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Pandoro farcito al mascarpone e mostarda vicentina

Un alberello creativo con il pandoro pronto riccamente addobbatelo. Per sorprendere la tavola delle feste.

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La mostarda di Vicenza è una preparazione spalmabile, che vanta origini seicentesche, o forse anche anteriori, se fosse confermata la tesi che la vede nascere in Francia e solo dopo diffondersi in Veneto attraverso la Pianura Padana.

La ricetta originale

È a base di mele cotogne cotte in acqua, vino e zucchero, passate al setaccio e poi profumate con la senape, anche se in quantità inferiore rispetto a un tempo. La mostarda vicentina rimane il fine pasto preferito insieme al mascarpone sui baicoli, i sobri biscotti veneziani.

Il trucco

Se non usate l'essenza di senape, frullate 1 cucchiaio colmo di semi di senape gialla, diluite la farina ottenuta in mezzo bicchiere di vino bianco dolce e unite la miscela alla frutta subito dopo averla passata.

Ingredienti

Come si prepara il pandoro farcito al mascarpone e mostarda vicentina

1 Sbucciate cotogne, renette e pere, tagliatele a cubetti e mettetele in una pentola. Unite la polpa dei limoni pelati a vivo e spezzettati, il vino e 1/2 bicchiere di acqua; cuocete per 20 di minuti a fuoco moderato. Passate tutto al passaverdura, quindi mettete la purea di nuovo nella pentola con metà della frutta candita, lo zucchero e due bei pizzichi di sale; cuocete finché il composto avrà la consistenza di una confettura.

2 Spegnete e dopo alcuni minuti aggiungete l'essenza di senape: state lontani dalla pentola per evitare di irritare gli occhi con l'esalazione. Mettete il coperchio e lasciate raffreddare.

3 Montate la panna con le fruste elettriche e poi unitela al mascarpone con una frusta a mano.

4 Tagliate il pandoro in fette orizzontali di 2 cm di spessore. Spalmatele con la crema al mascarpone, aggiungete su ognuna un po' di mostarda e ricomponete il pandoro sfalsando le fette in modo da ottenere un effetto "albero di Natale"; decoratene le punte con i canditi rimasti.

Dicembre 2025
ricette di Giovanna Ruo Berchera, foto di Laura Spinelli

Giovanna Ruo Berchera
Giovanna Ruo Berchera

Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera

Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera

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