Ortinfestival, l’orto contemporaneo a Venaria

Ortinfestival, l'orto contemporaneo a Venaria

Intervista a Chef Kumalé, organizzatore dell’evento e dinamico interprete della cultura gastronomica internazionale

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Ortiinfestival
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Lo scenario è spettacolare: filari verdi  si rincorrono lungo i viali, geometrie erbacee disegnano grandiose immagini caleidoscopiche, spezzate, sul filo dell'orizzonte, dal dolce zampillio delle fontane. Sono i giardini della Reggia di Venaria, antica residenza sabauda valorizzata da un recente fascinoso recupero.

"L'area adibita agli orti botanici era un luogo di sperimentazione", suggerisce l'organizzatore, Chef Kumalé, "dove nell'ambito della politica illuminata dei Savoia, si provavano a coltivare gli ortaggi provenienti dal nuovo mondo: pomodoro, mais e patate".
L'ideazione di Ortinfestival rispetta l'indole di questa sede e dedica l'evento alla attualità e all'orto contemporaneo.

I temi sono tanti: innanzitutto lo sguardo attento al passato. "L'agricoltura intensiva degli ultimi decenni ha sacrificato la biodiversità", prosegue Chef Koumalé, "noi abbiamo invitato produttori che recuperano varietà quasi scomparse, come peperoncini (un produttore ne presenta 100 tipi diversi), erbe aromatiche, mele, susine, amarene…".

Un'altra importante riflessione è destinata agli ortaggi esotici. Se in epoca sabuada si guardava al nuovo mondo, ora la frontiera è l'oriente. "Solo in Lombardia ci sono 371 aziende che coltivano varietà esotiche. Al mercato torinese di Porta Palazzo ci sono ben 6 banchi gestiti da cinesi aderenti alle normative di Coldiretti che propongono specie asiatiche. Le mutate condizioni climatiche e le avanzate tecniche di agricoltura permettono di produrre ortaggi esotici a km zero: daikon, ocra, water spinach, bamboo (un coltivatore ne presenta 32 varietà di cui parecchie commestibili) e la stevia (dolcificante naturale con ottime proprietà)".

E poi ci sono i fiori eduli, le erbe spontanee e le erbe aromatiche (come basilico orientale e hakatai peruviano). Tutto da assaggiare, acquistare e imparare a conoscere, anche grazie alle visite guidate da botanici specializzati. 

"Abbiamo chiamato 13 importanti chef:". continua Chef Kumalé, "a loro abbiamo proposto questo paniere di ingredienti e abbiamo chiesto come lo interpretano. Sono Raffaele Rodriguez, Marcello Trentini, Mariangela Susigan (che coltiva erbe spontanee) e Pietro Leeman che presenta il Primo Festival della cucina vegetariana".

"Ma la cucina è un affare di tutti", continua chef Kumalé, "non bisogna essere chef. Tra gli ospiti ci sono tante brave cuoche, che utilizzano erbe aromatiche. E c'è Alfonsina Trucco, l'ontasettenne campionessa mondiale del pesto".

E poi ancora: design (un'installazione di Michelangelo Pistoletto e i gioielli edibili di Barbara Uderzo), microbirrifici artigianali, apicultori urbani e tanto altro. "Ci sono tantissime start up", conclude Chef Kumalé: "l'agricoltura oggi rappresenta una grande opportunità per un nuovo mestiere. Una possibilità per tanti giovani che cercano un lavoro".

54737Chef Kumalé, (alias Vittorio Castellani), giornalista e “gastronomade” insaziabile (come si definisce) è grande conoscitore della cultura mediterranea e orientale e insegnante di world food. Nella nostra cucina (foto accanto) ha preparato due insolite specialità esotiche (le trovate sul numero di luglio, in edicola il 20 giugno).

Ortinfestival Giardini della Reggia di Venaria Venerdì 30 maggio (16.30-imbrunire); dal 31 maggio al 2 giugno (9.30-imbrunire). Biglietto: 8 euro; ridotto6 euro (attività e iniziative fino ad esaurimento posti); www.ortinfestival.it; tel. +39 011 4992333


Livia Fagetti
20 maggio 2014

 

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