Kato’Aga: l’offerta votiva di cibo

Kato’Aga: l’offerta votiva di cibo

Circondate dal mare, lontane molte miglia dalla terra ferma, le isole sviluppano culture a sé, spesso uniche, frutto degli scambi e del meticciato

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Fire-walkers Preparing Coals in Beqa
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Le particolari tradizioni gastronomiche integrano elementi provenienti da diverse aree geografiche come le paste, mediterranee, le salsicce, di area ispanica, o le spezie, orientali, e le mescolano ai sapori intensi dei prodotti locali.

Wallis e Futuna un micro arcipelago francese composto da tre isole vulcaniche tropicali, sparse tra le Fiji e Samoa, nel mezzo dell’Oceano Pacifico. Le loro comunità, frutto di un mix di culture melanesiane, polinesiane e micronesiane sono note per un rito redistributivo cerimoniale assai diffuso in quest’area del pianeta: il Kato’aga.

I diversi villaggi organizzano questa cerimonia che richiede settimane, a volte mesi, di preparazione, in occasione d’importanti feste del loro calendario religioso o del ciclo della vita (nascita, matrimonio, morte). La notte che precede il Kato’aga vengono uccisi e sventrati decine, a volte centinaia di maiali che vengono farciti con tuberi d’igname e taro e la loro pelle spennellata con una miscela di radici di curcuma (una pianta medicinale) e cocco (ingrediente base della loro cucina) per essere poi cotti per ore in una buca di terra (koua), foderata con foglie e legni aromatici.

Il giorno della cerimonia sul corpo dei maiali, che funge da altare cerimoniale, vengono sistemati secondo un preciso ordine altre offerte (koloa): stuoie di pandano (pianta aromatica) colme d’igmane, tessuti variopinti di fibre naturali, olio di cocco…

Le offerte, donate dai vari clan vengono poi redistribuite dai capi villaggio ai presenti seguendo un protocollo fatto di canti e danze tradizionali, per sottolineare e rafforzare la loro autorità. Si tratta di un rito antichissimo che sopravvive ai giorni nostri, documentato solo in epoca recente dai primi missionari che raggiunsero l’isola nel XIX secolo.

Vittorio Castellani
febbraio 2015

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