Grana Padano, il segreto della qualità DOP

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Grana Padano, il segreto della qualità DOP

L’amore per i piatti della cucina italiana ha conquistato il mondo. Ma cos’è la cucina italiana senza gli ingredienti italiani? In un mercato, come quello alimentare, in cui le contraffazioni sono all’ordine del giorno, ecco perché la scelta di prodotti DOP diventa una scelta di qualità e di sicurezza.

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Se si tratta di prodotti alimentari gli europei scelgono il made in Italy nel 64% dei casi, e gli italiani per il 71%. È quanto emerge dalla Global Brand-Origin Survey realizzata da Nielsen su un campione di oltre 30.000 individui in 61 Paesi tra cui l’Italia. Nel caso degli italiani non è, se non in minima parte, questione di orgoglio nazionale (13%), ma perché si è alla ricerca dei migliori aromi e sapori (30%) o della genuinità degli ingredienti e dei processi di preparazione dei prodotti (29%).

Dietro la sigla europea DOP, Denominazione d’Origine Protetta, c’è tutto questo e molto di più: qualità eccellente, strettissimo legame con il territorio, rigide regole produttive, controlli rigorosi, tracciabilità assoluta, salubrità garantita e sicurezza per il consumatore.

Come si ottiene tutto questo? Innanzitutto dal fatto che un prodotto DOP, come il Grana Padano, ha l’obbligo che la materia prima, cioè il latte, la sua trasformazione e la stagionatura avvengano esclusivamente all’interno della zona DOP e, nel caso del Grana, significa che è in Lombardia, in buona parte del Veneto, nel Piemonte, a Piacenza o in Trentino che devono essere ubicati i caseifici e i magazzini di stagionatura, ed è sempre da queste zone che deve provenire buona parte del foraggio per l’alimentazione delle bovine da latte.

Ma non basta. A salvaguardia della qualità del Grana Padano, e quindi dei consumatori, c’è anche la necessità di rispettare un disciplinare di produzione rigorosissimo che indica con precisione sia cosa può e cosa non può mangiare la bovina, come deve essere raccolto il latte, come deve essere lavorato, come deve essere stagionato e quale livello qualitativo deve raggiungere.

Ma come ben sappiamo non bastano le regole. Occorre che qualcuno ne verifichi il rispetto, cosa che spetta al Consorzio Tutela Grana Padano e al CSQA, un ente terzo di certificazione incaricato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Un processo di verifica per il quale il Consorzio investe 7 milioni di euro ogni anno per garantire il consumatore sul rispetto di tali regole e sulla sicurezza che quando viene acquistata una confezione di Grana Padano dentro ci sia… Grana Padano. Per far questo i controlli proseguono nelle fasi di confezionamento e di immissione al consumo, fino sui banchi della distribuzione, con prelievi a campione.

Dietro un prodotto DOP, pertanto, ci sono sacrifici, attenzione e rigore in tutta la filiera, dall’allevatore al produttore, passando dallo stagionatore, per arrivare al confezionatore. Sacrifici che hanno anche dei costi, che si riflettono nel prezzo finale al consumatore, ma che sono la prima garanzia della bontà dell’alimento acquistato. L’invito, pertanto, è di diffidare di prezzi troppo difformi e di leggere attentamente le etichette. La nostra salute passa anche da qui.

a cura di Grana Padano

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