Expo 2015: 10 ristoranti da non perdere

Expo 2015: 10 ristoranti da non perdere

Per un pranzo o una cena seduti, dove andare e perché per sperimentare cucine vicine e lontane, serviti e coccolati

Pinterest
stampa
sala ristorante identità expo
Sale&Pepe

Andare al ristorante a Expo? Perché no! L'Esposizione Universale ha tanti livelli di lettura diversi e quello gastronomico è sicuramente il più interessante.
Così, oltre a scoprire le peculiarità di paesi lontani (per sapere quali sono i 10 padiglioni imperdibili, clicca qui) e curiosare fra baretti, take away, street food e specialità esotiche da asporto (per la cucina low cost, clicca qui), ci si può anche sedere a un tavolo, aprire un menu e scegliere fra mille prelibatezze, consigliati da maître e camerieri, provando il meglio della gastronomia mondiale nei ristoranti di alta gamma fiore all'occhiello dei padiglioni.
Ecco quelli che abbiamo scelto per voi: 5 (idealmente) lontani e 5 vicini. Con una raccomandazione: spesso, i posti sono limitati perciò, fatta la vostra scelta, prenotate il tavolo appena arrivate in Expo.

SAPORI ESOTICI
Se andate in cerca di cucine mai assaggiate prima, magari con tradizioni millenarie alle spalle, oppure con influenze e commistioni fusion, la scelta obbligata sono i ristoranti dei padiglioni dei Paesi, geograficamente e culturalmente, più lontani da noi.

Minokichi
Padiglione Giappone

Ufficialmente il più caro di Expo (i 4 menu degustazione vanno da 80 a 220 euro), a detta di chi ci è stato vale assolutamente il costo. L'originale Minokichi si trova a Kyoto e può vantare trecento anni di storia (è stato aperto nel 1716). La cucina è quella Kaiseki, una "formula" che riunisce, nello stesso pasto, tante piccole portate raffinate di pesce, verdure, funghi, carne, riso, erbe, aromi, create con ingredienti selezionati e presentate con la cura impareggiabile dei cuochi del Sol Levante.
Da provare perché: gli chef cucinano davanti ai vostri occhi, in Italia non troverete mai nulla di simile e a Kyoto, al netto del viaggio, vi costerebbe molto di più.

104613Ristorante Canela Gourmet
Padiglione Angola
È il regno della chef Elsa Viana che, nata nel paese africano e cresciuta in Portogallo, ha viaggiato in lungo e in largo dall'Europa all'Oriente, studiando alta cucina a Parigi e specializzandosi da Londra a Sidney, da Bombay a Singapore. Ambasciatrice della cucina angolana, cura personalmente le erbe coltivate sulla terrazza del padiglione, su cui si affaccia il ristorante, e le usa a piene mani nella sua cucina "meticcia" che mescola prodotti tipici, ingredienti di stagione, aromi mediterranei e spezie esotiche. Da provare il Ciupin, la zuppa di pesce all'angolana (25 euro, minimo per 2 persone), gli antipasti (a partire da 12 euro) con conchiglie, crostacei, frutta tropicale e i dessert, dove la cannella che da il nome al locale profuma il tortino di riso dolce (8 euro). Primi piatti a partire da 10 euro, secondi e piatti unici da 14 euro.
Da provare perché:
se a fine cena riuscite a fare due chiacchiere con Elsa (poliglotta, ha lavorato a lungo anche come traduttrice) conoscerete una donna, prima ancora che una chef, ricca di umanità, entusiasmo, storie e ricette da raccontare.

