ancora beata sul suo letto di ghiaccio? Benissimo, potete iniziare a scongelare e gustare le vostre leccornie e avanzi, e magari fare posto al bottino gastronomico delle vostre escursioni vacanziere. Perché ciò significa che non c’è stata alcuna interruzione di corrente durante la vostra assenza e i cibi congelati sono dunque integri.

La moneta non è più in superficie, ma è incastrata nel ghiaccio in mezzo al bicchiere, o addirittura giace sul fondo, ricoperta da una coltre gelida? Allarme rosso! Ciò significa che ad un certo punto c’è stata un’interruzione di corrente abbastanza prolungata da aver causato lo scioglimento, totale o parziale, dell’acqua contenuta nel bicchiere.

Se la moneta è calata solo di pochi millimetri, si può fare una selezione tra gli alimenti: alcuni si potrebbero essere rovinati. Se la moneta è infossata di vari centimetri, anche se piange in cuore, non si può far altro che sbarazzarsi degli alimenti congelati. Soprattutto la carne e il pesce, una volta che hanno subito un processo di congelamento e scongelamento – che, per quanto ne sappiate voi, a questo punto sarebbe persino potuto essere ripetuto più volte – possono riverlarsi pericolosi per la salute.

Perché? Sostanzialmente perché il congelamento non uccide tutti i batteri (soprattutto quelli che sono nella carne e nelle verdure) ma entrano solo in “letargo”. Se l’alimento si scongela, questi prendono a moltiplicarsi allegramente in modo esponenziale a ritmi davvero vertiginosi. Se invece che venire consumato subito, l’alimento si ricongela sarà poi gremito di batteri che, soprattutto se il cibo viene consumato crudo, possono causarci un’intossicazione, diarrea, vomito, problemi intestinali e anche più gravi a seconda del tipo di batterio (e della carica batterica accumulata dell’alimento). Meglio tirar fuori un euro, no?

Carola Traverso Saibante
luglio 2017

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