Sale iodato, amico del cervello dei bimbi

Sale iodato, amico del cervello dei bimbi

La carenza di iodio può influire anche sull’apprendimento: ecco perché il ministero della Salute a Expo ha consigliato di usare il sale iodato nell’alimentazione dei più piccoli, per migliorare anche le performance scolastiche

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Making pizza at school. Feeding education. Italian primary school. Madrid. Spain.
Sale&Pepe

Un pizzico di sale per andare bene a scuola. Ma che sia sale iodato: ovvero quel sale da cucina naturalmente arricchito di iodio, o perché viene ricavato dall'acqua di mare, o perché arriva dalle miniere di salgemma.

Proprio lo iodio infatti, come hanno raccontato gli esperti in endocrinologia nei giorni scorsi a Expo nel corso di un evento voluto dal ministero della Salute, aiuta non solo a regolare la tiroide, ma anche a sviluppare il sistema nervoso e mantenerlo allenato, incidendo in particolare sulle capacità di apprendimento.

Per questo una carenza di questo minerale potrebbe anche portare gli studenti a deconcentrarsi e ad avere problemi sui banchi di scuola. L'assenza di un giusto apporto di iodio infatti potrebbe rendere il piccolo più pigro a scuola: tra le cause di questo comportamento, vi è anche un'alimentazione carente su questo fronte della mamma in gravidanza, magari perché non ha consumato abbastanza pesce o non ha insaporito le pietanze con sale iodato.

Una variabile da non sottovalutare, anche se difficilmente si ricollegano stanchezza o scarso rendimento scolastico con l'assenza di iodio, mentre si tende sempre a parlare di calo di zuccheri e di livelli di energia dati da "carburanti" come i carboidrati e gli zuccheri complessi. E invece, spiegano gli esperti, un solo pizzico di sale iodato al dì potrebbe fare la differenza anche per il corretto funzionamento del cervello di tutta la famiglia e di chi è impegnato nello studio in particolare. Aumentandone addirittura il Qi: studi sui piccoli di 8 anni che seguono diete diverse hanno dimostrato come chi consuma iodio abbia performance migliori nei test che misurano l'intelligenza.

Come e quanto consumarne dunque? Un pizzico al giorno, per insaporire un piatto, è più che sufficiente. In alternativa, lo stesso quantitativo è contenuto per esempio in una porzione di pesce.

Eva Perasso
21 settembre 2015

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