Gli esperti all’Expo dicono no ai falsi miti del cibo

Gli esperti all'Expo dicono no ai falsi miti del cibo

Expo 2015. Un convegno di scienziati e ricercatori internazionali spiega perché, in una dieta sana ed equilibrata, non esistono alimenti completamente buoni o cattivi

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Expo non è solo il grande parco tematico dove scoprire e assaggiare la cultura gastronomica mondiale, ma anche un luogo di approfondimenti e riflessioni importanti su alimentazione, risorse, prodotti, futuro del cibo, del nostro modo di consumarlo e, anche, di percepirlo.

Questo approccio ha caratterizzato il meeting Back to Basic - Scientific evidence & Daily food for a better life sul ruolo fondamentale dell’evidenza scientifica in ambito alimentare, per evitare le semplificazioni che troppo spesso ci inducono a comportamenti sbagliati, quando non proprio pericolosi per la salute.

La giornata è stata organizzata da Soremartec, società del gruppo Ferrero che si occupa di ricerca, sviluppo e innovazione, e ha visto la partecipazione di scienziati, docenti universitari, medici, nutrizionisti, ricercatori provenienti da ogni parte del mondo.

Oggi si legge che tutto può far male o può far bene: ma davvero esistono cibi buoni o cattivi?
No, secondo l'autorevole parere di due dei relatori: Robert Gibson, professore presso il Dipartimento “Functional Food Science” School of Agriculture, Food and Wine dell’Università di Adelaide, in Australia, e Raanan Shamir, professore di Pediatria presso la Facoltà di Medicina Sackler, Università di Tel Aviv, in Israele.

Gli esperti, in una chiacchierata con i giornalisti, hanno portato l'esempio del "famigerato" acido palmitico, fra i componenti maggiori dell'olio di palma, al centro di una querelle che chiama in causa anche diversi aspetti salutistici.

Gli studiosi hanno sottolineato, infatti, come questa sostanza sia il secondo grasso maggiormente presente nel latte materno, dopo l'oleico, e costituisca il 25 per cento del totale dei grassi presenti in questo alimento così importante per il neonato.
Insomma, nessuna sostanza e nessun cibo devono essere demonizzati arbitrariamente: non lo zucchero, non la carne rossa, nemmeno l'alcol, se consumati con moderazione.
Senza cedere alle mode o alle false credenze.

Fra gli interventi, il più curioso è stato, per esempio, quello che metteva in relazione i segni zodiacali e i disturbi legati all'alimentazione. Naturalmente, si trattava di un gioco, un divertissement: non esiste nessuna correlazione scientifica fra astrologia e nutrizione, ma se si prende un campione e si prova a fare una statistica, si scoprirà che, nel gruppo di persone esaminate e solo in quello, i nati sotto il segno della Vergine sarebbero particolarmente soggetti a fratture della tibia e alle nausee in gravidanza, gli Ariete a problemi di ossa e cartilagini e infezioni intestinali e così via. Ma cambiando gruppo i risultati sarebbero differenti: mancherebbe, insomma, l'evidenza scientifica.

In realtà, parlando di alimentazione non esistono formule magiche né scorciatoie, ma principi chiari e riconoscibili: alla base di sovrappeso e sottopeso c'è uno sbilanciamento fra calorie consumate e ingerite, l'attività fisica ha un ruolo fondamentale nella gestione dell'energia, i cibi si devono considerare nel loro insieme, inseriti in una dieta equilibrata, e l'educazione alimentare deve cominciare da piccoli. E così via.

Tutti concetti semplici, di buon senso, evidentemente corretti. Ma dei quali, troppo spesso, ci dimentichiamo per seguire questa o quella moda alimentare, privandoci di elementi preziosi e, spesso, del gusto stesso di mangiare un buon piatto di pasta o bere un buon bicchiere di vino.

Francesca Romana Mezzadri
giugno 2015

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