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Coniglio alla ligure: la ricetta della tradizione

Un secondo di carne di tradizione ligure, preparato con vino rosso e olive Taggiasche

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Ecco una ricetta della tradizione ligure, preparata con coniglio, aromi, vino rosso, pinoli e le olive Taggiasche, una varietà di olive tipica di questa regione, usata per molteplici ricette, che la Fattoria dei Sapori lavora con la stessa cura di un tempo per offrire al consumatore un prodotto di eccellenza. Un secondo gustoso pronto in poco più di un'ora.

Le varianti con il coniglio

Noi di Sale&Pepe vi consigliamo di provare il coniglio anche così: coniglio all'ischitana, ricetta campana dai sapori mediterranei, con erbe aromatiche fresche e pomodorini. Vi suggeriamo anche la versione del coniglio arrosto con salsa di vino alla salvia e il goloso coniglio fritto alle erbe aromatiche.

 

Ingredienti

Come preparare il coniglio alla ligure

1 Tagliate il coniglio in una decina di pezzi. Scaldate una padella con olio, aglio e cipolla tritati e lasciate insaporire a fuoco dolce finché il soffritto prende colore.

2 Nella stessa padella adagiate i pezzi di coniglio e rosolateli a fiamma media per 5-6 minuti per lato, finché diventano dorati. Nel frattempo tritate gli aghi di rosmarino e aggiungeteli assieme al timo direttamente sulla carne. Sfumate poi con il vino rosso, aspettando che l’alcol evapori.

3 Unite ora le olive taggiasche Fattoria dei Sapori.

4 Aggiungete i pinoli e versate un mestolo di brodo di carne caldo. Coprite con il coperchio e cuocete a fuoco dolce per circa un’ora, finché la carne diventa tenera. Girate i pezzi di tanto in tanto, salate a metà cottura e aggiungete altro brodo se serve.

5 Quando il coniglio è morbido e il fondo di cottura si è ristretto, servitelo.

 

Abbiamo realizzato questa ricetta con le olive Taggiasche Fattoria dei Sapori

Febbraio 2026
Ricetta, foto e video di Nicoletta Atzeni

Nicoletta Atzeni
Nicoletta Atzeni

Nicoletta Atzeni, per tutti Niky, dopo una laurea in comunicazione, ha lavorato per anni come documentarista e, durante i suoi viaggi, ha scoperto che l’identità di un luogo alloggia in cucina. Gli ingredienti, i gesti, le ricette custodiscono tracce di storia, geografia, economia e relazioni sociali. La cucina racconta chi siamo e come cambiamo, spesso in silenzio, da una generazione all’altra. Grand parte di questa ispirazione arriva dal Marocco, sua terra adottiva, dove ha sposato l’amore della sua vita. Ama i momenti lenti, le tavole dove si condivide senza fretta, per conoscersi, unirsi e volersi bene.

Nicoletta Atzeni, per tutti Niky, dopo una laurea in comunicazione, ha lavorato per anni come documentarista e, durante i suoi viaggi, ha scoperto che l’identità di un luogo alloggia in cucina. Gli ingredienti, i gesti, le ricette custodiscono tracce di storia, geografia, economia e relazioni sociali. La cucina racconta chi siamo e come cambiamo, spesso in silenzio, da una generazione all’altra. Grand parte di questa ispirazione arriva dal Marocco, sua terra adottiva, dove ha sposato l’amore della sua vita. Ama i momenti lenti, le tavole dove si condivide senza fretta, per conoscersi, unirsi e volersi bene.

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