Mangiare a Expo: prelibatezze al padiglione Lituania

Mangiare a Expo: prelibatezze al padiglione Lituania

Attraverso la storia agricola di questo Paese baltico, in equilibrio tra tradizione e innovazione, si scopre la sua cucina. Dalla ventresca di maiale affumicata, al gelato di pane nero.

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Padiglione Lituania
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Una bilancia: è così concepito il design del Padiglione Lituania ad Expo, un'architettura minimalista ideata da un gruppo di giovani architetti di Kaunas, seconda città più grossa del Paese dopo la capitale Vilnius. E la bilancia è in equilibrio tra memoria e innovazione, proprio come la gastronomia e la produzione agroalimentare di questo Paese baltico.

Si può iniziare ad immergersi nella sua atmosfera degustando un tagliere di "Skilandis", il tradizionale salame affumicato, una sorta di ventresca di maiale buona a qualsiasi ora, e molto rappresentativa dei gusti culinari locali. Sarà accompagnata dall'ottimo pane nero di segale, dagli immancabili cetriolini extra-large e magari da una birra autoctona – in Lituania se ne producono ben 200, ed è l'occasione per provarne una, visto che per ora non si trovano altrimenti in Italia. A proposito di spuntini, imperdibile il popolarissimo pane fritto con formaggio, oppure si può provare la classica aringa con le patate.

Il primo cubo del Padiglione è a forma di chicco di grano: rappresenta la lunga tradizione in campo agricolo di questo Paese. Una storia che passa attraverso il Graducato di Lituania, che tra il XII e il XVII secolo si espanse dal Mar Baltico al Mar Nero, sino a coprire i territori dell'attuale Lituania, Biellorussia, Ucraina, Transnistria e parti di Polonia e Russia. E, se dalle influenze queste ultime due discende il grosso della cucina lituana contemporanea, ogni regione etnografica vanta i suoi piatti tipici, frutto di quello Stato multinazionale e multiculturale che fu.

Un esempio? La cucina dei Caraimi, ceppo di lingua turca affine ai tartari, che sbarcarono in Lituania nel 1200 come guardie del Duca e nella regione di Trakai, la capitale storica, ancora conservano le loro tradizioni, naturalmente anche culinarie. In primis i “Kybyn”, fagottini ripieni di carne e cipolla, che si possono provare nel ristorante del Padiglione. Così come si possono assaggiare altre pietanze tipiche del Paese: la sfavillante Zuppa fredda di barbabietole o i “Cepelinai”, piatto nazionale, dei “gnocconi” a forma di dirigibile ripieni di carne macinata. E ancora: arrosto al lombo di manzo, stinco di maiale affumicato, filetto di tacchino con salsa al mirtillo rosso e frittelle di grano saraceno. E per finire, un “dolce ramoso” o un gelato al pane nero.

I prodotti tipici provengono da cooperative, fattorie familiari e piccole imprese del settore alimentare. Oltre all'alimentare, si possono apprezzare tanti oggetti artigianali fatti con materiali naturali come lino, lana, legno, argilla, e la splendida ambra baltica - che si adopera anche per insaporire bevande e cibi, famosa nei millenni e vanto del Paese fino ai nostri giorni.

Carola Traverso Saibante
30 giugno 2015

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