Cocktail alcolico dal gusto indimenticabile, perfetto da abbinare a sfiziosi bignè

Per raccontare la storia del Bloody Mary, tanto semplice quanto strepitoso, una ipotesi vuole che il suo nome sia ispirato alla regina Maria I Tudor, detta “la Sanguinaria” per la ferocia delle sue persecuzioni contro i protestanti d'Inghilterra. Altra ipotesi, invece, collega il nome Bloody Mary a una leggenda che ha per protagonista una ragazza di nome Mary, appunto. Questa e altre leggende hanno in comune il perché del colore rosso che caratterizza la ricetta del cocktail. “Bloody”, in inglese, significa proprio “insanguinato”, ma anche “maledetto”. Qui trovate tante varianti e qui la versione con lo champagne, il bloody orange mimosa. Provate anche i nostri cocktail al pomodoro.
L'origine del cocktail, così come la storia del suo nome, è molto controversa. Il primo riferimento risale al 1939. Con tutta probabilità è stato creato da George Jessel, un celebre attore di quegli anni. La sua ricetta, in origine, era molto semplice e prevedeva un mix composto per metà da succo di pomodoro e per l'altra metà da vodka. Successivamente, il francese Marcel Petiot aggiunse a questa base varie spezie e sale, succo di limone e ghiaccio.
1 Per realizzarlo, versate in un apposito shaker un decimo di succo di limone, un decimo di vodka, 6 decimi di succo di pomodoro, 2 spruzzi di tabasco e 2 di salsa Worcester.
2 Poi aggiungete un po' di sale e anche di pepe.
3 Unite dei cubetti di ghiaccio, shakerate il tutto e poi versate nei bicchieri di ciascuno.
Giugno 2026
Ricetta di Alessandra Avallone, foto di Giandomenico Frassi
Studiava ancora Agraria all’università quando ha iniziato scrivere ricette per i giornali. Poi è venuto il catering, la scuola di cucina, i libri e la sua attività di food stylist (lavora con Sale&Pepe fin dal primo numero). Manipolare gli ingredienti e creare la fa stare bene. Trovate traccia delle sue numerose passioni nel profilo IG
Studiava ancora Agraria all’università quando ha iniziato scrivere ricette per i giornali. Poi è venuto il catering, la scuola di cucina, i libri e la sua attività di food stylist (lavora con Sale&Pepe fin dal primo numero). Manipolare gli ingredienti e creare la fa stare bene. Trovate traccia delle sue numerose passioni nel profilo IG