I cibi più strani da mangiare ad Expo

I cibi più strani da mangiare ad Expo

Dal pesce palla al caimano, dalle termiti al coccodrillo: Expo è un’occasione irripetibile per gustare cibi altrimenti banditi in Italia

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Sale&Pepe

Mancano pochi, pochissimi giorni ad Expo ed ecco che si iniziano a mettere in agenda mete, tappe e appuntamenti da non perdere. Tra i possibili itinerari riservati ai palati più avventurosi c'è quello degli alimenti finora proibiti in Italia: dal filetto di pesce palla ai cioccolatini di grilli, dalla bistecca di coccodrillo al vino di serpente, questi cibi normalmente non possono essere consumati da noi, ma per l'occasione hanno ottenuto (o stanno per ottenere) una speciale deroga valida solo all'interno dell'area espositiva.

Il trasporto di questi cibi è blindato con imballi piombati, che vengono aperti solo nei capannoni autorizzati sotto l'occhio di tecnici ministeriali e della Asl, mentre tutto il cibo che avanza dovrà essere incenerito. Restano banditi, anche all'Expo, carne di cane e specie protette come i datteri di mare.

Gourmet sofisticati e arditi potranno sperimentare il fugu, massima prelibatezza della tradizione nipponica, nel padiglione del Giappone e bypassare le 12 ore di volo altrimenti necessarie per gustare il preziosissimo sashimi preparato con il filetto di pesce palla crudo. Che richiede una maniacale e delicatissima pulizia per eliminare il pericoloso veleno del pesce.

Chi non è mai stato in Asia o Africa potrà gustare una bistecca di coccodrillo al padiglione dello Zimbabwe (la deroga sta per essere concessa), magari accompagnata da un calice di vino di serpente (che si produce sia in Cina che in Vietman mettendo il corpo del rettile in un infuso con alcol) o da una vodka allo scorpione

A farla da padrone tra i cibi insoliti saranno naturalmente gli insetti: dirigetevi verso il padiglione della Thailandia se volete provare larve giganti, termiti disidratate o cavallette. E per chiudere con una nota dolce chiedete un cartoccio di scorpioni ricoperti di cioccolato oppure passate dalla sede di Cina e Vietnam e concedetevi un cioccolatino di grilli e larve.

“Una corretta alimentazione non può prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale nei paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “A questo principio non possono sfuggire neanche bruchi, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che, anche se iperproteici, sono però molto lontani dalla realtà culinaria nazionale”.

Enza Dalessandri
23 aprile 2015

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