#Expo2015: 10 padiglioni da non perdere

#Expo2015: 10 padiglioni da non perdere

Percorrendo il Decumano, abbiamo selezionato i 10 padiglioni più interessanti, suggestivi, divertenti. Ecco perché

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cardo albero della vita
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Sono 145 i Paesi che partecipano all'Expo 2015. Di questi, 53 quelli che hanno il loro padiglione nazionale lungo il Decumano (gli altri sono radunati nei cosiddetti cluster tematici).
Se, obiettivamente, è impossibile visitarli tutti, cartina alla mano ecco i 10 padiglioni, in ordine di apparizione dagli ingressi principali (Porta Fiorenza e Porta Triulza, raggiungibili dalla metropolitana e dalla stazione dei treni), che valgono la visita e, in alcuni casi, la fila per accedere.

102535Padiglione Zero
È il padiglione delle Nazioni Unite, progettato dall'archistar Michele De lucchi e dal regista Davide Rampello, scenografico e di grande suggestione, raccoglie la memoria dell'uomo, rappresentata nella maestosa biblioteca a cassetti dell'ingresso, e la racconta attraverso la simbologia di un enorme albero, la domesticazione di piante e animali (riprodotti a grandezza naturale in resina), il passaggio dal mondo contadino all'industria. Ma anche gli sprechi, i disastri ambientali, la mercificazione delle risorse alimentari. Per concludere con una rassegna di progetti sostenibili: una speranza concreta per un futuro migliore.
Da vedere perché: riunisce tutti i macrotemi di Expo e li presenta in una veste quasi cinematografica, molto coinvolgente.

102537Repubblica Ceca
Un'architettura pulita e rigorosa e un'esposizione incentrata sull'acqua (il paese ne è ricco, così come di centri termali), l'innovazione tecnologica, ma anche l'arte e il design. Con una bella terrazza-orto panoramica da cui ammirare il Decumano per quasi tutta la sua lunghezza.
Da vedere perché: nelle giornate più calde, è il posto perfetto dove trovare refrigerio gustando birra freschissima (Pilsner Urquell, l'etichetta nazionale, è partner del padiglione) a bordo piscina.

102539Nepal
Il terremoto che ha colpito tragicamente il Paese a pochi giorni dall'apertura dell'Esposizione Universale ha richiamato in patria operai e addetti a un padiglione che è stato finalmente terminato, a distanza di più di due mesi, con l'aiuto anche di tanti volontari italiani e accoglie i visitatori fra ponticelli e pagode che conducono al tempio. Suggestivo e affascinante.
Da vedere perché: è un modo per dimostrare solidarietà a un popolo segnato da un gravissimo disastro e dare un aiuto concreto, partecipando alla racconta fondi. Ed è bellissimo.

102541Brasile
Il padiglione con l'ormai celebre rete vale la lunga coda per l'accesso a questa attrazione. Se la volete saltare, o non vi sentite di affrontare l'impresa, per visitare comunque l'esposizione, incentrata su tecnologia, biodiversità, industria e design, percorrete il giardino dove stanno maturando i miniananas, la quinoa, i girasoli e tantissime altre specie vegetali e prendete le scale.
Da vedere perché: la passeggiata sulla rete fa tornare bambini anche gli adulti più compassati. Vietata a chi indossa i tacchi! 

102543Corea del Sud
Bianco, dalle linee tondeggianti ispirate ai "vasi di luna" recipienti tradizionali per conservare gli alimenti, il padiglione è uno dei più centrati sul tema di Expo di "Nutrire il pianeta" recuperando tecniche antiche per un'alimentazione più sana e sostenibile, rispettando le risorse e combattendo gli sprechi.
Da vedere perché: i coreani sono "forti" e mettono in campo tecnologia ed effetti speciali che rendono magico e suggestivo anche il concetto di "fermentazione dei cibi".

102545Cina
Gratitudine e rispetto per la natura, sostenibilità e futuro in equilibrio fra tradizioni millenarie, come la preparazione del tofu della sezione "Cibo per la vita", e progresso scientifico, illustrato nella parte dedicata a “Tecnologia e futuro", fra riso ibrido, il riciclo e tracciabilità.
Da vedere perché: l'architettura in bambù e acciaio che cambia a seconda del punto di vista, la distesa fiorita che introduce al padiglione, i giochi di luci e di led che animano alcuni degli spazi interni e la terrazza panoramica ripagano di una coda sempre piuttosto nutrita ma anche abbastanza veloce.

102549Italia
Il Padiglione Italia è diffuso lungo tutto il Cardo, il viale che taglia a metà il Decumano. A un lato, Palazzo Italia si staglia con i suoi bianchi intrecci gareggiando in bellezza con l'Albero della vita. Ma la strada accoglie tanti altri punti di interesse fra cui il padiglione della Lombardia ospite dell'evento, quello dell'Alto Adige con la sua scalata verso le vette dell'Expo, quello dell'Unione Europea con divertente un percorso didattico e le migliori realtà imprenditoriali del Paese nel settore dell'industria alimentare e della ristorazione.
Da vedere perché: Palazzo Italia raccoglie il meglio del nostro Paese, dalle bellezze naturali a quelle artistiche, di cui andare orgogliosi. E girando fra gli altri padiglioni si possono scoprire chicche regionali, gastronomiche e non.

102553Kuwait
Forse il più suggestivo fra i padiglioni dei paesi arabi, come molti anche quello kuwaitiano è incentrato sul tema dell'acqua. Si entra attraverso una cascata, si cammina su un pavimento di sabbia del deserto e si scoprono le colture idroponiche, la desalinizzazione e le energie alternative. Ma non mancano i profumi e il colori del suk, fra prodotti tipici, tessuti di arredo, abiti e gioielli tradizionali.
Da vedere perché: come la caverna di Ali Babà, il Padiglione svela tesori inaspettati. E i bambini resteranno incantati dal grande plastico animato di Kuwait City, dentro il quale fare un percorso solo per loro.

102551Usa
Colorato, divertente, giovane (hostess e steward sono tutti studenti universitari e parlano un ottimo italiano) nonostante l'aspetto scanzonato e una "exhibition" (la mostra vera e propria) fatta a disegni animati, pone tanti temi importanti e racconta un po' anche la nostra storia, raccontando dell'arrivo a New York di un immigrato italiano del secolo scorso, con spaghetti e polpette.
Da vedere perché: potrete scoprire che le recenti mode "gastrochic" che spopolano nelle nostre città, come i farmer market, arrivano proprio dagli Usa. E che non tutto il fast food vien per nuocere, come dimostra il trend dei "truck", come quelli parcheggiati sul retro del Padiglione, che sempre più spesso offrono cibo di qualità.

102555Giappone
Il Paese del Sol Levante è a Expo per stupire. Lo fa con sale poetiche in cui scorrono immagini eteree in un sottofondo di musica tradizionale e quasi ipnotica. Con giochi di luci, colori, ologrammi che danzano. Con pareti stracolme di sushi e sashimi, ingredienti insoliti e multicolor, ricette da copiare. Ma anche con un ristorante virtuale del futuro, dove farsi travolgere dagli animatori, buffi e sorridenti come manga, in un gioco interattivo sulle specialità di una delle cucine più raffinate al mondo.
Da vedere perché: il Giappone sa sempre come stupire l'occidentale e la visita è fra le più movimentate, fra cambi repentini di scenari, suoni inaspettati, in un mix insolito e comunque affascinante.

Francesca Romana Mezzadri
7 luglio 2015

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