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La cannella e il panettone regalano un tratto natalizio a questi deliziosi calici speziati

Il riutilizzo del panettone avanzato è una tradizione italiana consolidata, praticata con creatività nelle famiglie di ogni regione: in Veneto lo si ammolla nel vino, in Lombardia lo si trasforma in budino, in Sicilia compare nelle cassate improvvisate del giorno di Santo Stefano. Questa versione al cucchiaio si inserisce in quella tradizione con un approccio più contemporaneo, che guarda alla struttura del tiramisù, alternanza di bagna, crema e biscotto, ma lo reinterpreta con ingredienti festivi.
Il torrone, che in Italia declina in infinite varianti regionali (il morbido di Cremona, il duro siciliano alle mandorle, quello al cioccolato calabrese), non è solo un elemento decorativo: il suo miele e la sua frutta secca aggiungono complessità aromatica alla crema e una texture che rompe la monotonia della morbidezza.
1 In una terrina rompete le uova, separate gli albumi dai tuorli e montate questi ultimi insieme a 4 cucchiai di zucchero fino a ottenere una crema chiara e spumosa. Aggiungete il mascarpone e un cucchiaino raso di cannella, poi il rum poco alla volta e infine mescolando bene il tutto.
2 In ultimo amalgamate anche gli albumi che avete provveduto a montare a neve fermissima con un pizzico di sale e lo zucchero rimasto.
3 Prendete il panettone e tagliatene una fetta sottilissima: vi serve come decorazione. Tritate grossolanamente tutto il resto.
4 Prendete 4 calici di vetro e distribuite alla base il panettone, poi copritelo con la metà della crema al mascarpone e aggiungete il torrone che avete provveduto a tritare.
5 Terminate con uno strato di panettone e con il resto della crema rimanente.
6 Lasciate riposare i bicchieri in frigorifero per 2 ore: prima del servizio dividete in 4 pezzi la fetta di panettone tenuta da parte, tostatela, poi utilizzatela per decorare insieme agli alchechengi i dolci.
Maggio 2026
Ricetta di Paola Volpari, foto di Luca Colombo
Ha comiciato a lavorare come grafica, ma quando un suo caro amico (Adriano Brusaferri, diventato poi uno dei più famosi fotografi di food), le ha chiesto un po’ per gioco di preparare dei piatti, le è riuscito così bene che ha cominciato a scrivere pure le ricette collaborando con molte aziende e case editrici. Ha anche firmato come food stylist la copertina del primo numero di Sale&Pepe. E dopo 52 anni di lavoro ha deciso di cambiare ancora. È diventata fotografa e si diletta dietro l’obiettivo tra splendidi still life e reportage. @paolavolpari
Ha comiciato a lavorare come grafica, ma quando un suo caro amico (Adriano Brusaferri, diventato poi uno dei più famosi fotografi di food), le ha chiesto un po’ per gioco di preparare dei piatti, le è riuscito così bene che ha cominciato a scrivere pure le ricette collaborando con molte aziende e case editrici. Ha anche firmato come food stylist la copertina del primo numero di Sale&Pepe. E dopo 52 anni di lavoro ha deciso di cambiare ancora. È diventata fotografa e si diletta dietro l’obiettivo tra splendidi still life e reportage. @paolavolpari