In cucina, un Natale anticrisi

In cucina, un Natale anticrisi

Quest’anno, durante le feste, gli italiani spenderanno di più per per il cibo che per i regali, l’abbigliamento e i viaggi. Una buona notizia per il settore agroalimentare, che vede così messi al sicuro trentamila posti di lavoro

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Family together for Christmas dinner
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Saranno feste natalizie da 4,1 miliardi di euro: è questa la cifra complessiva che, secondo uno studio Coldiretti/Ixè, gli italiani spenderanno tra Natale e l’Epifania. Ma la novità non sta tanto nel budget delle festività quanto nel fatto che, per la prima volta dall’inizio della crisi, la spesa per il cibo supererà quella per i regali e lo farà di gran lunga: il 35% per i prodotti agroalimentari e solo il 25% per regali di vario genere; seguono l’abbigliamento con il 16%, il divertimento con il 14% e i viaggi con il 10%.

Un cambiamento anticrisi decisamente brusco, se si pensa che solo l’anno scorso i regali avevano assorbito il 40% del budget e la cucina il 25%. “Si assiste” secondo Coldiretti “a una fortissima attrazione verso la riscoperta del legame con i prodotti del territorio. Secondo l’indagine il 69% degli italiani responsabili della preparazione dei pasti porterà in tavola prodotti Made in Italy, il 27% addirittura locali o a chilometro zero e il 10% prodotti biologici; mentre un 17% guarderà alle offerte e al basso prezzo”.

Una scelta che si riflette in modo positivo sull’economia e sull’occupazione di casa nostra: la scelta di un menu italiano per i pranzi e i cenoni delle feste, ma anche quella per il regalo enogastronomico Made in Italy, secondo la ricerca Coldiretti/Ixè salva dalla crisi circa 30.000 posti di lavoro, condizionando addirittura l’esistenza di interi comparti, dal pandoro al panettone, dai cotechini alle lenticchie, dalle stelle di Natale fino, in parte, agli spumanti.

La tendenza all’acquisto di prodotti per la cucina, secondo la ricerca, è così diffusa che il 39% degli italiani acquisterà quest’anno prodotti confezionati nei tradizionali cesti in cui sono supergettonati: lo spumante (66%), i dolci (62%), la frutta secca (57%), i salumi (55%), le lenticchie (51%) e l’olio extravergine (48%) che quest’anno è una vera rarità considerata l’annata particolarmente difficile.

Così, nel 2014, gli italiani trascorreranno ai fornelli più tempo rispetto al recente passato per la preparazione del pranzo di Natale: in media 3,5 ore, con uno storico ritorno del fai da te casalingo che non si registrava dal dopoguerra. E questo spiega perché, per il 2014, l’enogastronomia è vincente in tutte le forme, dall’acquisto dei prodotti a quello degli attrezzi, fino ai libri di ricette, più che raddoppiati nel giro di sei anni. In aumento anche il consumo di spumante italiano, che quest’anno sarà privilegiato dall’89% degli italiani. E le benauguranti lenticchie, che salgono 72% dello scorso anno al 78%: ma in tempi di crisi non potrebbe andare diversamente.

Alessandro Gnocchi
19 dicembre 2014

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