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Una variante della ricetta preparata con gli omonimi molluschi. Qui rivisitata con scarola e acciughe

Per tradizione quando si parla di calamarata si intende un primo piatto di tradizione partenopea, preparato con anelli di calamari e con un formato di pasta che ricorda la forma dei molluschi da cui prende il nome. Se non trovate i calamari potete acquistare i totani, molluschi simili per aspetto e consistenza ma meno saporiti e pregiati, quindi più economici. Come i calamari si trovano in commercio freschi o, spesso, decongelati (deve essere indicato sul banco vendita).
Sono diverse le varianti sfiziosi per condire questo speciale formato di pasta: la calamarata con pomodorini è condita con pesto di rucola, la calamarata piccante è a base di tonno fresco, lime e olio all'aglio, la calamarata con puntarelle è completata con la bottarga e la calamarata con zucchine caramellate è guarnita con basilico fritto.
1 Lavate la scarola e spezzettatela. Tagliate le olive a metà nel senso della lunghezza. Sbucciate gli spicchi d'aglio. Private il peperoncino dei semi e tritatelo grossolanamente.
2 Scaldate un po' d'olio con l'aglio sbucciato in un'ampia padella e stemperatevi i filetti di acciuga con un cucchiaio di legno. Eliminate l'aglio, unite la scarola, mescolate e cuocete coperto per 5 minuti (o finché la scarola sarà morbida). Aggiungete le olive, i capperi e il peperoncino, regolate di sale, mescolate e proseguite la cottura per 2 minuti.
3 Lessate la pasta in abbondante acqua bollente salata. Scolatela al dente tenendo da parte un po' di acqua di cottura e saltatela in padella con il sugo mantecando con un po' d'acqua. Servite e guarnite con foglioline di prezzemolo.
Febbraio 2026
Foto di felice Scoccimarro