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L’hummus ha quattro ingredienti, ma al Cairo nel 300 lo servivano con una ventina di ingredienti!
Di tradizione mediorientale, l'hummus si prepara con soli quattro ingredienti, come ci spiega Nicoletta Atzeni, che ama la tavola, ma soprattutto le storie che raccontano attraverso ricette e ingredienti tradizioni, abitudini e identità di popoli e culture, come potete scoprire anche nella rubrica Assaggi & Culture. Nel video ci racconta l'evoluzione di questo piatto tradizionale, qui preparato con ceci secchi, limone, cumino, tahina e aglio, che nel Trecento, al Cairo, era servito con più di venti ingredienti. Qui come cucinare i ceci.
Tra le alternative alla ricetta classica, l'hummus verde di fave, preparato con aglio arrostito e kale, è perfetto come aperitivo o per accompagnare un pinzimonio di verdure. L'hummus al kimchi, colorato e piccante, è ideale per farcire il portobello burger con coleslaw fermentata.
1 Lasciate i ceci in ammollo per 1 notte o almeno per 8 ore in acqua a temperatura ambiente. Basterà lasciare due dita d’acqua sopra il livello dei ceci che la assorbiranno un poco. In questa fase non aggiungete ulteriore acqua, vi servirà dopo per la cottura dei ceci stessi.
2 Passato il tempo necessario o in una pentola o nella pentola a pressione, cuocete i ceci nella loro stessa acqua fino a che non arriveranno a sfaldarsi (2 ore per una cottura a fuoco medio in pentola normale, 30 minuti in pentola a pressione).
3 Una volta cotti recuperate ceci e l’acqua rimanente e potete o utilizzare un pestello per poi amalgamare tutto il resto degli ingredienti, oppure utilizzare un robot da cucina.
4 Mentre mixate, aggiungete tutti gli ingredienti. Raggiunta la consistenza che più vi piace, passate all’impiattamento.
5 In un piatto fondo, aggiungete l’hummus e guarnite con ceci cotti al centro, sumac sui bordi e abbondante olio d’oliva.
Aprile 2026
Ricetta, foto e video di Nicoletta Atzeni
Nicoletta Atzeni, per tutti Niky, dopo una laurea in comunicazione, ha lavorato per anni come documentarista e, durante i suoi viaggi, ha scoperto che l’identità di un luogo alloggia in cucina. Gli ingredienti, i gesti, le ricette custodiscono tracce di storia, geografia, economia e relazioni sociali. La cucina racconta chi siamo e come cambiamo, spesso in silenzio, da una generazione all’altra. Grand parte di questa ispirazione arriva dal Marocco, sua terra adottiva, dove ha sposato l’amore della sua vita. Ama i momenti lenti, le tavole dove si condivide senza fretta, per conoscersi, unirsi e volersi bene.
Nicoletta Atzeni, per tutti Niky, dopo una laurea in comunicazione, ha lavorato per anni come documentarista e, durante i suoi viaggi, ha scoperto che l’identità di un luogo alloggia in cucina. Gli ingredienti, i gesti, le ricette custodiscono tracce di storia, geografia, economia e relazioni sociali. La cucina racconta chi siamo e come cambiamo, spesso in silenzio, da una generazione all’altra. Grand parte di questa ispirazione arriva dal Marocco, sua terra adottiva, dove ha sposato l’amore della sua vita. Ama i momenti lenti, le tavole dove si condivide senza fretta, per conoscersi, unirsi e volersi bene.