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Zuppa di lenticchie e castagne arrostite

Irresistibile comfort food autunnale, è insaporito con guanciale ed erbe aromatiche

Calda, genuina e ricca di profumi, la zuppa di lenticchie e castagne è un piatto rustico che celebra i sapori della stagione fredda e scalda le giornate autunnali. Le lenticchie si sposano con la dolcezza delle castagne, mentre guanciale, verdure ed erbe aromatiche affinano il carattere di questo primo piatto al cucchiaio. Gli ingredienti cuociono nel brodo vegetale fino a ottenere una consistenza morbida e vellutata.

Posso usare altri tipi di legumi?

Perfetti per questa zuppa anche ceci, fave e fagioli all'occhio preferibilmente secchi, da ammollare e lessare con un paio di foglie di alloro e uno spicchio di aglio. Se invece preferite usare legumi in scatola, scolateli, sciacquateli, versateli nel brodo e procedete come indicato.

Ingredienti

Come preparare la zuppa di lenticchie

1 Incidete la buccia delle castagne e fatele arrostire nell'apposita padella bucata per caldarroste, a fuoco medio, per 15-20 minuti, muovendole spesso. Sbucciateli ancora calde e spezzettatene i 2/3. Tritate salvia, rosmarino, timo e pestate un pizzico di semi di finocchio.

2 Mondate 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 carota e riduceteli a cubettini. Metteteli in una casseruola con un filo d'olio, il guanciale sminuzzato e lasciateli appassire per 3-4 minuti, poi unite tutte le castagne, il trito di erbe, i semi di finocchio e proseguite la cottura per 2 minuti, saltando il tutto.

3 Versate in una pentola 700 ml di brodo vegetale freddo e cuocetevi le lenticchie per circa 20 minuti dall'ebollizione, poi unite le castagne, la salsa di pomodoro e, se necessario, altro brodo, salate, pepate e cuocete finché le lenticchie saranno tenere e le castagne morbide, ma ancora consistenti. Fate riposare la zuppa per 10 minuti prima di servire.

Ricetta di Giovanna Ruo Berchera, foto di Laura Spinelli

Giovanna Ruo Berchera
Giovanna Ruo Berchera

Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera

Esperta di cucina storica regionale e giornalista del settore food, insegna anche tecniche culinarie ed è specializzata in tradizioni gastronomiche del Piemonte, dove è nata. A cominciare dalla merenda sinòira, il ghiotto spuntino consumato direttamente nei campi dai contadini e in genere di tutto quanto era considerato “povero ma buono” e al giorno d’oggi diventa prezioso e goloso, perché naturale, patrimonio culturale alimentare che traduce in corsi e ricette golose, anche per chi è a dieta. @ruoberchera

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