Pasqua in zona rossa, riscoprendo le gioie in cucina | Sale&Pepe
A Pasqua la Cooking Therapy che fa star bene

A Pasqua la Cooking Therapy che fa star bene

Italiani ai fornelli? Un vantaggio per il palato ma anche per il cuore. Perché cucinare e dedicarsi ad altre attività creative contribuisce a aumentare la sensazione di benessere in famiglia. Anche per una Pasqua in zona rossa

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Si dice che il cibo migliori l'umore, trasmetta allegria e sia il modo migliore per condividere un momento in compagnia. Non è più solo un'opinione se gli esperti hanno coniato un termine ad hoc. Si chiama Cooking Therapy, una terapia capace di riattivare la mente, stimolare i sensi e al tempo stesso ridurre stress e malumori. I trattamenti sono semplici e si possono seguire tra le mura domestiche: prevedono ore ai fornelli, con le mani in pasta, preparando un dolce per qualcuno che si ama o un manicaretto da gustare in un buen retiro. Tutto a beneficio di un buon equilibrio psicofisico e una perfetta armonia familiare. Sicuramente un modo interessante per passare giorni di festa come Pasqua e dintorni

Cooking Therapy per Pasqua 

Sono quasi 7 italiani su 10 (un buon 68%) che pensano di trascorrere queste festività pasquali dedicandosi principalmente ad attività culinarie. È emerso da un’indagine di Sanbittèr Aperitivo Cool Hunting, dedicata alle intenzioni degli italiani per le festività pasquali e condotta su un campione di 900 italiani attraverso un monitoraggio dei principali social network, forum, blog e community lifestyle internazionali e un pool di esperti tra sociologi e bartender.

Le feste di Pasqua sono sempre state un'occasione per evadere dalla quotidianità: quest'anno nonostante in molti manifestino sfiducia e smarrimento, non sono pochi i resilienti (43%), cioè coloro che continuano a pensare di trasformare la permanenza forzata accanto ai fornelli in nuove opportunità (o, diremmo noi, in nuove ricette). E usano queste giornate per preparare i piatti della tradizione o sperimentare assaggini e finger food. Alternando la ricerca culinaria a maratone televisive, vecchi o nuovi hobby, come lettura (39%), disegno (45%), tornei di videogiochi online (49%), anche se i più indisciplinati, confessano che cercheranno comunque di “evadere” in qualche modo dalle mura domestiche (23%). 

A sostenere gli italiani nella loro vocazione a trascorrere tempo in cucina, preparando pranzi, dolci, cocktail e appetizer, vengono diversi studi internazionali, che dimostrano quanto mettersi all’opera nelle preparazioni e sperimentazioni di cibo e bevande possa rilassare e aiuti a tenere alto il morale. La neozelandese Otago University ha studiato l’effetto di alcune attività sullo stato d’animo e sull’umore osservando un nesso tra lo svolgimento di attività in cucina e sensazione di benessere. Ogni volta che i soggetti si dedicavano a un’attività creativa, principalmente ai fornelli, ma anche pittura o musica, il giorno successivo si sentivano più allegri ed energici.

Quindi via libera alla creatività: entrate in cucina pensando di varcare le porte di un piccolo parco di svago a vostra completa disposizione. Con gioia, fantasia, entusiasmo e tante ispirazioni rubate alla tradizione di tutta l'Italia (dal Casatiello, una torta rustica tipica della Campania ai Cannelloni al ragù bianco e tartufo nero, dal Carré d'agnello tartufato fino alla Cassata siciliana al forno). E non dimenticate "un pizzico di Sale & una generosa macinata di Pepe". 

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