104615Diwaniyah
Padiglione Kuwait
In un'area lounge di 128 mq, curata dall'architetto Italo Rota, circondata da vegetazione e allestita con eleganza, si possono assaggiare il Maghbus, piatto unico con carne, crostacei o verdure, riso e 7 spezie (a partire da 20 euro) ma anche tante altre specialità della tradizione araba e mediorientale con abbondanza di legumi, verdure e aromi, dal curry al coriandolo, dallo zafferano al cardamomo. Fra i dessert (a 10 euro) spopolano miele, cannella, frutta secca e acqua di rose, che profuma i Kataifi (fagottini ripieni).
Da provare perché: dopo essersi inebriati, nel percorso espositivo, annusando le fragranze del suk, è bello ritrovarsele nel piatto e scoprirne i gusti intensi, dolci o piccanti.

104617Natural
Padiglione Uruguay
Carne, carne, fortissimamente carne. Se anche fra gli antipasti (da 9 a 15 euro) troverete empanadas, formaggio fuso, insalate con salsa Chimichurri di erbe (origano, prezzemolo, alloro) e peperoncino, sarà la griglia a vista, dove arde un fuoco di legna (simbolo del padiglione), che attrarrà fatalmente la vostra attenzione. Sulla "parilla" sfrigola l'ottima carne di manzo uruguayana, succulenta e tenera: entrecôte senz'osso, medaglioni di filetto, bistecche di fiocco sono accompagnati da patate alla brace, burro e salsa Criolla di cipolla e peperoni (da 25 a 36 euro).
Da provare perché: quella uruguayana è stata eletta come la migliore esperienza che un carnivoro possa fare a Expo, e i profumi sprigionati dalla griglia sono un invito difficile da ignorare.

104619Dastarkhan
Padiglione Kazakhstan
Quella kazaka è una cucina nomade: ha preso le spezie dalla Via della Seta che attraversava il Paese; la carne e il latte sono stati, sin dalla notte dei tempi, di cammelli e, soprattutto, cavalli qui allevati già 5.000 anni fa; il formaggio si conservava (e così si fa ancora oggi) con grandi quantità di sale. La tavola tradizionale è un insieme di tante portate, con piatti unici accompagnati da riso. Tra ravioli fritti e tortini di carne, insalate e bistecche di cavallo alla griglia, anche il caviale (90 euro la degustazione da 28 grammi) ricavato dagli allevamenti sostenibili di storioni. Il prezzo medio è di circa 40 euro. 
Da provare perché: è una cucina di frontiera, a metà strada fra Oriente e Occidente, con paste e gnocchi fatti in casa, cotture lente, dolci al miele, erbe selvatiche, servita in un locale colorato, con bellissimi tappeti e piastrelle decorate.

CARA VECCHIA EUROPA
Non tutti sono attratti dai gusti esotici e dalle mescolanze etniche. Chi è in cerca di una cucina più "rassicurante", ma comunque di ottima qualità, può orientarsi sui ristoranti europei, dove scoprire comunque piatti originali e abbinamenti inediti.

104621Cafè des Chefs
Padiglione Francia
In sala o in terrazza, il ristorante dei "cugini" d'Oltralpe accoglie gli ospiti in un ambiente dal design minimal e chic. Accanto alle tradizionali specialità di brasserie (come foie gras, zuppa di pesce con salsa rouille, anatra confit all'arancia, quiche con ratatouille, selezione di formaggi, mousse al cioccolato Caraïbes de Valrhona), si gustano i menu firmati dagli chef insigniti del Bocuse d'Or (o d'argent), il più prestigioso premio gastronomico francese. I prossimi in calendario sono i sapori d'oltremare con suggestioni creole di Fabrice Desvignes (7-20 agosto) e l'omaggio alla tradizione parigina di Yannick Alléno (4-17 settembre). Il menu degustazione firmato dallo chef Bocuse d'Or costa 37 euro (bevande escluse).
Da provare perché:
la gastronomia francese è sempre sinonimo di grande eleganza e l'atmosfera è rilassata e piacevole, come in un elegante bistrot.

