VOTA
Un mix croccante di mazzancolle, carciofi e sedano rapa, passati in pastella preparata anche con farina di ceci e fritti. L'involucro croccante non compromette la consistenza, preservandone anzi il sapore naturale. Scegliete l'olio giusto per friggere e seguite le regole che vi raccontiamo qui per un risultato più che fragrante.
Eccezionale comfort food, la zuppetta di lenticchie rosse e mazzancolle alla paprica è servita in monoporzioni e profumata al timo; più ricercati i ravioli di radicchio di Chioggia, mazzancolle e fasolari, profumati all'arancia.
1 Setacciate le 2 farine in una ciotola, versate il Prosecco freddo e mescolate per ottenere una pastella cremosa piuttosto densa. Se risultasse troppo fluida, aggiungete ancora 1-2 cucchiai di farina 00. Salate, profumate con una macinata di pepe e fate riposare in frigo per un'ora.
2 Pulite i carciofi ricavando da ognuno 4-6 spicchi e mantenendo un pezzo di gambo. Man mano che sono pronti, immergeteli in acqua acidulata con il succo del limone per non farli ossidare. Pulite e tagliate a bastoncini le carote, il sedano rapa e il cavolo rapa. Sgusciate le mazzancolle, mantenendo la parte terminale della coda e privatele del filo nero, incidendo il dorso con un coltellino.
3 Montate gli albumi a neve e incorporateli alla pastella aggiungendo anche 4 cubetti di ghiaccio. Sgocciolate i carciofi e tamponateli bene con carta assorbente. Intingete nella pastella le mazzancolle e tutte le verdure preparate, quindi friggetele, poche per volta, in una padella con abbondante olio caldo. Scolatele man mano che sono pronte con un mestolo forato e disponetele su carta assorbente. Servite il fritto ben caldo all'interno di bicchieri, in cestini monoporzione per il fritto o in coni di carta paglia.
Marzo 2026
Ricetta di Giovanna Ruo Berchera, foto dei piatti di Laura Spinelli
Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera
Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera