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Accompagnate la portata principale della vostra cena in stile coreano con i banchan, i tradizionali piattini con varie preparazioni, fatti per essere condivisi durante il pasto

I banchan sono i contorni tradizionali coreani, serviti in piccoli piattini, a base di preparazioni varie e saporite; si preparano per accompagnare le portate principali e si condividono con gli altri commensali. I piattini sono portati in tavola insieme alla portata principale, costituita solitamente da riso, semplice o con i piselli (come vi proponiamo qui). Più il pranzo è elegante e formale, più saranno numerosi i tipi di piattini serviti.
Ognuno dei banchan che vi proponiamo è cucinato con la tecnica di cottura jorim, che prevede la brasatura, o lo stufamento a fuoco lento, degli ingredienti in un liquido ristretto, solitamente a base di salsa di soia, peperoncino, aglio e sciroppo di riso (o zucchero). Come portata principale, potete preparare anche un gustoso bibimpab, un piatto completo a base di riso, con verdure saltate e carne marinata, molto amato in Corea.
Un altro accompagnamento tipico, che non può mai mancare sulla tavola dei coreani, è il kimchi. Si tratta di una preparazione tradizionale a base di verdure fermentate e speziate. La versione più classica e conosciuta si prepara con il cavolo cinese, ma ne esistono tantissime varianti a base di ravanelli, cetrioli o cipollotti. Per saperne di più e per prepararlo in casa leggete qui.

1 
Preparate la salsa: sbucciate 1 spicchio d'aglio e tritatelo finemente. Riunitelo in una ciotolina con 3 cucchiai di salsa di soia, 1/2 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di cipollotto tritato e mescolate bene. Poi, sbucciate le patate e tagliatele a dadini. Sbucciate e affettate la 100 g di cipolla. Scaldate una padella o un wok e unite 1 o 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, aggiungete le patate, la cipolla e cuocete per qualche minuto, quindi versate la salsa preparata, coprite e proseguite la cottura per altri 6-7 minuti. Mondate i peperoncini e tagliateli a rondelle, aggiungeteli alle patate in cottura, coprite nuovamente e continuate a cuocere ancora per 5 minuti, aggiungete l'olio, una manciatina di semi di sesamo e servite.

2 
Fate la salsa. Sbucciate 50 g di cipolla e affettatela. Riunite in una ciotola 100 ml di salsa di soia, 50 ml di mirin, 1/2 cucchiaio di zucchero di canna e mescolate. Mettete le uova in una pentola d'acqua e fatele rassodare lasciandole cuocere per 9-10 minuti dal momento dell'ebollizione. Scolatele e raffreddatele subito in acqua e ghiaccio, poi sgusciatele e immergetele nella salsa preparata. Coprite e mettete in frigorifero da 4 ore a 2 giorni (in base al gusto più o meno intenso che volete ottenere), rigirando ogni tanto le uova. Al momento di servire, scolate le uova tenendo da parte la marinata, tagliatele a metà, guarnitele con il peperoncino jalapeño a fettine, una manciatina di sesamo e qualche cucchiaio della marinata.

3 
Sbucciate la radice di loto con un pelapatate e affettatela, quindi sciacquate le fette ripetutamente sotto l'acqua corrente. Mettete in una casseruola con una tazza d'acqua scarsa e fate bollire per 10 minuti.
Aggiungete 3 cucchiai di salsa di soia, 1 cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di mirin (vino di riso) e continuate la cottura finché il liquido sarà quasi completamente evaporato. Spegnete, versate sulle fette di radice di loto 1 cucchiaio di sciroppo d'agave e 1 cucchiaino di olio di sesamo e mescolate bene.

4 
Raccogliete il riso in una ciotola e sciacquatelo ripetutamente con l'acqua corrente finché quest'ultima resterà perfettamente limpida. Mettetelo in una ciotola coperto di altra acqua fresca e lasciatelo riposare per 30 minuti. Scolatelo molto bene, mettetelo in una casseruola con 590 ml d'acqua, coprite e portate a bollore a fiamma viva.
Abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per 15 minuti. Infine unite i piselli e cuocete, sempre con coperchio, per altri 7 minuti. Servite subito con i tre jorim preparati.
Luglio 2026
Ricette di Alessandra Avallone, foto di Francesca Moscheni
Studiava ancora Agraria all’università quando ha iniziato scrivere ricette per i giornali. Poi è venuto il catering, la scuola di cucina, i libri e la sua attività di food stylist (lavora con Sale&Pepe fin dal primo numero). Manipolare gli ingredienti e creare la fa stare bene. Trovate traccia delle sue numerose passioni nel profilo IG
Studiava ancora Agraria all’università quando ha iniziato scrivere ricette per i giornali. Poi è venuto il catering, la scuola di cucina, i libri e la sua attività di food stylist (lavora con Sale&Pepe fin dal primo numero). Manipolare gli ingredienti e creare la fa stare bene. Trovate traccia delle sue numerose passioni nel profilo IG