La Baita del Cacciatore
Padiglione Repubblica Ceca

La parola d'ordine è selvaggina: capriolo con salsa di bacche di rosa canina accompagnata da gnocchi boemi al pan di zenzero, cotoletta di fagiano con salsa Cumberland di ribes rosso e patate schiacciate, coscia di lepre cotta nella panna a bassa temperatura con mirtilli rossi e varietà di gnocchi, bistecche di cervo e di daino. I piatti unici hanno prezzi fra 17 e 29 euro, le zuppe (dal gulash alla kulajda, zuppa di funghi) fra 7 e 10 euro, gli antipasti 12-14 euro. Da non perdere i dessert (7-8 euro), come gli gnocchi dolci di patate al papavero o lo strudel di mele. Da bere, la birra nazionale, Pilsner Urquell, o i curiosi vini locali bianchi, rossi e spumanti.
Da provare perché: la cucina mitteleuropea fa parte anche della nostra tradizione e certe carni sono, altrimenti, molto difficili da assaggiare nei circuiti tradizionali.

Symphonie
Padiglione Germania
Sapori puliti, grande tecnica, accoglienza impeccabile: il ristorante all'ultimo piano del padiglione tedesco offre un'atmosfera sobria ma una cucina dai chiari guizzi contemporanei. Carni di manzo e vitello, pesci d'acqua dolce come lucioperca e trota o di mare come merluzzo e gamberi, spaetzle (gnocchetti) e canederli, cavoli e patate: sono solo alcuni degli elementi che compongono i piatti, da ordinare alla carta o nei menu degustazione da 38,50 a 88 euro (bevande escluse).
Da provare perché: è una bella sorpresa scoprire che la gastronomia tedesca non è solo würstel e crauti, ma sa proporre abbinamenti raffinati dagli inattesi tocchi mediterranei, anche giocando con ortaggi, erbe aromatiche, formaggi freschi.

104625Ristorante Svizzero
Padiglione Svizzera
Una buona cucina di montagna che ricorda da vicino quella delle nostre valli alpine e utilizza le eccellenze del piccolo ma generoso territorio della Confederazione Elvetica. I formaggi (che hanno anche una loro carta) e la carne secca dei Grigioni spiccano fra gli antipasti (da 9 a 14 euro), i Pizzoccheri della Valposchiavo (regione appena oltre confine) e lo Sminuzzato di vitello alla zurighese sono due delle proposte di piatti principali (da 12,50 a 19 euro). E tra i dessert (prezzi tra 5 e 7 euro) non manca la Mousse di cioccolato svizzero.
Da provare perché: ogni piatto in carta presenta una specialità tipica che potete approfondire, nell'attesa dei piatti, navigando sui tablet a disposizione degli ospiti.

104627Identità Expo
L’esperienza d’autore
Lo spazio creato da MAGENTABoureau (vedi foto in apertura) nei mesi dell'esposizione conta di portare a Milano ben 78 fra i più celebri chef italiani e internazionali, oltre a centinaia (letteralmente) di eventi dedicati alla cultura del cibo. La sala e la terrazza ospitano fino a 120 coperti. Due le proposte: da mercoledì a domenica, Italian & International Best Chef, “firme” che si alterneranno coadiuvate da una brigata fissa con l’executive chef Andrea Ribaldone (I Due Buoi di Alessandria), Domenico della Salandra (Taglio Milano) e Domenico Schingaro (I Due Buoi); lunedì e martedì, in scena i cuochi tricolori nella sezione Contemporary Italian Chef. Attesi, fra gli altri, Antonino Cannavacciuolo, Niko Romito, Carlo Cracco, Alessandro Negrini e Fabio Pisani. Il prezzo è di 75 euro (90 per menu a 4), compresi i vini in abbinamento. Per il calendario completo, clicca qui.
Da provare perché: è il luogo dell'alta cucina per eccellenza, non solo di casa nostra, per assaggiare l'essenza della gastronomia in un contesto raffinato ed esclusivo.

Francesca Romana Mezzadri

  • Ricette via mail

  • Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere settimanalmente suggerimenti, consigli e ispirazioni.

Accedi

Registrati, gioca, diventa Gourmet e pubblica le tue ricette su Salepepe.it