Le ingegnose soluzioni gastronomiche delle Zone Aride

Le ingegnose soluzioni gastronomiche delle Zone Aride

La cultura del cibo dei Paesi del Cluster Zone Aride di Expo 2015 è particolarmente affascinante: l’ospitalità è sacra e le donne trovano soluzioni ingegnose per preparare piatti nutrienti con i frutti che la natura offre

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Sale&Pepe

Si è svolto lunedì 2 marzo il terzo dei nove appuntamenti che la Scuola di Cucina di Sale&Pepe dedica fino ad aprile ai Cluster di Expo 2015 (clicca qui) per raccontare, a pochi mesi dall'inizio della kermesse, i Paesi e i loro patrimoni gastronomici protagonisti della grande esposizione universale dedicata all'alimentazione.

Questo terzo appuntamento di "#SaporieProfumi dal mondo", Cluster Zone Aride, paradossalmente accompagnato da una fitta ed insistente pioggerellina, si è svolto nella suggestiva cornice milanese di Un posto a Milano (clicca qui), il ristorante all'interno di Cascina Cuccagna.

Il Direttore di Sale&Pepe, Laura Maragliano ha presentato e introdotto gli interventi di Michele Di Santis, Arch. Progetto Cluster Expo 2015, Politecnico di Milano, il quale ha spiegato che ciascuno dei nove Cluster (sei filiere alimentari e tre identità tematiche) per la prima volta nella storia dell'Esposizione Universale, non saranno come in passato raggruppati per aree geografiche bensì organizzati secondo criteri di identità e di filiere con aree comuni dedicate a percorsi tematici, mercato, degustazioni, mostre ed eventi.

I padiglioni di Expo 2015 composte da grosse scatole di legno, verranno personalizzate a tema dei singoli Cluster ma non solo, saranno dei veri e propri villaggi, l'Eritrea, la Mauritania e la Giordania porteranno per esempio le loro cucine, il Senegal realizzerà un Baobab gigante nel quale si potrà entrare per assaggiare i cibi locali, il Cluster Zone Aride sarà caratterizzato da 24mila cannucce di pvc sospese in aria per simulare una tempesta di sabbia e ospiterà la mostra del fotografo George Steinmetz, il Cluster riso sarà un gioco scenografico di specchi d'acqua per mimare le risaie, il Cluster Spezie richiamerà i colori tipici delle spezie e delle erbe aromatiche e così via.

Michele Di Santis conclude il suo intervento sottolineando che si aspetta grandi cose da questa kermesse e dai suoi protagonisti. Noi, da spettatori, concordiamo.

Subito dopo le informazioni tecniche relative ai Cluster di Expo, è stata la volta del giornalista "gastronomade" senza frontiere, nonché storyteller, Vittorio Castellani, conosciuto a più anche come Chef Kumalè, che, grazie alla sua approfondita conoscenza delle diverse culture è riuscito a portare virtualmente gli spettatori presenti a questo terzo appuntamento di #Saporieprofumi, in un viaggio straordinario nelle cucine dei paesi delle zone aride.

In molti di questi paesi vige ancora il baratto, il riso, le spezie e il cibo in generale sono spesso utilizzati come moneta di scambio nonostante ciò le popolazioni di queste zone hanno un forte senso dell'ospitalità e dell'accoglienza, "Non importa chi sei o dove vai" se sei un pellegrino in cerca di acqua e cibo non ti sarà negato anzi, verrai trattato come un ospite sacro.

La difficoltà di reperire il cibo e di trasformarlo non ha impedito agli uomini, ma soprattutto alle donne, del deserto di trovare delle ingegnose soluzioni. Lunghe cotture, spesso su roccia o sotto la sabbia tant'è che un piatto tipico dei beduini è composto, come tradizione vuole, da un piatto unico: uno stufato di carne di montone con ricotta fermentata, riso e cardamomo. Nelle zone con più acqua invece il pranzo è a base di riso accompagnato da verdure, prevalentemente melanzane e un mix di spezie.

In generale i pasti sono vissuti come importanti momenti di condivisione, solidarietà e incontro, le famiglie, spesso numerose, hanno l'abitudine di mangiare tutti insieme nonché dallo stesso vassoio e con le mani aiutandosi con del pane, realizzato anch'esso con non poche difficoltà e in modo acrobatico dalle donne di casa.

Nonostante siano zone carenti di acqua non mancano le bevande dissetanti ricavate da alcune piante come ad esempio il karkadè, con il quale si prepara il Bissap, o ancora, col frutto del baobab essiccato e bollito si ottiene una caratteristica bevanda dai molteplici effetti benefici, senza dimenticare i rituali del caffè e del tè.

88375Dopo molteplici racconti sul cibo, un intenso e piacevole profumo di spezie ha stuzzicato l'appetito dei presenti. Era giunto il momento di assaggiare le tre specialità realizzate per lo showcooking dalla Chef Girom del Ristorante Eritreo Asmara di Milano, dove la cucina tipica eritrea ed etiope la fa da padrone.

La Chef Girom ha realizzato il gorad gorad, spezzatino di pollo, e il kitfo, carne di manzo cruda tritata e poi marinata con una miscela di peperoncino e spezie e cotta nel niter kibbeh una sorta di burro chiarificato aromatizzato con curcuma. Ha poi svelato i segreti per ottenere un perfetto zighinì, caratteristico piatto unico composto da uno spezzatino di pollo o manzo, una miscele di spezie chiamata berberè, verdure cotte, verdure fresche e legumi.

Come lo zighinì, anche il gorad gorad e il kitfo vengono serviti su pane enjera, dall'aspetto sembra una crepe ma rimane più spugnoso, è realizzato con farina di teff, un cereale degli altopiani etiopi.

È credenza popolare che "se il piatto non viene bene porta sfortuna", questi per la cronaca erano ottimi.

Sonia Monagheddu
Foto di Andrea Delbò
5 marzo 2015 

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tag: Eventi
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