Fuori Expo: tante bontà italiane da gustare in città

Fuori Expo: tante bontà italiane da gustare in città

Dalle specialità lodigiane ai prodotti della dispensa marchigiana, passando per casciotte e prodotti tipici abruzzesi, fino alla lucanica di Picerno, il Fuori Expo è un’occasione unica per degustare specialità italiane

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C'è tutto un mondo di specialità italiane che popolano le location del Fuori Expo di Milano. Un'occasione unica per degustare, acquistare, curiosare ed entrare a contatto con la tradizione enogastronomica delle nostre regioni. Ecco alcune suggestioni per chi è in zona questa estate.

Casa Lodi tra le eccellenze del territorio - In via Cappellari a Milano, a pochi passi dal Duomo, ha da poco aperto Casa Lodi, per raccontare le eccellenze alimentari del territorio lodigiano. È un negozio-ristorante, dove degustare ma anche acquistare il frutto del lavoro e dell'eccellenza della provincia, a partire dal vino delle colline lodigiane, per passare poi al riso di cascina, alla nota sfoglia di formaggio Raspadüra, che si dice fosse molto amata da Papa Woitila, al Tipico Lodigiano (della famiglia dei Grana), al Pannerone (un altro formaggio da provare nel risotto e non solo). Vi si può pranzare, oppure solo degustare, o ancora acquistare prodotti unici della tradizione.

Abruzzo, terra di cuochi – Olio, vini, miele, insaccati e formaggi: la terra abruzzese è ricca di prodotti tipici unici tutti da assaggiare, ma gode anche di un enorme bacino marino che offre specialità ittiche alle cucine della zona, da Pescara in poi. In questa regione la tradizione enogastronomica è secolare e dalle mani delle donne nelle cucine di famiglia si è spostata anche nelle cucine dei grandi chef. Che a Milano, nel corso del Fuori Expo, si sono già resi protagonisti con serate uniche alla scoperta dei gioielli più nascosti del territorio. Per chi vuole andare a degustare o acquistare i prodotti tipici, ma anche ad ammirare mostre fotografiche ed eventi di ogni tipo legati a questo territorio, è d'obbligo una visita a Casa Abruzzo in via Fiorichiari a Brera, dove di volta in volta la tradizione si presenta attraverso percorsi di acquisto e ovviamente gustosissimi assaggi.

La dispensa marchigiana - A San Giuliano Milanese, l'Antica Osteria La Rampina è un bellissimo locale cinquecentesco dove a pranzo e a cena fino alla fine dell'Expo è possibile gustare il menu degustazione Marche, che varia a seconda delle stagioni, al costo di 45 euro vini inclusi. I prodotti si possono anche acquistare direttamente dalla Dispensa marchigiana e variano dai dolci ai vini, salumi e formaggi, farine e confetture. Da provare, per via della difficoltà nel reperirle altrove in città, il lonzino di fico e la cicerchia di Serra de’ Conti, entrambe presidi Slow Food, mentre il viaggio vale un bicchiere di visciolata (a base di visciole e uve montepulciano). Per chi cena al ristorante, ecco uno dei piatti tipici marchigiani più amati: i raviolini con purea di ceci, erbe di campo e salsa al tartufo di Acqualagna (comune in provincia di Pesaro e Urbino).

C'è caciotta e... casciotta - Nel corso del Fuori Expo si può degustare, accompagnata magari dal miele o in una delle sue ricette più amate, la Casciotta di Urbino DOP, formaggio tutelato dall'omonimo consorzio (Consorzio Tutela Casciotta d’Urbino DOP), il primo formaggio DOP delle Marche, lavorato tradizionalmente e prodotto simbolo dell’area di Pesaro e Urbino. Attenzione, di casciotta ce ne è una sola: mentre la caciotta è un nome generico che indica un formaggio comune e diffuso nel centro Italia, prodotto da latte di ogni tipo, la casciotta ha un suo disciplinare che lo descrive come un "formaggio grasso a pasta semicotta, ottenuto con latte di pecora intero". Il sapore è dolce e pieno, la crosta sottile e paglierina. Come assaggiarla? Semplice, in un piatto con altri formaggi e salumi, magari con pane rustico, oppure ad accompagnare una fetta di polenta abbrustolita.

La lucanica della Basilicata – Ancora un piccolo consiglio per una degustazione davvero unica nel corso del Fuori Expo: la Regione Basilicata ha portato a Milano la Lucanica di Picerno (si può degustare al bar Feltrinelli di via Marghera), una salsiccia a forma di ferro di cavallo già decantata da Cicerone e ora in attesa di riconoscimento IGP. Si prepara come la tradizione vuole da secoli e secoli: dolce o piccante, non raggiunge mai il 30 per cento di grasso suino al suo interno.

Eva Perasso
17 luglio 2015

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